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Il paddock della Formula 1 si ritrova all’improvviso catapultato tra i curvoni veloci e l’umidità asfissiante di Sepang, sostituto d’emergenza di Sakhir per ospitare il Gran Premio del Bahrain 2026 nonostante la crisi in Medio Oriente. Ma per Lando Norris, il ritorno lampo in pista dopo il disastro di Baku ha il sapore liberatorio di una catarsi necessaria. Nessuna pausa, nessun lasso di tempo per macerarsi nei rimpianti: l'unica cura per le ferite ancora aperte dell’Azerbaigian è riabbassare la visiera e tornare a far parlare il cronometro.
La carambola scatenata dal bloccaggio di Franco Colapinto in curva 1, che a Baku ha cancellato in un secondo la gara del campione in carica e del compagno Pierre Gasly, ha lasciato striscioni di veleno e polemiche infuocate. Subito dopo l'impatto, dettato dall'adrenalina, Norris si era scagliato contro il giovane argentino chiedendo a gran voce la squalifica. Reazioni istintive che hanno sollevato una bufera, soprattutto dai caldissimi tifosi sudamericani, portando Lando a un passo indietro e alle scuse formali via social. A Sepang, però, l’aria è finalmente diversa. Il confronto diretto tra i due protagonisti ha riportato il sereno, trasformando una resa dei conti in una stretta di mano tra colleghi che si stimano.
"Non c'era bisogno di una lunga conversazione", ha spiegato Norris ripercorrendo i momenti del chiarimento con Colapinto. "Mi sono scusato con lui per le parole e per alcune cose sbagliate che ho detto, e lui si è scusato con me per l'incidente. Mi piace molto Franco, è un bravissimo ragazzo, parliamo sempre durante la track walk o alla parata dei piloti. Ci siamo semplicemente scusati a vicenda. Sulla penalità, invece, è difficile esprimersi: non è una decisione che spetta a me”. Se con il rivale la frattura è rientrata in pochi secondi, ricucire lo strappo con il mondo social si è rivelato un esercizio molto più complesso. La tempesta di odio online che ha travolto il pilota McLaren dopo le sue dichiarazioni a caldo ha riaperto l'eterno dibattito sulla tossicità nei social media.
”L'ho fatto soprattutto per il pubblico più ampio", ha ammesso Norris commentando il messaggio pubblicato su Instagram. "Ho detto a Franco quello che volevo dirgli, ed è lui l'unico con cui dovevo davvero condividere le mie scuse. Non ho bisogno di usare i social per queste cose, ma c'era così tanto rumore di fondo che ho pensato fosse saggio mostrare che mi ero scusato e che riconoscevo di aver sbagliato. Sono sempre il primo ad ammettere quando commetto un errore. Visto che la mia reazione era andata in TV, era giusto mostrare a tutti chi sono veramente, perché quelle parole non riflettevano i miei valori".
Lando non nasconde di aver letto i commenti spietati apparsi in rete nei giorni successivi: "Ho visto cose non bellissime. Purtroppo è quello con cui dobbiamo convivere. Nello sport c'è tanta passione, ed è fantastico, ma sui social è fin troppo facile condividere opinioni e si va oltre. Gli insulti online, le minacce di morte... questo significa superare di gran lunga il confine dell'essere fan. È una linea che non andrebbe mai valicata. Serve fare molto di più, come piattaforme e come sport, per fermare tutto questo, perché non tutti riescono a gestirlo allo stesso modo. Non avrei mai dovuto dire quelle cose, ma non ho paura di dire quello che penso. Non si può piacere a tutti, fa parte della vita. Ma certi limiti non si dovrebbero mai superare".
Archiviato il rumore extra-pista, il focus di Norris si sposta inevitabilmente sulla sfida tecnica di un tracciato che non vede le monoposto di Formula 1 dal lontano 2017 e che promette incognite colossali, a partire dal meteo tropicale e dall'asfalto altamente abrasivo. "Non ho mai guidato questa macchina sul bagnato qui, sarà un'esperienza del tutto nuova per noi", riflette il britannico guardando alle incognite di Sepang. "La pista è fantastica, mi è sempre piaciuto guardarla in TV e penso che regalerà una gran bella gara. Sulla carta si adatta a noi un po' più di Baku, a patto di risolvere i problemi della scorsa settimana. Quanto all'usura delle gomme, siamo più vicini alle aspettative del Bahrain: sarà una gara da due o tre soste, dovremo prepararci bene".
A preoccupare davvero il pilota della McLaren sono però i cavalli e la gestione dell'efficienza aerodinamica, punto debole emerso con prepotenza nell'ultimo round e aggravato da guai tecnici specifici sulla sua Power Unit Mercedes. "Gli aggiornamenti stanno facendo tutto ciò che dovrebbero, ma a Baku ci sono stati diversi problemi sulla mia Power Unit, molto più evidenti rispetto alla macchina di Oscar. Ho perso davvero tanto tempo sul dritto. Quando sei giù di potenza, la batteria diventa inefficiente: usi più carica e la esaurisci prima. È la cosa principale che dobbiamo sistemare insieme a HPP questo fine settimana. Inoltre, ci sono cose che Mercedes riesce a fare e su cui noi facciamo ancora fatica: dobbiamo capire se stanno facendo un lavoro migliore del nostro o se riescono a fare cose che a noi sono precluse. In generale non abbiamo la macchina più efficiente in rettilineo, ed è un aspetto su cui dobbiamo progredire a lungo termine".
C'è poi spazio per rispondere alle curiosità circa la sua mancata partecipazione alla gara sui kart che ha visto protagonisti molti piloti della griglia nei giorni scorsi, a cui Norris ha preferito non partecipare. "Io non sono andato sui kart, ho fatto un po' di allenamento e sono rimasto per conto mio. Da quello che ho sentito, non è vero che quel giorno ha reso tutti più amichevoli... anzi, mi risulta che si siano buttati tutti a muro! Quando ti metti il casco diventi un'altra persona. È bello passare del tempo insieme lontano dalle corse, ma a me piace anche ritagliarmi momenti per me stesso. Non credo alla favola del 'siamo tutti amici in pista', a volte è l'esatto contrario. Ma è bello poter essere persone normali quando si spengono i motori".