prova in pista

BMW Serie 2 Coupé

Tra divertimento e ragione
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Veloce passista, con un occhio di riguardo al look, nella versione 220d la Serie 2 esalta nella più potente M235i, che farà battere il cuore agli amanti delle ultime M3 sei cilindri. Peccato per il prezzo

BMW Serie 2 Coupé

Dopo il lancio della Serie 4 BMW rafforza il proprio impegno nelle sigle pari con il lancio di una Serie 2 che, di fatto, prende il posto di Serie 1 Coupé e Cabrio.

 

Un nome nuovo che da un lato riparte dall'esperienza del precedente modello e dall'altro si rifà ad una famiglia di coupé che negli anni sessanta ha fatto sognare e che fa sognare ancora oggi: ammirare la 2002 nella campagna di lancio che accompagna l'ultima nata dell'Elica fa davvero un certo effetto.

bmw 2002
La mitica BMW 2002 degli anni '70, antenata della nuova Serie 2 Coupé

La Serie 1 Coupé è un ricordo

Più lunga di 72 mm (ora 4.430 mm), più larga di 32 e più bassa di 5 la nuova Serie 2 Coupé F22 poggia su un passo di 2.690 mm porta su strada tutti gli ultimi concetti stilistici BMW con ampie nervature che segnano la fiancata ed una generosa calandra a doppio rene ad identificare inequivocabilmente un frontale in cui spiccano i nuovi gruppi ottici lunghi e sottili all'interno dei quali sono ospitati quattro elementi circolari, secondo l'ormai consolidata tradizione BMW.

 

Basso il coefficiente di penetrazione aerodinamico, ottenuto grazie anche a particolari accorgimenti sul passaruota anteriore, che permettono di abbattere le turbolenze in una zona "difficile".

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La M235i per il momento è la punta di diamante della gamma. Con 326 CV, trazione posteriore, differenziale autobloccante e un assetto raffianto diventa esaltante in pista

C'è più spazio ma rimane piccola

Internamente l'aumento di volumetria della carrozzeria ha portato in dote 6 mm d'altezza e 21 mm per le gambe di chi siede dietro ma anche un bagagliaio più generoso visto che ora tocca quota 390 litri mantenendo comunque la possibilità di essere ampliato attraverso l'abbattimento dello schienale posteriore (opzionale 40/20/40).

 

Tra le particolarità il display montato a sbalzo del sistema multimediale ConnectedDrive ma anche la solita propensione al pilota della plancia, che viene esaltata da una strumentazione analogica molto ben leggibile e dotata di un display digitale molto completo.

Bilanciamento perfetto

Quello che interessa a molti clienti BMW, però, è come è fatta sotto. Partiamo subito col dire che il bilanciamento dei pesi è 50/50, che è già una bella notizia per gli amanti della guida sportiva, anche se non è certo una news di secondo piano il fatto che davanti sia stata scelta una sospensione a doppio snodo con bracci oscillanti mentre dietro un sofisticato schema a cinque bracci le cui rigidità sono personalizzate in base alla potenza del motore.

I più esigenti potranno dotare la propria Serie 2 di differenziale autobloccante meccanico, ma anche di cambio automatico ZF ad otto marce

 

Un'attenzione per il dettaglio tecnico raffinato che si ritrova anche nel reparto trasmissione, dove i più esigenti potranno dotare la propria Serie 2 di differenziale autobloccante meccanico, ma anche di cambio automatico ZF ad otto marce sul quale è possibile agire, oltre che attraverso il joystick in plancia, anche attraverso i paddles sul volante.

L'assetto si regola (anche) elettronicamente

Tra le novità per gli amanti delle soluzioni "su misura" anche il nuovo Dynamic Control che permette di agire non solo sulla risposta dei comandi - acceleratore, sterzo etc - ma anche sulla taratura delle sospensioni passando da una modalità Comfort prettamente stradale ad una EcoPro che strizza l'occhio ai consumi per arrivare ad una Sport decisamente più in linea con...le caratteristiche della vettura.

 

Caratteristiche che possono essere ulteriormente esaltate facendosi abilitare da Monaco la modalità Sport+, ovvero quella che alza drasticamente la soglia di intervento dei sistemi di sicurezza a tutto vantaggio del piacere di guidare: ottenere la feature "basta" attingere dalla lista degli optional elementi come il pacchetto M Sport, l'assetto Sport Line o lo sterzo variabile M. Elementi, quest'ultimi, che possono anche convivere avvicinando l'esperienza di guida delle normali Serie 2 alla più performante M235i.

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Gli interni della Serie 2 Coupé hanno una configurazione molto sportiva, ma gli spazi sono piuttosto ristretti, specialmente per i più alti e per chi sta dietro

Sicurezza attiva, passiva e proconfort

In termini di sicurezza ed assistenza alla guida, in base agli allestimenti, BMW offre l'High Beam Assistant non abbagliante, l'Adaptive Light Control, il Park Assistant, la telecamera di retromarcia, il Driving Assistant, lo Speed Limit Info con divieto di sorpasso, la regolazione della velocità con funzione frenante e l'integrazione ampliata di smartphone e di music-player, Real Time Traffic Information, Online Entertainment. Tra le novità del sistema multimediale anche la possibilità di ampliare il pacchetto di funzioni presenti nel ConnectedDrive attraverso la connessione 3G di serie sulla vettura.

I motori

In attesa di una M2 o 2M, in base a come il marketing BMW vorrà chiamarla quando verrà lanciata, M235i è il punto di riferimento prestazionale della gamma: grazie ai 326 CV (coppia 450 Nm da 1.300 a 4.500 giri) erogati dal nuovo sei cilindri, tremila, dotato di tecnologia TwinPower Turbo la più sportiva delle Serie 2 tocca i 250 km/h ed accelera da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi se abbinato al cambio automatico ad 8 marce (5 secondi netti con il manuale sei marce). Bassi i consumi dichiarati dal nuovo Euro6: 7,6 litri di benzina, infatti, bastano per percorrere 100 km emettendo 176 g/km di CO2.

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Il sei cilindri TwinPower Turbo da 3.0 litri della M235i rimane l'oggetto del desiderio

 

Rinunciando a due cilindri il 1.997 cc della 228i Coupé può essere la scelta giusta per chi si "accontenta" di 5,6 secondi sullo 0-100 km/h e di 250 km/h di velocità massima. La potenza del TwinPower Turbo di media cilindrata è di 245 CV mentre la coppia massima si attesta a 350 Nm già disponibili a 1.250 giri. In questo caso i consumi sono di 6,3 l/100 km mentre le emissioni di CO2 scendono a 147 g/km.

 

Stessa architettura, 1.997 cc, quattro cilindri, per il 220i da 184 CV: in questo caso i Nm sono 270 a 1.250 giri mentre i CV scendono a 184 consentendo una accelerazione 0-100 km/h in 7 secondi ed una velocità massima di 235 km/h. Consumi pari a 5,7 l/100 km ed emissione di CO2 fissata a aquota 134 g/km.

Nella nuova Serie 2 Coupé è evidente l'impegno che gli stilisti BMW hanno riposto nel reinterpretare le tipiche forme a tre volumi che hanno reso celebri le coupé compatte dell'Elica

 

Passando ai diesel la 225d rappresenta, oggi, il motore più prestazionale disponibile in gamma: 218 CV, 450 Nm di coppia massima a 1.500 giri, il 1.995 cc biturbo tedesco permette di passare da 0 a 100 in 6,3 secondi e di toccare i 242 km/h di velocità massima. 4,7 l/100 km il consumo, 124 g/km l'emissione di CO2.

 

Il best seller 220d conferma cilindrata ed architettura della 225d pur limitando la presenza di turbocompressori ad una sola unità: i CV scendono dunque a 184 unità e la coppia a 380 Nm a 1.750 giri. Valori che permettono comunque di tocccare una velocità massima di 230 km/h assicurando un interessante 7,1 secondi sullo 0-100. Più bassi dell'intera gamma i consumi: 4,2 l/100 km e 111 g/km di CO2 sono i dati dichiarati dal costruttore.

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L'automatico con convertitore di coppia ZF ad otto marce si conferma un cambio davvero emozionante anche in durante la guida sportiva

 

Valori di consumo ed emissioni confermati anche dalla 218d, che di CV ne offre 143 (320 Nm a 1.750 giri): in questo caso la velocità massima scende a 213 km/h mentre l'accelerazione 0-100 km/h sale sino a 8,6 secondi.

Dal vivo: com'é fuori

Nella nuova Serie 2 Coupé è evidente l'impegno che gli stilisti BMW hanno riposto nel reinterpretare le tipiche forme a tre volumi che hanno reso celebri le coupé compatte dell'Elica. Rispetto alla Serie 1 Coupé, molto più vicina al modello dalla quale derivava, la Serie 2 è più lunga, più larga ed impercettibilmente più bassa e non occorre certamente uno strumento di misurazione per capirlo: la presenza scenica della nuova arrivata è decisamente più importante del modello che va a sostituire, qualsiasi sia l'allestimento estetico scelto.

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Senza arrivare nell'Olimpo della M235i, anche le versioni a gasolio riescono a garantire una buona piacevolezza di guida, ma anche consumi decisamente contenuti

Dal vivo: com'é dentro

Dove più tradisce l'origine con la Serie 1 è proprio all'interno: Serie 2 Coupé, infatti, adotta sostanzialmente la stessa plancia e le stesse proporzioni della sorella a due volumi e con essa condivide anche quella piacevole propensione ad offrire tutto a portata di mano del guidatore che è tipica della produzione più sportiva firmata BMW.

 

Bella e ben leggibile la strumentazione analogica, in cui spicca il generoso display digitale che riporta anche parte delle informazioni visibili dal display centrale del ConnectedDrive, così come è molto interessante il volante M-Sport che non solo esalta per via di un look racing-minimal ma anche per la qualità dell'impugnatura e per la scelta del diametro, a nostro parere perfetta. Regolabile in altezza e profondità, lo sterzo è solo uno degli elementi che permette di trovare una posizione di guida perfetta per la guida sportiva: anche il sedile è pluriregolabile anche se, nelle versioni non servoassistite, rimane un scomodo il comando di regolazione in altezza.

La piccola di Monaco in Sport+ cambia davvero volto e per certi versi ricorda la piacevolezza con cui le vecchie M3 a sei cilindri mangiano (in pista) sequenze di curve restituendo uscite a ruote fumanti

 

Discorso un po' diverso, invece, per la guida di tutti i giorni: la plancia, in zona gambe, è molto presente e non consente grande libertà di movimento, soprattutto ai "piloti" di maggior statura. Rimane molto limitato, nonostante qualche cm in più assicurato dal passo più lungo, lo spazio per chi siede dietro ed anche l'accesso ai sedili posteriori non è certamente dei più favorevoli.

 

E' vero che la vettura è omologata per quattro ma francamente è difficile pensare di affrontare anche un breve trasferimento in quattro. Discorso diverso per il vano bagagli: ben disegnato e dotato di un'apertura meno striminzita della Serie 1 Coupé, permette di pensare a molto di più di un semplice weekend fuoriporta con la fidanzata.

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Il sistema di scarico della M235i regala note esaltanti anche con il motore che gira al minimo

Come si guida

Su strada la nuova Serie 2 spinta dal motore 20d conferma subito di essere una interessante scelta per chi sogna una vettura in grado di assicurare piacere di guida ed allo stesso tempo un discreto confort.

 

Certo lo spazio a bordo non è certamente quello di una Serie 3, che già di per sé non è un riferimento, ma a differenza della sorella maggiore la Serie 2 si conferma più piacevole e reattiva nel misto stretto pur senza rinunciare a nulla in termini di sicurezza e capacità di macinare chilometri senza esagerare nei consumi che nel corso del nostro breve giro si sono fermati a 6,3 l/100 km. L'occhio, poi, vuole la sua parte.

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Rispetto alla precedente Serie 1 Coupé la Bmw Serie 2 ha una presenza scenica decisamente maggiore

M235i: un altro mondo

Per quanto riguarda la M235i, invece, il discorso cambia radicalmente. Sin dal primo sguardo si capisce che non si scherza e che lo stile M-Sport non è lì solamente per fare scena ma soprattutto per venire incontro ad esigenze aerodinamiche e di raffreddamento che sono tipiche delle vetture più sportive. Una volta avviato il motore, poi, la sensazione si trasforma in certezza perché il sei cilindri in linea anche da fermo ha un sound davvero coinvolgente

 

Spostato lo ZF in "drive" capiamo pochi metri dopo la partenza che in modalità Comfort la piccola M gioca un po' a nascondersi: senza considerare il diverso sound e la seduta più avvolgente dei sedili sportivi, infatti, la M235i dimostra di non temere il confronto con la passista 220d nella guida di tutti i giorni.

Anche in questa declinazione M lo ZF ad otto marce dimostra che gli automatici "tradizionali" possono essere anche superiori ai tanto osannati doppia frizione

 

Certo i consumi sono diversi e l'assetto rasoterra richiede qualche attenzione in più a dossi e marciapiedi, ma in linea di massima la dolcezza dell'erogazione ai bassi regimi, la taratura soffice delle sospensioni e la fludità con cui il tremila TwinPower Turbo spinge la vettura anche ai bassi regimi ha davvero dell'eccezionale, soprattutto se confrontata a vetture di pari potenza di soli 15 anni fa.

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Tradizionale ma allo stesso tempo tecnologico il quadro strumenti, che integra anche un display ricco di informazioni raccolte dal computer di bordo

 

E' evidente, però, che il semplice andare a spasso non è il modo migliore per utilizzare la M235i: per farle dare il meglio è indispensabile spostare il Dynamic Control progressivamente verso Sport+, modalità in cui il controllo di stabilità viene tenuto sul filo del "non ritorno" e tutte le altre impostazioni elettroniche, a partire dallo sterzo per arrivare alle sospensioni passando per l'acceleratore, vengono convertite ad una più interessante modalità racing.

 

La piccola di Monaco in Sport+ cambia davvero volto e per certi versi ricorda la piacevolezza con cui le vecchie M3 a sei cilindri mangiano (in pista) sequenze di curve restituendo uscite a ruote fumanti e cambi di direzione favoriti da un retrotreno che rimane molto comunicativo alleggerendosi quel tanto che basta per favorire i cambi di direzione.

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L'impianto frenante della M235i è da 10 e lode

 

In questa modalità l'ESP interviene solamente in casi estremi lasciando al guidatore lo spazio di intervenire lavorando sullo sterzo, molto veloce ad impartire comandi ad un avantreno tutt'altro che sottosterzante nel lento, oltre che con la gestione del gas: certo con il differenziale autobloccante il gusto sarebbe ancor maggiore ma nel corso della nostra prova, in cui abbiamo guidato anche in un percorso handling, abbiamo verificato anche la bontà della simulazione del dispositivo meccanico effettuata attraverso la frenatura della ruota con la minor aderenza.

 

Voto 10 e lode anche all'impianto frenante, potente ma ben modulabile, ed al cambio automatico: anche in questa declinazione M lo ZF ad otto marce dimostra che gli automatici "tradizionali" possono essere anche superiori ai tanto osannati doppia frizione, assicurando feeling di guida da cambio manuale e confort di bordo da vero automatico quando la missione è semplicemente quella di andare a passeggio.

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I raffinati sedili sportivi della M235i offrono il giusto contenimento anche quando si forza il ritmo

In conclusione

Auto ideale per un guidatore alla ricerca di una vettura in grado di distinguersi ma allo stesso tempo di assicurare tutti i contenuti tecnologici e di confort che si richiedono ad una BMW a gasolio, la nuova Serie 2 Coupé rappresenta una svolta in termini di stile rispetto alla precedente Serie 1 ed una grande conferma nella versione M235i, perfetta per chi sogna una supersportiva abbordabile anche nel prezzo.

 

 

 

Pregi

- Design: migliorato rispetto alla 1 Coupé

- Guida: la M235i è esaltante, la 220d piacevole
- Tecnologia: onboard c'è di tutto (a pagamento)

Difetti

- Prezzo: poco di serie e tanti optional

- Confort di bordo: dietro è veramente piccola
- Regolazione altezza sedile non immediata

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