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Il weekend del Gran Premio del Giappone 2026, terzo appuntamento stagionale di Formula 1 e ultimo atto prima della pausa forzata dovuta alle cancellazioni di Bahrain e Jeddah, entra nel vivo con l’ultima sessione di prove libere. A dettare il passo a Suzuka è un Andrea Kimi Antonelli in stato di grazia: dopo il trionfo di Shanghai, il bolognese sembra aver sviluppato una dipendenza dal gradino più alto del podio. Iniziano a concretizzarsi, di riflesso, i timori di George Russell, che vede sgretolarsi il ruolo di riferimento in una Mercedes che si conferma, comunque, la forza egemone della griglia davanti alla Ferrari di Leclerc.
Fermando il cronometro sull’1:29.362, Antonelli ha alzato l’asticella, domando le iconiche esse di Suzuka che, con il nuovo regolamento tecnico, hanno perso parte della loro brutalità per lasciare spazio alla strategia. La gestione dell’energia è diventata il nuovo ago della bilancia: i piloti sono costretti a un costante equilibrismo tra i vari tool per evitare di arrivare "scarichi" sul rettilineo, rinunciando ai picchi di velocità pura del passato. In questo scenario di efficienza, la Mercedes resta la regina, forte di una power unit che permette di viaggiare "sotto coppia". In questa FP3 il team di Brackley ha scelto di non mappare il motore al massimo, forte di un set-up individuato e ottimizzato in tempi record.
Antonelli ha siglato la miglior prestazione staccando Russell di 254 millesimi. Gli equilibri nel box delle Frecce d’Argento iniziano a vacillare: se il rookie punta al bis iridato, il britannico vede sfuggirgli quel ruolo di prima guida tanto atteso e ora insidiato dal talento cristallino del compagno. Alle loro spalle spunta la Ferrari di Charles Leclerc, che sembra aver ritrovato la bussola dopo un venerdì opaco. Il distacco di quasi nove decimi è ancora importante, ma il lavoro al simulatore di Maranello firmato Antonio Giovinazzi ha dato i suoi frutti, come rivelato da Marc Gené, indicando ai piloti la via per una gestione più lineare della parte ibrida. Segnali di vita anche da Lewis Hamilton, quinto tra le due McLaren, nonostante un feeling con la SF-26 ancora tutto da costruire a Suzuka.
Il sorriso del sette volte campione del mondo resta però a metà, visti i 1.021 secondi incassati dall'ex compagno Russell. In quarta posizione brilla Oscar Piastri, conferma di una McLaren in lenta risalita dopo un inizio di stagione drammatico. Per Lando Norris, invece, l'incubo continua: pochissimi giri in FP3 a causa di un problema all’ERS che ha richiesto la sostituzione dell'unità. L'affidabilità resta il grande spettro che agita Woking e, di riflesso, i motoristi Mercedes. Atmosfera gelida, infine, in casa Red Bull: Max Verstappen (ottavo, dietro l'Audi di Hülkenberg) ha condotto prove comparative sulla RB22 aggiornata, mentre Isack Hadjar (undicesimo) è rimasto sulla vecchia configurazione. Le novità al retrotreno hanno stravolto il bilanciamento nelle curve veloci e il team, in un clima di estrema tensione, è stato costretto a ricorrere alla flow-viz persino in FP3 per validare un pacchetto che, al momento, sembra un rebus.
FP3 CLASSIFICATION
— Formula 1 (@F1) March 28, 2026
Mercedes 1-2, and by a margin 👀#F1 #JapaneseGP pic.twitter.com/qQTyNI5Hf1