Prova su strada

Renault Twingo

New look urbano
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Nuove forme, in particolar modo del frontale ora ispirato alla cugina Nissan Juke, ed un prezzo competitivo (10.950 euro) sono tra gli elementi chiave del primo restyling della seconda generazione di Twingo

Renault Twingo

Per certi versi ispirato alle fortunate forme della cugina Nissan Juke, il primo restyling della seconda generazione Renault Twingo conserva i valori di fruibilità cittadina e funzionalità che hanno contraddistinto sino ad oggi il modello abbinandoli a forme più personali ed in linea con le esigenze di un mercato che, anche nel segmento A, è sempre più mosso da valori di design e prezzo.

 

In listino a partire da 10.950 euro (chiavi in mano ed IPT esclusa), la nuova Twingo si rivolge ad un pubblico giovane, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni e di esperienza di guida che spazia dal neofita al driver più maturo, senza però dimenticare di strizzare l’occhio anche a quella fascia clientelare più adulta che necessita di un’automobile adatta ai movimenti urbani ottemperandone al contempo le principali necessità pratiche. Una fascia di mercato che Twingo presidia da sempre, oggi occupata anche da Fiat 500, Lancia Ypsilon, Toyota Yaris e Volkswagen up!, tanto per citarne alcune.

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Look: nuovo sguardo

L’attuale Twingo trova nella sezione anteriore i principali elementi di forza del suo stile, grazie ad una calandra inferiore bipartita di ampia dimensione e con griglia a nido d’ape, ai cui lati si stagliano gli indicatori di direzione - questi ultimi alloggiati all’interno di un’apposita cavità - e le luci di posizione/fendinebbia collocate nella zona superiore e di sezione circolare, elemento quest’ultimo pensato per richiamare la precedente generazione.

Muscolosi e affilati invece i gruppi ottici delegati ad ospitare anabbaglianti e abbaglianti, caratterizzati da un’area superiore satinata e volta a “staccarsi” con il resto della superficie trasparente degli stessi. Più fluide e lineari le fiancate, con passaruota tondi volti ad ospitare al loro interno cerchi il cui diametro spazia dai 14 ai 17 pollici con svariati disegni, e superfici trasparenti ampie nel cui profilo tracciato dalle stesse trovano posto, all’interno di un’apposita area, i grandi specchietti retrovisori.

Globalmente filanti e fluide anche le linee della sezione posteriore, che permette di osservare un paraurti sporgente rispetto al portellone del vano portabagagli – cui una cavità ne permette l’apertura - e dei gruppi ottici sdoppiati dal disegno convergente, mentre il cristallo di coda presenta un profilo appuntito nella porzione inferiore.

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A bordo vi si accede tramite le uniche due porte che la carrozzeria prevede, facendo pressione su un leveraggio a scorrimento verticale posto all’interno di due apposite cavità tonde

Tetto: anche panoramico su richiesta

Fluida e pulita anche la linea del tetto, che ospita due lievi cavità ai lati e che a richiesta può anche essere in vetro e di tipo panoramico, oltre che apribile elettricamente (800 euro), così come opzionali sono anche le superfici trasparenti privacy posteriori (proposte ad un prezzo di 150 euro).

A bordo vi si accede tramite le uniche due porte che la carrozzeria prevede, facendo pressione su un leveraggio a scorrimento verticale posto all’interno di due apposite cavità tonde, certamente pratiche ma poco pregevoli esteticamente; avremmo infatti preferito a queste una leva mobile integrata nella carrozzeria con capacità di movimento sull'asse d'imbardata.

Dentro: essenziale e ricercata

L’abitacolo propone un ambiente al contempo essenziale e ricercato, globalmente sobrio nei suoi tratti dominanti, con plastiche a finitura lucida e opaca a contrasto, queste ultime ulteriormente distinte da trame contrapposte, mentre cornice del tachimetro, inserto del pomello del cambio e maniglie delle portiere presentano, nella versione Etoile da noi provata, una superficie cromata.

Le sellerie, comode ed accoglienti, sono realizzate in pelle e tessuti contrapposti e, così come i poggiatesta, presentano una serie di eleganti cuciture a vista a contrasto, mentre le regolazioni permettono di muovere le stesse in profondità ed in altezza, regolazione quest’ultima prevista anche per il volante, anch’esso dotato di cuciture a vista presenti anche su tappetini e volta della strumentazione.

Le sellerie, comode ed accoglienti, sono realizzate in pelle e tessuti contrapposti e, così come i poggiatesta, presentano una serie di eleganti cuciture a vista a contrasto

Strumentazione completa

Questa è completamente digitale e mantiene informati su velocità, livello della benzina, temperatura esterna, funzioni multimediali inserite, luci attivate, indicatori di direzione e quattro frecce (la cui spia di queste ultime non presenta una caratterizzazione dedicata al riconoscimento visivo delle une dalle altre) e spie di servizio.

A quanto elencato si devono aggiungere il segnalatore di cinture di sicurezza inserite, sia visivo che acustico (un segnale audio ci ricorda inoltre quando le luci vengono lasciate accese a motore spento e portiera aperta), nonché i km percorsi, sia totali che parziali, il carburante consumato, il consumo istantaneo, il consumo medio, l’autonomia prevedibile con il carburante residuo, la distanza percorsa, la velocità di impostazione del regolatore di velocità o del limitatore di velocità e la velocità media mantenuta.

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Come su ogni vettura moderna che si rispetti, il volante presenta una serie di funzionalità volte a favorire l’ergonomia e l’integrazione con i sistemi di bordo

Al volante quasi tutti i comandi necessari

Come su ogni vettura moderna che si rispetti, il volante presenta una serie di funzionalità volte a favorire l’ergonomia e l’integrazione con i sistemi di bordo. Sul lato sinistro troviamo una pulsantiera che permette di aumentare o diminuire il limite di velocità impostato, mentre sul lato destro un analogo sistema consente di mettere in stand-by, memorizzare e richiamare il limite di velocità memorizzato.

Un satellite posto dietro al volante – del giusto diametro ma dallo spessore della corona a nostro avviso un filino esiguo - permette di regolare il volume dell’impianto audio (dotato di radio e lettore CD/MP3 con prese AUX ed USB), oltre a gestire le principali funzioni telefoniche tramite Bluetooth, mentre per selezionare le tracce si è costretti ad abbassare lo sguardo verso la pulsantiera posta sulla plancia.

L’impianto di climatizzazione è di tipo manuale, ed entra in funzione in tempi brevi sacrificando però un pochettino di spunto del motore, mentre l’aria, fredda o calda a seconda dell’impostazione selezionata, viene messa in circolo dalle quattro bocchette d’aria collocate al centro della plancia e ai lati della stessa; queste ultime poste all’interno di due eleganti cover in tinta con la carrozzeria.

Da queste dipende anche la quantità di aria fredda o calda in grado di giungere agli unici due occupanti ammessi dalle file posteriori, a cui non sono riservati degli aeratori dedicati, ma che possono salire a bordo con agilità grazie all’ampio spazio concesso dalle portiere e dalla sensibile escursione offerta dai sedili anteriori, permettendo anche agli over metro e ottanta di accedere con facilità e di sedersi agevolmente senza assumere pose da fachiro grazie ad un buono spazio riservato a gambe e testa.

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Lunga 3.687 mm, larga 1.654 e alta 1.470, con un passo di 2.360 mm, la nuova Twingo pesa 944 kg: a beneficiarne sono prestazioni e consumi

Meno di 3,70 metri

Lunga 3.687 mm, larga 1.654 e alta 1.470, con un passo di 2.360 mm e con un peso di 944 kg, Twingo è molto diversa dalla compatta che per tanti anni ha contraddistinto l'accesso di gamma al brand Renault: pochi cm in più, infatti, non hanno peggiorato la fruibilità cittadina assicurando però maggior spazio a bordo sia per chi siede davanti sia per chi prende posto dietro.

In termini meccanici Renault ha messo a punto sospensioni McPherson con braccio inferiore rettangolare e barra stabilizzatrice antirollio all’avantreno e con assale flessibile a geometria programmata con molle elicoidali al retrotreno, mentre l’impianto frenante dispone di dischi autoventilanti all’anteriore e a tamburo al posteriore e le ruote sono gommate con pneumatici 185/55 R15 82H.

Alla voce sicurezza troviamo di serie l’ABS con ripartitore elettronico della frenata EBV e il sistema d’assistenza alla frenata d’emergenza (AFU), oltre al pretensionatore delle cinture di sicurezza anteriori, al sistema di accensione automatico delle luci di emergenza in caso di frenata brusca e agli airbag laterali e toracici per guidatore e passeggero.

I motori: quattro benzina e due diesel

Al di sotto del cofano della nuova Twingo quattro unità a benzina da 1.2 litri in due diverse declinazioni di potenza ed un diesel. Il primo è il 1.2 da 75 CV a 5.550 g/min e 107 Nm a 4.250 g/min, con cambio manuale a 5 marce in grado di scattare verso i 100 km/h con partenza da fermo in 12.3 secondi per una velocità massima di 169 km/h. Tale unità è in grado di garantire un livello di emissioni di 119 g/km di CO2 ed un consumo di 6.7 l/100 km nel ciclo urbano, 4.2 l/100 km in quello extraurbano e 5.1 l/100 km in quello misto.

Al di sotto del cofano della nuova Twingo quattro unità a benzina da 1.2 litri in due diverse declinazioni di potenza ed un diesel, mentre per i clienti più sportivi c'è la RS

 

La seconda unità è rappresentata dal 1.2 Energy, sempre da 75 CV e 107 Nm a 5.550 g/min e 4.250 g/min, ed anch’esso con trasmissione manuale a 5 rapporti, che promette le stesse identiche prestazioni del primo con emissioni pari a 105 g/km di CO2 e un consumo di 5.9 l/100 km nel ciclo urbano, 3.7 l/100 km in quello extraurbano e 4.5 l/100 km in quello misto.

Identici valori di coppia e potenza anche per la terza unità, ovvero il 1.2 BVR, abbinato però ad un cambio robotizzato a 5 marce in grado di coprire lo 0-100 km/h in 13.6 secondi per una top speed di 173 km/h ed emissioni pari a 130 g/km di CO2, con consumi di 7.3 l/100 km in città, 4.7 l/100 km fuori città e 5.6 l/100 km nel ciclo combinato.

Crescono a 100 CV e a 155 Nm, rispettivamente a 5.500 g/min e 3.500 g/min i valori di coppia e potenza dell’ultima unità a benzina, ossia il 1.2 TCe, che con cambio manuale a 5 velocità permette di scattare verso i 100 km/h con partenza da fermo in 9.8 secondi per raggiungere una velocità massima di 189 km/h, mantenendo consumi ed emissioni identici al precedente propulsore; solo il consumo nel ciclo misto varia lievemente divenendo pari a 5.7 l/100 km.

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Alla voce sicurezza troviamo di serie l’ABS con ripartitore elettronico della frenata EBV e il sistema d’assistenza alla frenata d’emergenza (AFU)

Per i più sportivi: la RS

Per i più sportivi è disponibile la 1.6 16 V RS da 133 CV e 160 Nm di coppia, dotata di cambio manuale a 5 marce  ed in grado di scattare verso i 100 km/h con partenza da fermo in 8.7 secondi con una velocità massima di 201 km/h. Le emissioni sono in questo caso pari a 150 g/km di CO2, mentre i consumi sono pari a 8.5, 5 e 6.3 l/100 km rispettivamente nei cicli urbano, extraurbano e combinato.

Il propulsore a gasolio è invece rappresentato dal 1.5 dCi, capace di erogare 75 CV di potenza a 4.000 g/min e 180 Nm di coppia a 1.750 g/min, che in abbinamento alla trasmissione manuale a 5 marce permettono alla Twingo di effettuare lo 0-100 in 11.2 secondi di tempo emettendo solo 90 g/km di CO2, con consumi pari a 4.1 l/100 km nel ciclo urbano, 3.1 in quello extraurbano e 3.4 in quello misto.

Dal vivo: com’è fuori

Vista di persona la due volumi francese impressiona positivamente, grazie ad una riuscita armonia tra linee tese e tondeggianti, volte a suggerire tanto l’eleganza quanto la muscolosità. Molto belle le cromature poste intorno ai gruppi ottici adibiti ad ospitare indicatori di posizione e fendinebbia, così come la finitura lucida ed il disegno dei cerchi bicromatici, migliorabile invece a nostro avviso la sezione di coda, che presenta una linea forse troppo convenzionale e che meriterebbe almeno un terminale di scarico a vista.

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L’ambiente interno è ordinato ed elegante, con rivestimenti ben rifiniti e sellerie bicromatiche arricchite dalle piacevoli cuciture a vista, queste ultime presenti anche su volante e palpebra dell’abitacolo

Dal vivo: com’è dentro

L’ambiente interno è ordinato ed elegante, con rivestimenti ben rifiniti e sellerie bicromatiche arricchite dalle piacevoli cuciture a vista, queste ultime presenti anche su volante e palpebra dell’abitacolo. La seduta è comoda e i sedili possono scorrere avanti e indietro oltre che in alto e in basso, mentre la pedaliera è facilmente raggiungibile e ben utilizzabile.

Gli oggetti possono essere riposti in sette vani dedicati, di cui due ai lati anteriori e due ai lati posteriori, uno collocato in basso al centro della plancia e posti dinnanzi alla leva del cambio (dove si può trovare anche l’accendisigari) e uno immediatamente dietro al volante, nello spazio normalmente adibito ad ospitare la strumentazione – qui collocata al centro sulla porzione superiore della plancia e ben leggibile – ed il cassetto posto dinnanzi al passeggero.

Ok in retromarcia, per due il bagagliaio

Il bagagliaio presenta una bocca abbastanza ampia ed una distanza tra pavimento e soglia che permette di sfruttarne appieno le capacità, anche se a onor del vero lo spazio non è eccessivo, ma presenta il volume necessario (230 litri) per caricare le borse della spesa e la sacca da palestra, certo che se si decidesse di passare un weekend al mare meglio abbattere i sedili posteriori e sfruttare tutti gli 896 litri offerti per riporre il necessario per stare via due o tre giorni.

La visibilità offerta in retromarcia è buona e permette di tenere sotto controllo sia quanto accade immediatamente dietro al portellone di coda che sulla ¾ grazie a delle superfici trasparenti ampie, senza necessariamente richiedere la necessità di fare affidamento ai sensori di parcheggio offerti in optional (221 euro).

Salita e discesa a bordo sono molto facili, grazie all’ampiezza offerta dalle portiere, tanto per conducente e passeggero quanto per gli occupanti delle file posteriori

Posizione di guida ed ergonomia

Salita e discesa a bordo sono molto facili, grazie all’ampiezza offerta dalle portiere, tanto per conducente e passeggero quanto per gli occupanti delle file posteriori. Come abbiamo già detto la seduta è comoda e non stancante ed i materiali scelti per i rivestimenti contribuiscono a questo risultato, soprattutto con il caldo, mentre i comandi necessari alla navigazione e alla gestione dei dispositivi di infotainment sono per lo più a portata di mano, anche se per la gestione di alcune funzionalità di quest’ultime è necessario di tanto in tanto abbassare lo sguardo verso la pulsantiera collocata sulla plancia.

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La nostra Twingo in allestimento Etoile è spinta dal quadricilindrico da 1.2 litri a 16 V da 75 CV e 107 Nm con trazione anteriore

 

L’avviamento è affidato alla rotazione di una canonica chiave, quest’ultima decisamente poco pratica, dato che non presenta la possibilità di ripiegare la parte metallica all’interno di quella di plastica - come invece avviene praticamente nella maggior parte dei casi – limitandone la praticità nel trasporto una volta fuori dalla vettura, mentre il pulsante del clacson è posto all’estremità della leva sinistra posta al di dietro del volante, una soluzione questa non sempre intuitiva e meno rapida da utilizzare, rispetto che al centro del volante, qualora fosse necessario in tempi ristretti.

Su strada: come si comporta

La nostra Twingo in allestimento Etoile è spinta dal quadricilindrico da 1.2 litri a 16 V da 75 CV e 107 Nm con trazione anteriore, un’unità certamente pensata più per assicurare una corretta fruizione in ambito cittadino piuttosto che per assicurare il divertimento tra i cordoli.

La piccola unità francese eroga con linearità e progressione, senza picchi di potenza particolarmente impegnativi da gestire, come è logico aspettarsi da una vettura e da un propulsore di questo genere. Le cambiate sono facili e precise, ma le vibrazioni trasmesse dal motore, il cui rumore non pervade in maniera fastidiosa l’abitacolo, si ritrasmettono sulla leva del cambio.

Lo sterzo è preciso e ampio, permette di girare la vettura in un raggio ristretto ed il volante ne permette un buon controllo, grazie al giusto diametro e ad una buona impugnatura mentre il comparto sospensioni assiste molto bene la guida sino alle velocità codice, assorbendo bene le imprecisioni del manto stradale o il pavé, ma soprattutto i dossi, questi ultimi in particolar modo vengono “digeriti” con una facilità assimilabile a quella di un SUV.

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La frenata ha una buona potenza ed un altrettanto buona modulabilità, ma in assenza del sistema ESP - che suggeriamo di acquistare - consigliamo di non esagerare con la forza frenante

Frenata: potente e modulabile, ma consigliamo l'ESP

La frenata ha una buona potenza ed un altrettanto buona modulabilità, ma in assenza del sistema ESP - che suggeriamo di acquistare - consigliamo, a meno di non avere una elevata pratica con il concetto di controsterzo, di non esagerare con la forza frenante e di non eccedere con la velocità di inserimento in curva in quanto in alcuni frangenti di guida la vettura tende a sovrasterzare.

In conclusione

La Renault Twingo è insomma una vettura molto indicata per i giovani che vogliono distinguersi, acquistando una vettura personale, gradevole da vedere e funzionale alle esigenze di trasporto di un pubblico under 30, il tutto senza dimenticarsi di un’ampia libertà di movimento cittadina che richiede consumi contenuti.

Per il pubblico italiano potrebbe essere molto interessante proprio l’allestimento da noi provato - il 1.2 Etoile - che con 12.550 euro permette di avere qualcosa in più in termini di dotazioni tecnologiche e di finiture a bordo, a cui, ci permettiamo di ribadirlo, soprattutto per i neofiti, sarebbe bene aggiungere i 350 euro necessari per l’acquisto controllo elettronico di stabilità e trazione (ESP+ASR).

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