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Mentre quasi tutto il mondo delle sportive corre verso il taglio dei cilindri, l'addio progressivo al termico e l'elettrificazione a ogni costo, BMW decide di andare controcorrente. La nuova BMW M2 xDrive non si limita a regalare la trazione integrale alla più piccola delle Motorsport: porta in dote una tecnologia di combustione mai vista prima, capace di tenere in vita il leggendario sei cilindri in linea anche davanti alle forche caudine della norma Euro 7.
In arrivo dalla fine dell'estate 2026, il coupé compatto attraversa il cambio epocale senza rinnegare il proprio DNA. Sotto il cofano resta un sei cilindri vivissimo, ora affiancato per la prima volta dalle quattro ruote motrici. Sulla bilancia delle prestazioni si parla di 480 CV, uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e una soluzione tecnica presa di peso dalle competizioni.
La vera rivoluzione di questa M2 xDrive forse non è nemmeno la trazione integrale, ma una sigla destinata a far parlare: M Ignite. Dietro questo nome si nasconde un sistema di combustione a precamera, una tecnologia che gli appassionati di motori da gara conoscono bene e che ora sbarca su una sportiva di serie.
Il funzionamento è affascinante nella sua precisione. Ogni cilindro, oltre alla classica camera di combustione, riceve una piccola precamera ricavata nella testata e collegata alla camera principale da una serie di fori calibrati. Questa precamera ha una candela e una bobina tutte sue: in pratica, il motore lavora con un doppio sistema di accensione che agisce in perfetta sincronia.
Ai regimi bassi e medi la sequenza ricalca quella di un propulsore tradizionale. La candela principale accende la miscela, mentre la precamera resta sullo sfondo con un ruolo di supporto, ottimizzando la pulizia della combustione. Quando però salgono giri e carico, è la precamera a prendersi la scena. Parte della miscela aria carburante viene incanalata in quel piccolo volume, si accende e torna nella camera principale sotto forma di getti di fiamma lanciati ad altissima velocità.
Il risultato è una combustione più rapida e più omogenea. Da un lato, BMW abbatte i consumi nelle situazioni di carico elevato; dall'altro, lo storico motore S58 riesce a rispettare i futuri paletti dell'Euro 7 senza rinunciare a un grammo di carattere. Non è un dettaglio destinato a restare confinato alla M2: la casa di Monaco ha confermato che questa tecnologia verrà estesa progressivamente a tutta la gamma di sei cilindri in linea a partire dalla metà del 2026.
L'altra grande novità, manco a dirlo, è la trazione integrale. Per la prima volta nella sua storia la M2 adotta il sistema M xDrive, già conosciuto e apprezzato su M3 e M4.
Sul piano tecnico, il dispositivo poggia su una scatola di rinvio dedicata che ospita una frizione multidisco a comando elettronico. È lei a regolare in tempo reale la quota di coppia inviata all'assale anteriore o posteriore. Questa scatola di rinvio dispone di una propria centralina e di un sistema integrato di limitazione del pattinamento, in grado di gestire le differenze di velocità tra i due assi.
Nessun tradimento, però, della filosofia Motorsport. Il comportamento della M2 xDrive resta fedele a ciò che BMW M difende da decenni: la trazione posteriore prima di tutto. In condizioni normali la potenza scarica esclusivamente sul retrotreno. Solo quando la motricità non basta, l'avantreno entra progressivamente in gioco, lavorando in sinergia con il controllo di trazione e con il differenziale Active M, che a sua volta ripartisce in modo variabile la coppia tra le ruote posteriori per garantire spinta e agilità.
E come se sapesse già che qualche purista potrebbe storcere il naso, BMW ha previsto la possibilità di restare in sola trazione posteriore, all'antica. La concessione, semmai, è un'altra: la nuova M2 xDrive sarà disponibile esclusivamente con il cambio automatico M Steptronic a 8 rapporti. Restano ovviamente le palette al volante, ma chi sognava il manuale dovrà accontentarsi.
Il vantaggio in termini di efficienza, del resto, parla chiaro. Lo scatto da 0 a 100 km/h scende a 3,7 secondi, ben tre decimi meglio rispetto alla versione a sola trazione posteriore. Il passaggio da 0 a 200 km/h è dichiarato in 12,8 secondi, mentre la ripresa da 80 a 120 km/h viene coperta in 3,7 secondi.
La velocità massima è autolimitata a 250 km/h nella configurazione standard, ma può salire fino a 285 km/h con l'adozione del Pack Experience M.
La nuova BMW M2 xDrive verrà assemblata nello stabilimento BMW Group di San Luis Potosí, in Messico. L'avvio della produzione è fissato per agosto 2026, con le prime consegne attese a partire dalla fine dell'estate sui principali mercati di riferimento, ovvero Stati Uniti, Germania e Cina.
Una sportiva compatta che, invece di arrendersi alle nuove regole, le affronta a viso aperto. E lo fa con l'arma che nessuno si aspettava più: un sei cilindri in linea capace di reinventarsi senza rinnegarsi.
BMW
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