Auto & Rete elettrica

Tecnologia V2G al via con Nissan, Enel X e… Auto elettriche, ne avremo abbastanza? Dal 2030, forse

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Grazie al Vehicle to Grid, le auto elettriche scambiano energia con la rete pubblica e domestica: benefici per tutti? Lo sperimentano a RSE Milano, con infrastrutture Enel X e ancora molta strada da fare, soprattutto molti EV da incentivare politicamente prima di avere anche delle Smart cities tricolori

Tecnologia V2G al via con Nissan, Enel X e… Auto elettriche, ne avremo abbastanza? Dal 2030, forse

Con la Nissan Leaf, in giro ma meglio in sosta, per fare da accumulatore mobile. Suona strano, ma è così. Quelli della Casa giapponese sono i primi a far notare che le loro auto possono un domani essere parte del sistema della rete elettrica. Il come lo si può già vedere a Milano, dov'è stata avviata una sperimentazione che include una flotta di Leaf che si muovono durante le attività normali, ma sono poi ricaricate attraverso colonnine bidirezionali. Quelle che rendono possibile sostanzialmente che la batteria dentro all’auto elettrica, sia anche una parte mobile della intera rete elettrica. Connessa serialmente ogni volta che l'auto è ferma. Pilotata magari, dove serve, un domani, quando le auto saranno “liberamente autonome”.

V2G

Tanto ne si sente parlare, quanto poco ne si conosce per davvero, almeno nella pratica, di V2G. Ovvio, è tutta teoria per ora, per la popolazione. Noi l’abbiamo vista la “pratica” al centro RSE di Milano: in realtà solo prima sperimentazione italiana del Vehicle to Grid, la tecnologia per cui le auto possono immagazzinare e restituire energia per la stabilizzazione della rete. Ci sono in pratica due infrastrutture di ricarica bidirezionale Enel X, installate nella microrete sperimentale RSE. Rete che se non ve lo hanno scritto altrove, è sostanzialmente simulata, senza carichi diretti a utenze ma su impianti resistivi, riscaldatori isolati, o comunque non negli uffici, per capirci (non ci si accende nulla per le persone nemmeno in RSE, per ora).

Un’apposita complessa piattaforma di controllo e delle App per chi guida l’auto, consentono di utilizzare le Nissan Leaf per la stabilizzazione della rete. In questo ambito sperimentale, dove auto ce ne sono abbastanza per il piccolo contesto, un’ampia gamma di servizi viene utile, l’ottimizzazione dei flussi energetici dell’utenza è tale da ipotizzare risparmi e addirittura bonus ai possessori delle auto.

Fonti rinnovabili

Ne abbiamo parlato già altre volte su Automoto.it, i veicoli elettrici integrabili nell’ecosistema dell’energia come vettori energetici, giocano un ruolo nel processo di transizione gradualmente “obbligata” dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Il concetto a monte è quello che specialmente con le nuove fonti rinnovabili, non programmabili (eolico, fotovoltaico solare) in molti ambiti locali è difficile gestire i picchi di accumulo e di necessità. Per essere flessibili, anziché dotarsi di mega-accumulatori costosi e ingombranti, si colgono due piccioni con una fava. Come? Usando un’auto elettrica, perché lo stoccaggio è essenziale. Più prestante è la batteria dell'auto è più ce ne sono in giro, di EV, tanto più funzionerà il sistema. Perché queste auto vanno normalmente in strada, ma se sono utilizzate poco, ogni istante in cui sono fermano e si collegano non fanno altro che estendere la capacità della rete. Domestica, aziendale, locale o nazionale.

L’obiettivo del progetto è testare il V2G in base alle abitudini. Durante i periodi di ricarica le batterie saranno impiegate come sistemi di accumulo energetico connessi alla rete, in grado di garantire vantaggi per il sistema elettrico e per i possessori delle auto. Nelle rosee ipotesi, il V2G permetterà di massimizzare l’autoconsumo di energia rinnovabile, ottimizzare i flussi a livello locale e garantire la continuità della fornitura in caso di interruzioni. A questo si aggiunge l’opportunità per i possessori di EV di ottenere una remunerazione. Giustamente Nissan ne parla, insieme a Enel: il V2G è strumento in grado di favorire la diffusione dei veicoli elettrici.

2030 e oltre

Al momento perè il centro RSE è precursore di qualcosa che solo poi diventerà, forse, una condizione normale, per molte zone d’Italia. Ne parleremo però fra oltre dieci anni, almeno. Perché attualmente in Italia il parco circolante di veicoli che supporta questo tipo di attività, ovvero di elettrici puri o ibridi plug-in, sono solo 20-mila, su 38 milioni. Nella stima che ci ha dato lo stesso Mattucci (Pres. E AD Nissan Italia) il V2G teorizzato è ben funzionante quando ce ne saranno almeno quattro milioni e mezzo, di queste auto (LCV inclusi).

Gli incentivi potranno giocare un ruolo, quindi la politica. Ai nati oggi, patentati domani, si prospetta un vero risparmio in bolletta rispetto a noi, senza inquinare l'aria? Speriamo, intanto il picco di richiesta corrente nazionale nel momento di maggior consumo è dato intorno ai 66 GW e avere “in giro” veicoli dalle cui batterie se ne scaricherebbero 200 di GW, ne passa.

La Nissan Leaf è pronta al compito, nel suo piccolo. Costa a listino (promozioni e incentivi a parte) €38.700 ed è anche una buona macchina, che pare non guasti mai la batteria, a detta di Nissan (perché non crederci). L'unica certificata per fare questa funzione in Europa. Certificazione che ci dicono dia persino un potenziale 500 euro annuo di vantaggio in rapporto alla società di corrente elettrica, nella Smart city...

V2G in Europa

Proprio di Europa si parla, per i giapponesi sul fronte degli EV. Nissan ha aperto la strada dell’integrazione tra i veicoli a zero emissioni e la Rete elettrica dalla Danimarca, prima a iniziare nel 2016. Oggi si arriva all’Italia, passando per Regno Unito e Germania, già dal 2018. I target sono lontani come detto, paragonabili a quelli, condivisi anche da altre Case nostrane, di Zero incidenti mortali o Zero emissioni. Qui parliamo di V2G per Smartcity, che al momento sono solo ipotesi, giuste da sperimentare, ma ipotesi.

A Copenaghen, la società energetica Frederiksberg Forsyning ha in flotta 10 Nissan e-NV200, van 100% elettrici. In UK il target è sperimentare la tecnologia V2G su vasta scala, usando 1.000 installazioni, con un finanziamento di 30 milioni di sterline in tre anni da parte del Governo Britannico e IUK. La tappa più importante è quella tedesca. Nissan LEAF si è attestata come prima auto elettrica ad aver superato la prequalificazione come sistema di accumulo di energia secondo le linee guida dei TSO tedeschi (Transmission System Operator).

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