prime impressioni

BMW M2 [Video Prime Impressioni]

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Su strada e in pista con la coupé erede della Serie 1 M

In BMW hanno deciso di calare l'asso nella gamma M e così, dopo tanta attesa, la 1M ha finalmente una degna erede: si chiama BMW M2, entra in listino a 62.400 euro e si tratta di una vettura concettualmente simile alla sua progenitrice anche se di lei, in molti, già parlano come dell'erede naturale della M3 E46. Quella vera.

Una vettura indubbiamente interessante che rispetto alla M235i da 326 CV porta con sé tante novità estetiche e, soprattutto meccaniche: il motore, innanzitutto, è il classico tremila, sei cilindri in linea, sovralimentato per mezzo di una turbina twinscroll. Notevole la potenza massima (370 CV a 6.500 giri) anche se ancora più impressionante è il dato relativo alla coppia: i 465 Nm (500 in overboost) sono erogati già a partire da 1.400 giri a tutto vantaggio di una performance che viene gestita da un cambio manuale a sei marce o da un automatico a doppia frizione e sette marce sviluppato da M (+4.040 euro) alla stregua del differenziale autobloccante posteriore meccanico che introduce la sofisticata gestione elettronica vista per la prima volta su M5 ed M6.

Un pacchetto meccanico indubbiamente impressionante calato nel contesto di una vettura che è lunga 447 cm ma soprattutto è larga 185, ovvero 6 cm in più davanti e 4,5 dietro grazie all'introduzione di passaruota bombati che hanno permesso un sostanziale aumento delle carreggiate. 

Cura alle vitamine per la carrozzeria della M2, che è più larga di 6,5 cm davanti e 4,5 dietro
Cura alle vitamine per la carrozzeria della M2, che è più larga di 6,5 cm davanti e 4,5 dietro

Le prestazioni parlano di un'auto estremamente veloce: si passa da 0 a 100 in 4,3 secondi (4,5 la manuale a sei marce) con velocità autolimitata a 250 km/h: acquistando l'M Driver's Package (2.550 euro) BMW offre la possibilità di sbloccare la velocità a 270 km/h ma allo stesso tempo richiede ai clienti di partecipare ad un corso di guida veloce (compreso nel prezzo).

Quanto a dotazione mancano davvero poche cose: i fari full led non ci sono ma sono presenti comunque dei bixeno adattativi mentre per quanto riguarda clima bizona, cruise control attivo, frenata d'emergenza automatica, interni in pelle e sedili sportivi c'è tutto. Con 430 euro si può avere la retrocamera di parcheggio, con 270 i sedili posteriori frazionabili 40:20:40 e con 530 il Driving Assistance che comprende il controllo dell'abbandono involontario delle carreggiate.

Dal vivo: com'è fuori

La M2 si presenta al mercato con linee più dolci rispetto alla più aggressiva 1M di precedente generazione: il modello precedente, in effetti, aveva qualche svista nelle proporzioni - in particolar modo l'altezza del padiglione in relazione alla lunghezza - ma questa sua stranezza mista a prestazioni superiori a quelle della M3 E46 l'hanno comunque fatta entrare direttamente nella storia delle M più interessanti. La stessa storia, a modo suo, della Z3M Coupé... 

La M2 si presenta al mercato con linee più dolci rispetto alla più aggressiva 1M di precedente generazione: il modello precedente, in effetti, aveva qualche svista nelle proporzioni

La M2 vanta invece proporzioni da vera coupé compatta e dettagli molto interessanti, in particolar modo nella zona anteriore dove spicca un pacchetto aerodinamico molto sofisticato. I passaruota allargati sono davvero molto sexy ed anche in termini di colorazioni e scelta di cerchi in lega in M non hanno sbagliato un colpo. La vettura è davvero bellissima ed aggressiva quanto basta per ritagliarsi un posto nel cuore degli appassionati.

Dal vivo: com'è dentro

Gli interni della M2 non stupiscono, anzi: per 62.400 euro si potrebbe desiderare qualcosa in più in termini di stile ma soprattutto cura per il dettaglio. Incredibile, per intenderci, l'assenza di una pedaliera in alluminio in luogo di quella tradizionale che si può trovare anche sulla 116d... mentre per quanto riguarda i materiali non si può certamente dire che in BMW abbiano dato il meglio di loro stessi per questo modello. 

Interni come al solito ben curati, ma la mancanza di una pedaliera sportiva sembra una svista grossolana
Interni come al solito ben curati, ma la mancanza di una pedaliera sportiva sembra una svista grossolana

In compenso, tralasciando il look "old style" del sedile, ci si trova subito a proprio agio in termini di posizione di guida e sorprende come si entri subito in confidenza con tutti gli elementi della vettura: la corona dello sterzo vanta una bella impugnatura e le leve del cambio sono ben raggiungibili. Ci si sente davvero tutt'uno con l'auto e lo si nota ancor di più quando si va a forzare il passo, magari in pista.

Quanto a tecnologia come al solito è stupefacente il ConnectedDrive, davvero completo, sempre molto ben aggiornato e facile da usare, mentre per quanto riguarda la strumentazione è ancora l'analogico a fare da padrone: meglio così, almeno su una vettura sanguigna come questa.

Come si guida

Una volta avviato il sei cilindri in linea sovralimentato si viene subito rapiti dalla sua voce baritonale. E' un suono diverso dal sei in linea della M3 E46, ma si capisce al primo colpo di gas che questo motore ama prendere giri velocemente. Scendiamo in pista con la versione dotata del cambio DKG a doppia frizione e notiamo immediatamente come il motore sia estremamente sfruttabile già ai bassi regimi.

A 1.250 giri si inizia a sentire una spinta interessante ma è a partire dai 2.000 che il sei cilindri della M2 diventa pressoché elettrico, spingendo la vettura senza soluzione di continuità sino a quota 6.500, per poi allungare in modo più lento ma sempre "godereccio" fino a 7.500. Una progressione mostruosa, coadiuvata da un sound che viene parzialmente ricreato (molto bene) dall'audio e che rende davvero emozionante la guida al limite. 

Nella modalità Sport Plus l'elettronica permette anche qualche traverso
Nella modalità Sport Plus l'elettronica permette anche qualche traverso

Una guida che trova un valido aiuto dal differenziale meccanico supportato elettronicamente e da un setup dell'elettronica che nella modalità Sport Plus permette anche qualche traverso prima di andare a tagliare il gas riportando in "safe-zone" la situazione: una elettronica completamente escludibile, che rende la vettura affilata, per veri manici, forse più della vecchia M3: rispetto alla progenitrice, infatti, l'erogazione è più lineare ma brutale sin dal primo momento e questo rende più complicata la fase di massima accelerazione "senza controlli" nelle marce più basse.

Una vettura eccezionale, in ogni caso, quanto a capacità di comunicare cosa passa sotto le ruote sia in fase di ingresso curva che di appoggio: eccezionale, inoltre, la sensibilità e la potenza offerta dall'impianto frenante, anche se il pedale del freno così stretto ci ha creato un paio di situazioni spiacevoli (ci è scivolato il piede) quando ci siamo ritrovati a pestarlo a fondo e con forza in staccata.

In conclusione

Il mito della M è pienamente rispettato in questa M2: nessuno mai potrà dire che si tratta di una M "vorrei ma non posso", anzi, le sue caratteristiche tecniche e prestazionali la rendono davvero unico nel panorama delle vetture ad elevate prestazioni odierno. 

Pregi e difetti

  • guidabilità – prestazioni - look
  • pedaliera di serie - scelta tra manuale o DKG - materiali degli interni non eccezionali

 

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