Mazda MX-5 a Varano: una tonnellata di pura felicità, in un mondo che ha dimenticato cosa significa

Mazda MX-5 a Varano: una tonnellata di pura felicità, in un mondo che ha dimenticato cosa significa
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Oltre ottanta Mazda MX-5 riunite al circuito di Varano de' Melegari per celebrare una delle poche auto sportive accessibili rimaste sul mercato. Un evento che fa riflettere: in un'epoca di SUV da due tonnellate e normative sempre più restrittive, questa piccola roadster giapponese resiste ancora. E sul giro veloce capisce perché.
4 maggio 2026

Era il 1989 quando Mazda presentò la prima MX-5. In quel periodo il mercato delle piccole sportive accessibili era tutt'altro che deserto: c'era la Fiat Barchetta, c'era MG con la MG F, c'erano decine di alternative per chi voleva divertirsi senza spendere una fortuna. Oggi di quel mondo non è rimasto quasi nulla. I prezzi sono saliti, le normative si sono fatte sempre più stringenti, e l'industria ha virato verso crossover e SUV che pesano quanto un appartamento di periferia. È rimasta lei, la Mazda MX-5: piccola, cocciuta, fedele a sé stessa da più di 30 anni.

Sabato 11 aprile 2026, circuito di Varano de' Melegari. Oltre ottanta MX-5 parcheggiate sotto il sole del mattino. Tutte le generazioni, dalla prima NA fino all'attuale ND, insieme formano una di quelle scene che o capisci immediatamente o non capisci affatto. Se ci vuoi vedere solo delle macchine vecchie e una piccola roadster, stai guardando la superficie. Se ci vedi una comunità, una filosofia di guida e la testimonianza che certe cose non tramontano, allora stai guardando quello che c'è davvero.

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La versione giusta è quella da 1.5

Oggi a listino la MX-5 è disponibile con il solo motore da 1.5 litri da 132 CV. La versione da 2.0 e 184 CV - quella con il differenziale a slittamento limitato, qualche decina di cavalli in più e un carattere leggermente più graffiante - non si produce più. E c'è chi lo rimpiange, c'è chi dice che era la vera MX-5, c'è chi ha fatto in tempo a comprarla "giusto prima che smettessero di produrla" con una certa soddisfazione mista a sollievo.

Eppure, dopo qualche giro sul circuito di Varano, è difficile non arrivare alla stessa conclusione: forse la 1.5 è la versione più onesta che esista. Non perché sia più veloce - non lo è - ma perché è quella che pesa meno, che si avvicina di più all'ideale originale di un'auto leggera e bilanciata che ti connette alla strada senza filtri. Una tonnellata scarsa, un cambio manuale preciso, un volante che parla. Il resto è accessorio.

Sul circuito di Varano, certi concetti smettono di essere teoria e diventano sensazione fisica. Vai terza mentre fai la curva, short shift sul rettilineo, frena forte, scala due marce, non entrare troppo presto in quella curva lì. La MX-5 risponde a ogni input con una semplicità disarmante: non corregge, non compensa, non interpreta. Fa quello che gli chiedi, e lo fa in modo così diretto che dopo pochi giri smetti di pensare alla meccanica e inizi a guidare davvero.

Non è questione di secondi sul giro. Non è questione di 0-100. Sono sensazioni che nelle auto moderne - con i loro sistemi di controllo, i loro pesi cresciuti, la loro elettronica pervasiva - si trovano sempre più raramente. E che qui, su una piccola roadster giapponese con un motore aspirato da un litro e mezzo, tornano con una chiarezza quasi commovente.

Una tonnellata, un centinaio di cavalli, un cambio manuale, magari un panino e un bicchiere di vino. Basta. È tutta lì, la felicità.

Chi c'era e perché

L'evento - organizzato da Essenza Events con il supporto di Mazda Motor Italia - non era una gara. Era qualcosa di più difficile da definire. Un raduno, sì, ma anche una dichiarazione d'intenti: queste macchine esistono, le persone che le guidano esistono, e non hanno intenzione di sparire.

Le storie raccontate nel pezzo di Veloce dal collega Alberto Amedeo Isidoro delineano un universo sorprendentemente vario. C'era chi, come una ragazza di 22 anni arrivata dalla Langhe con la sua prima serie bianca del 1992 - prodotta in California, sbarcata in Italia un anno dopo - non ha voluto portarla in pista per rispetto verso un'auto d'epoca che non aveva ancora le gomme adatte. C'era lo svizzero dal cappello da cowboy e il sigaro in bocca che aveva comprato la sua ND da 184 CV "giusto in tempo" e che al circuito era arrivato più per godersi l'atmosfera che per fare tempi.

E poi c'erano quelli che con la MX-5 ci fanno cose che normalmente si farebbero con tutt'altro tipo di auto. Come un trentenne di Forlì che a febbraio scorso ha preso la sua NA rossa e l'ha portata fino a Capo Nord: 9.300 chilometri, tempeste di neve, laghi ghiacciati, punte di -35°C. O come i due giovani toscani che invece di godersi la MX-5 com'è uscita di fabbrica hanno pensato bene di modificarla radicalmente: uno ha installato un turbo portando la potenza a 260 CV, l'altro ha sostituito il motore originale con un 1.8 sovralimentato che eroga circa 200 CV e che al circuito ha salutato tutti con una cinghia spezzata dopo qualche giro con il piede a tavoletta. Nessun dramma: "Se si rompe anche quella di riserva, torno a casa col motore aspirato", ha detto senza fare una piega.

Quello che resta

Usciti dal circuito, con il rumore dei motori ancora nelle orecchie e la visione di quelle ottanta e più MX-5 parcheggiate al sole davanti ai box, rimane una riflessione che è difficile scrollarsi di dosso.

In un mercato automobilistico che ha quasi del tutto abbandonato l'idea della piccola sportiva accessibile - dove le normative sulle emissioni hanno reso antieconomico produrre auto leggere e semplici, dove il cliente medio vuole altezza da terra e spazio per i bagagli, dove anche le sportive "abbordabili" costano ormai cifre importanti - la MX-5 è rimasta. Non si è trasformata in un crossover, non si è ibridata, non ha guadagnato 500 chili per soddisfare qualche regolamento. È ancora lì, sostanzialmente fedele a sé stessa, con le sue proporzioni da roadster classica e la sua logica da auto leggera.

Il prezzo è salito, come quello di tutto il resto. Ma il prodotto è rimasto coerente, e in un panorama dove la coerenza è diventata una rarità quasi quanto le sportive compatte, questo vale qualcosa.

Brava Mazda, insomma. Non è scontato.

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  • Prezzo da 33.000
    a 43.750 €
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  • Lunghezza 392 cm
  • Larghezza 174 cm
  • Altezza da 123
    a 124 cm
  • Bagagliaio
  • Peso da 1.078
    a 1.194 Kg
  • Carrozzeria Cabrio, Coupé
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