primo test

Kia Niro Hybrid [Video primo test]

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La Niro è l'auto che mancava in casa Kia. Comoda, spaziosa ed ibrida, si adatta perfettamente alle molte esigenze delle famiglie moderne

Il suo prezzo non è ancora stato ufficializzato ma con una cifra attorno ai 25.000 euro e dimensioni di poco superiori ai 435 cm la nuova Kia Niro rappresenta una valida alternativa nel segmento delle crossover di segmento C ma anche di quelle di segmento B, come Fiat 500 X o Jeep Renegade. Il tutto con un obiettivo chiaro e lampante, dettato dalla presenza "nativa" della tecnologia ibrida: la Toyota Auris Hybrid.

Un piano ambizioso quello di Kia, perché al momento la Niro è una vettura che mancava e va chiaramente ad occupare un posto nel contesto del mercato, anche italiano, che è baricentrico rispetto alle esigenze di giovani famiglie alla ricerca di una vettura che goda di tutti i vantaggi delle auto ibride (Area C a Milano, svariate "convenzioni" parcheggio in molte città, etc.) senza mettere da parte un tocco di personalità nello stile e tanto spazio a bordo.

Lunga 436 cm, larga 181 ed alta 155 (passo 270) la nuova Niro è basata sulla nuova piattaforma del Gruppo Hyundai che "nasce ibrida" con la possibilità, già a partire dal prossimo anno, di essere implementata con l'introduzione della tecnologia plug-in: attraverso una colonnina o una presa di casa, infatti, si potrà assicurare alla Niro una autonomia di 50 km in modalità completamente elettrica. Il tutto senza rinunciare a "quasi" nulla in termini di spazio nel bagagliaio: i litri disponibili sono 427 che possono salire a 1.425 abbattendo gli schienali posteriori in modalità 60/40.

Ibrido alla coreana

Una vettura, la Niro nella versione "hybrid" standard, che basa la sua forza sulla combinazione tra un motore quattro cilindri 1.6 GDI da 105 CV (benzina) ed un motore elettrico da 43,5 posizionato a monte del cambio ed alimentato da un pacco batteria agli ioni di litio da 1,56 kWh in grado di ricaricarsi in modo completamente autonomo attraverso il movimento della vettura: nelle fasi di frenata, infatti, il motore elettrico inverte la sua polarità funzionando, sostanzialmente, come una gigantesca dinamo che carica le batterie e frena l'auto "anticipando" il lavoro del freni. Una soluzione che non è certamente nuova sul mercato a differenza, invece, dell'abbinamento di questa tecnologia ad un cambio automatico a doppia frizione e sei marce: una bella differenza con la diretta concorrenza che offre un efficientissimo quanto "difficilmente apprezzabile" e-cvt.

Le prestazioni parlano di una velocità massima di 162 km/h, di uno 0-100 km/h effettuabile in 11,5 secondi ed un consumo medio di 4,4 l/100 km. Numeri non certamente sconvolgenti in termini di prestazioni mentre per quanto riguarda il consumo il dato dichiarato è frutto anche di un Cx molto contenuto (0,29) e di una accurata progettazione della nuova piattaforma che è stata sviluppata per contenere il più possibile i pesi fino a raggiungere la soglia di 1.500 kg.

Tanta tecnologia

Uno studio che non ha messo da parte la tecnologia più avanzata, in particolar modo per quanto riguarda la sicurezza attiva: la vettura è dotata di radar e di telecamere in grado di monitorare il traffico e leggere le linee della strada. Può, dunque, mantenere la distanza di sicurezza dalla vettura che precede in fase di cruise ma può allo stesso tempo girare (quasi) autonomamente il volante per rimanere entro la carreggiata. Una sorta di assistente alla guida che altri brand (Tesla) chiamano già AutoPilot. Come se non bastasse attraverso questi sistemi la vettura è in grado di frenare automaticamente in caso di emergenza, sia che ad entrare in rotta di collisione sia una vettura o un pedone.

Non mancano il display digitale da 4,2" integrato alla strumentazione, la retrocamera di parcheggio, il sistema multimediale con schermo da 8" perfettamente integrato alla dinamica della vettura e del modulo ibrido: sulla base delle informazioni dettate dalla posizione sulla mappa la vettura è in grado di capire se si sta percorrendo una salita o una discesa andando a regolare il consumo dell'energia elettrica sulla base del percorso: più consumo in salita, più intervento da parte del sistema di recupero in discesa. Non mancano AppleCar Play, Android Auto ma nemmeno l'aggiornamento cartografico TomTom per sette anni, così come non mancano le prese USB per la ricarica veloce (sotto al bracciolo) o le prese 12v, 2 nel pozzetto anteriore: pozzetto nel quale trova posto anche il sistema di ricarica wireless per i cellulari abilitati.

Dal vivo: com'è fuori

Le linee sono evidentemente frutto del lavoro iniziato da Peter Schreyer, oggi a capo del brand coreano, con l'introduzione della attuale generazione di Rio: tiger nose e decine di altri dettagli, infatti, sono l'evoluzione di quei concetti declinati, però, in una carrozzeria che si pone a cavallo tra una SUV ed una monovolume. Una vettura spaziosa, diversa rispetto alla Sportage, comunque compatta nelle dimensioni e piacevole nelle forme: il tutto senza dimenticare una discreta cura per il dettaglio, come nel caso della calandra che spicca per forma oltre che per finitura con una serie di tasselli che sembrano emergere dall'interno. Una presenza scenica interessante, insomma, che rende la Niro particolarmente piacevole agli occhi di chi è alla ricerca di una vettura che sappia coniugare casa/lavoro/famiglia senza mettere da parte un briciolo di personalità.

Dal vivo: com'è dentro

Esattemente come l'esterno anche l'interno della Niro combina un buon design con la funzionalità, senza però farsi mancare nulla in termini di tecnologia: le versioni più accessoriate vantano un bel display da 8" ma quello che ci è piaciuto è senza dubbio il display del computer di bordo, veramente completo nelle informazioni e con una grafica accattivante. Completa il quadro una strumentazione semplice, ma molto chiara e sempre ben leggibile. Approccio “alla coreana” per quanto riguarda i materiali che davanti sono di buona qualità davanti, anche se, un po' dappertutto, abbonda la plastica. Discorso diverso invece dietro, dove abbiamo trovato materiali duri e assemblaggi non sempre impeccabili. Evidentemente a Seoul hanno preferito concentrare tutti gli sforzi nella zona anteriore, quella su cui si concentrano le maggiori attenzioni dei clienti e quella che viene vissuta di più dai passeggeri.

La Niro è una vettura che mancava e va chiaramente ad occupare un posto nel contesto del mercato, anche italiano, che è baricentrico rispetto alle esigenze di giovani famiglie alla ricerca di una vettura che goda di tutti i vantaggi delle auto ibride

Le nostre impressioni di guida

La prima buona notizia è che la Niro è davvero comodissima. I sedili sono ampi e garantiscono comfort anche sulla lunga durata. Lo spazio a disposizione poi è veramente tanto, sia nel bagagliaio che nell'abitacolo. Un dettaglio da non sottovalutare per un'auto come la Niro, che resta pensata per i viaggi in famiglia. Questo crossover infatti non ha – e nemmeno vuole avere – nessuna velleità sportiva, come testimonia l'assenza dei paddles dietro al volante. La Niro è un'auto assolutamente turistica, da guidare tranquilli e senza troppa fretta. I 140 CV complessivi, messi a disposizione del powertrain ibrido, muovono con scioltezza i 1.500 chili di questo crossover, ma non aspettatevi prestazioni graffianti. Il peso al posteriore infatti è piuttosto evidente e l'avantreno, se provate ad alzare il ritmo, si alleggerisce un po' troppo. Anche lo sterzo conferma l'indole famigliare di questo modello, visto che rimane sempre morbidissimo e non molto comunicativo.

In compenso la Niro offre una piacevolezza di guida assoluta, che esalta i vantaggi dell'ibrido togliendo alcuni dei suoi cronici difetti. Il merito è del cambio a doppia frizione coreano, che ha permesso di non avere quell'effetto “scooter” tipico delle ibride Toyota e del loro complesso sistema di trasmissione e-cvt. La Niro si guida come un'auto normalissima, anche perché il sistema ibrido è completamente autonomo e non ha bisogno di alcun intervento o impostazione da parte del guidatore. Basta mettere in moto e guidare, senza preoccuparsi di nient'altro. 

L'unica possibilità di personalizzazione riguarda il cambio, che può essere impostato in S per avere un po' più di reattività. Per il resto state certi che la Niro farà di tutto per farvi consumare il meno possibile, in qualsiasi frangente. Il merito è anche della moderna batteria agli ioni di litio, in grado di ricaricarsi molto rapidamente. Questo significa che, a differenza di alcune competitor, su questa ibrida è quasi impossibile rimanere “a secco” di carica negli accumulatori. Il tutto mentre ci si gusta l'estrema silenziosità di un'ibrida che aiuta a rendere piacevole il viaggio.

Una vettura spaziosa, diversa rispetto alla Sportage, comunque compatta nelle dimensioni e piacevole nelle forme: il tutto senza dimenticare una discreta cura per il dettaglio

Consumi

Convincono fino in fondo i consumi di questa ibrida. Nel corso del nostro test, dove non abbiamo avuto il tempo di risparmiarci troppo con il pedale del gas, siamo rimasti intorno ai 6,1 l/100 km. Con uno stile di guida molto più attento però c'è chi è riuscito a raggiungere un valore di 4,2 l/100 km. Questo significa che guidando in maniera tranquilla non è difficile stare intorno ai 20 km/l su un percorso misto.

Conclusioni

La Kia Niro propone uno dei migliori sistemi ibridi fino ad ora proposti su un'auto generalista. La batteria si ricarica in frettissima e la piacevolezza di guida è assoluta (se non si ha fretta).

Pregi e difetti

  • Sistema ibrido - Abitabilità - Consumi contenuti
  • Sterzo poco comunicativo - Peso non distribuito in maniera ottimale tra avantreno e retrotreno - Non può essere guidata in maniera sportiva

 

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