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Peugeot 206 GT, l’auto che si allungò per il Mondiale Rally

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Nacque 20 anni fa come “grimaldello” per il WRC. Ne furono costruiti appena 4.000 esemplari, oggi molto ricercati

Nel 1998 Peugeot lanciava l’erede della popolarissima Peugeot 205, ovvero la Peugeot 206. La 206 come la 205 fu declinata nella consueta versione sportiva 206 GTI, equipaggiata con un motore 2 litri da 135 CV in grado di farle scattare da 0 a 100 in 8,4 secondi e di arrivare fino ad una velocità massima di 210 km/h.

La 206 GTI aveva un solo problema: era troppo piccola. Troppo piccola per essere omologata come vettura WRC per il Campionato Mondiale Rally. Era lunga infatti 3,82 metri, ma per partecipare al Mondiale i regolamenti dell’epoca imponevano un limite minimo di lunghezza dell’auto di almeno 4 metri.

La soluzione fu trovata aggiungendo dei paraurti ben più sporgenti rispetto alla 206 GTI, che era meccanicamente identica. Questo accorgimento fece superare alla 206 il limite dei 4 metri. Ne furono realizzati 4.000 esemplari, permettendo alla Casa del Leone di realizzare la 206 WRC.

La GT si differenziava dalla GTI inoltre solo per il disegno e le maggiori dimensioni dei cerchi in lega da 16” e una placca identificativa posizionata sul montante centrale che recava il numero progressivo dell’esemplare.

Impiegata dal 1999 al 2003, la 206 WRC permise al costruttore francese di vincere due titoli piloti con Marcus Gronholm nel 2000 e nel 2002 e tre titoli costruttori consecutivi, dal 2000 al 2002. Oltre a Gronholm la pilotarono driver del calibro di Gilles Panizzi, François Delecour, Didier Auriol, Harri Rovanperä e Richard Burns.

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