Ferrari Luce, Vigna scopre le carte: «Oltre 60 brevetti, è molto più che una nuova elettrica»

Ferrari Luce, Vigna scopre le carte: «Oltre 60 brevetti, è molto più che una nuova elettrica»
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Il numero uno del Cavallino anticipa la rivoluzione tecnica della granturismo a zero emissioni, in scena a Roma il 25 maggio. Trimestre oltre il consensus e guidance 2026 confermata
6 maggio 2026

Mancano poche settimane al 25 maggio, data cerchiata in rosso sul calendario di Maranello. A Roma, davanti agli occhi del mondo, debutterà la Ferrari Luce, la prima granturismo a trazione 100% elettrica mai uscita dai cancelli del Cavallino. E Benedetto Vigna, amministratore delegato del Cavallino, ha scelto la conference call sui risultati del primo trimestre per accendere ulteriormente i riflettori su quello che si annuncia come uno spartiacque nella storia della Casa.

Benedetto Vigna, Amministratore delegato di Ferrari
Benedetto Vigna, Amministratore delegato di Ferrari
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Una vettura che ridefinisce ogni dimensione del progetto

Il numero che pesa di più, in questa vigilia, è 60. Tanti sono i brevetti depositati per la sola Ferrari Luce, una cifra che racconta meglio di qualsiasi proclama la portata dell'operazione. «Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo», ha messo in chiaro Vigna. La mappa delle aree toccate dalle nuove tecnologie è impressionante e racconta una vettura concepita da zero attorno alla propria natura elettrica. Si parte dall'architettura dei motori elettrici e dal comportamento degli inverter, si attraversa il capitolo della dinamica del veicolo con il pacco batterie strutturalmente integrato nel telaio, si entra in abitacolo per scoprire un nuovo volante, display ridisegnati e un'interfaccia uomo macchina semplificata, e si arriva perfino a componenti apparentemente "minori" come i cristalli laterali e i tergicristalli.

Vigna sceglie con cura le parole quando descrive il progetto: la Ferrari Luce, dice, «è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica». La definisce la concretizzazione dello scopo che muove ogni giorno l'azienda, ovvero «ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione». Una formula classica, certo, ma che in questo caso ha un peso specifico diverso: la transizione elettrica del Cavallino non è uno slogan da brochure, ma il cantiere ingegneristico più ambizioso degli ultimi decenni di Maranello.

Abitacolo Ferrari Luce
Abitacolo Ferrari Luce Ferrari

L'attesa monta, l'ordine arriva fino al 2027

«A soli 20 giorni dalla prima mondiale della Ferrari Luce, l'attesa non è mai stata così alta», ha sottolineato il numero uno del Cavallino, raccontando una curiosità crescente sia tra i clienti storici sia tra quelli potenziali. La sensazione, leggendo tra le righe, è che Maranello si stia preparando a un debutto capace di catalizzare l'attenzione globale ben oltre la consueta orbita degli appassionati Ferrari.

Sul fronte industriale, intanto, il portafoglio ordini dell'azienda copre ormai un orizzonte che si spinge fino al quarto trimestre del 2027, una visibilità che pochi costruttori al mondo possono permettersi di esibire e che diventa l'asse portante delle previsioni economiche.

Infotainment Ferrari Luce
Infotainment Ferrari Luce Ferrari

Trimestre solido, marginalità in equilibrio

I conti dei primi tre mesi del 2026 confermano la traiettoria. I ricavi netti sono saliti a 1,848 miliardi di euro, in crescita del 3% sull'anno scorso (e del 6% a cambi costanti). L'EBITDA ha toccato quota 722 milioni, in aumento del 4%, con un margine che sale al 39,1% dal 38,7% di un anno prima. L'utile operativo si è attestato a 548 milioni, mentre l'utile netto ha tenuto la barra dritta a 413 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i dodici mesi precedenti.

Sul versante delle consegne si legge invece la fase di passaggio in atto: 3.436 vetture, 4,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, una flessione pianificata a Maranello per gestire il rinnovo della gamma. Sul fronte commerciale, accelerano le famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX insieme alla F80, mentre rallentano la 296 e la Roma Spider, ormai in dirittura d'arrivo del proprio ciclo industriale. Capitolo a sé per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa: per loro la fase di consegna ai clienti è appena partita.

A reggere la marginalità ci pensano il mix di prodotto sempre più ricco, le personalizzazioni in continua espansione e il contributo delle attività racing, dove pesano sia le sponsorizzazioni in crescita sia la fornitura di motori ad altri team di Formula 1. In rialzo anche il Lifestyle, trainato dagli accordi di licenza. Sul fronte opposto, ad assorbire una parte dello slancio sono gli ammortamenti legati al lancio dei nuovi modelli, i dazi USA sulle importazioni e l'impatto valutario sfavorevole, particolarmente penalizzante nei confronti di dollaro e yen.

Medio Oriente, consegne tenute insieme con la flessibilità

Un capitolo a parte merita la gestione della crisi mediorientale. Ferrari ha mantenuto consegne stabili nella regione nonostante il conflitto, sfruttando la propria capacità di allocazione geografica flessibile. Vigna ha snocciolato i numeri sul campo: una sede locale che impiega 11 persone del Cavallino, sette Paesi presidiati attraverso una rete di altrettanti concessionari per un totale di oltre 200 dipendenti coinvolti, e una macchina commerciale che non si è mai fermata, con più di 500 test drive organizzati negli ultimi due mesi. «Abbiamo tenuto aperti gli showroom e le officine», ha rimarcato l'amministratore delegato, presentando la gestione della crisi come un caso di scuola del modello operativo Ferrari.

Guidance 2026 confermata, la rotta non cambia

Nonostante un contesto operativo tutt'altro che semplice, Maranello ha confermato le previsioni per l'intero esercizio. Le stime 2026 parlano di ricavi a 7,5 miliardi, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione di 9,45 euro e flussi di cassa industriali per almeno 1,5 miliardi.

Vigna chiude richiamando i tre pilastri che, secondo lui, rendono la Ferrari capace di navigare nella volatilità: «Innanzitutto una chiara focalizzazione e una forte disciplina. In secondo luogo un approccio agile e flessibile. E in terzo luogo un team unito e coeso, con i piedi ben piantati per terra». Una filosofia che, tra venti contrari e nuovi capitoli da aprire, sembra fatta apposta per accompagnare il Cavallino al varco del 25 maggio, quando la Ferrari Luce smetterà di essere un nome sussurrato e prenderà finalmente forma davanti al mondo.

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