Red Bull, Paul Monaghan rivela: "Il 2026 è una tabula rasa: tutto ciò che sappiamo della F1 si azzera. Ogni rischio è un’opportunità per innovare"

Red Bull, Paul Monaghan rivela: "Il 2026 è una tabula rasa: tutto ciò che sappiamo della F1 si azzera. Ogni rischio è un’opportunità per innovare"
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Paul Monaghan, direttore tecnico Red Bull, racconta la nuova era della F1: auto completamente nuove, motore nuovo e sfide senza precedenti
5 gennaio 2026

Il tramonto su Yas Marina non ha portato solo la fine di un Gran Premio: ha segnato la chiusura di un’era. L’era a effetto suolo, inaugurata nel 2022, ha visto la Red Bull dominare per due anni e mezzo, imporsi con una supremazia tecnica e tattica quasi senza rivali, prima di cedere il passo alla McLaren, che lo scorso anno ha conquistato il titolo piloti con Lando Norris. Ora, però, tutto ricomincia da zero. L’orizzonte si apre su un regolamento tecnico completamente nuovo, che promette di stravolgere ogni certezza. Non solo nuove ali e nuovi flussi aerodinamici, ma anche nuovi motori: nel 2026 la Red Bull debutterà come motorista, con il supporto di Ford, affrontando una sfida che sa di tabula rasa, in cui la conoscenza accumulata fino a oggi sarà solo un punto di partenza.

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Affronteremo la nuova era con un motore nostro. Anche se non sarà facile, sarà un privilegio”, ha spiegato Paul Monaghan, direttore tecnico della Red Bull. Il 2026 porta con sé una rivoluzione completa: nuova aerodinamica, nuova elettronica, nuovo carburante sostenibile. Dalle vecchie monoposto - ha scherzato - resterà solo il sistema di sgancio rapido del volante. “Auto completamente nuova, nuovo motore, nuovo regolamento. Qualche incertezza sul bagnato, ma il 2026 è una vera e propria tabula rasa”, ha aggiunto Monaghan, sottolineando quanto ogni scelta tecnica possa avere effetti immediati e imprevedibili in pista.

Le sfide, ha evidenziato il direttore tecnico, non riguardano solo la Red Bull: “Tutti i team dovranno imparare di nuovo a leggere la pista, a capire come distribuire l’energia e come sfruttare al meglio le nuove regole. Alcuni piloti partiranno al meglio, altri potrebbero avere difficoltà maggiori. Questo potrebbe portare a una griglia più ampia e più imprevedibile rispetto a quella attuale. L’intero funzionamento della vettura è cambiato: l’energia si esaurisce rapidamente sui rettilinei, e il modo in cui viene recuperata diventa decisivo. Un sorpasso, se gestito male, diventa possibile anche senza errori evidenti. La dispersione nelle prestazioni sarà maggiore e le corse saranno più aperte e dinamiche. E poi c’è l’incertezza delle auto nuove, della nuova elettronica… non lo sapremo fino alla prima gara”.

Anche le simulazioni dei tempi sul giro rappresentano una vera sfida ingegneristica. “Dipende dalla pista – spiega Monaghan – ci sono circuiti dove è più facile ricaricare le riserve di energia, e altri dove ogni decimo è un sacrificio. Stiamo ancora cercando di capire quanta aderenza reale avremo. Possiamo stimare la deportanza aerodinamica, ma fino a che punto sarà effettiva? Le gomme definitive Pirelli potrebbero comportarsi meglio o peggio, influenzando i tempi sul giro in maniera significativa. In ogni caso, non credo che avremo ritmi da Formula 2… spero di no”.

Red Bull RB21 GP Abu Dhabi 2025
Red Bull RB21 GP Abu Dhabi 2025

Nonostante le incognite, il nuovo regolamento apre enormi possibilità ingegneristiche. “Pensavamo di aver raggiunto il massimo con le auto attuali, e invece ci sono ancora molte strade da esplorare. Con il nuovo motore e il regolamento, possiamo ripensare completamente il design, la gestione dell’energia, l’aerodinamica e la strategia in pista. Il lavoro sarà enorme, ma le opportunità lo sono altrettanto. Finché riusciremo a fare un lavoro decente e a mantenerci in forma, vedremo dove arriveremo”.

Il 2026 segna anche la fine di un ciclo vincente per la Red Bull. Una parentesi di supremazia che resterà impressa soprattutto nella stagione 2023, quando la squadra angloaustrica ha celebrato 22 vittorie su 23 gare disputate, l’unica eccezione Singapore, conquistata dalla Ferrari di Carlos Sainz. “Il vero punto di svolta è stato ancora prima, nel 2021 – ricorda Monaghan – poi abbiamo avuto momenti difficili, ma ci siamo ripresi. Gli ultimi quattro anni sono stati straordinari. Quest’anno, forse a metà stagione, abbiamo avuto un leggero calo, ma la macchina ha continuato a dare risultati: testimonianza del duro lavoro di Milton Keynes. Guardando indietro, siamo stati fortunati e soddisfatti dei risultati raggiunti”.

Ma il passato deve restare alle spalle. Il futuro comincia con i test a porte chiuse a Barcellona, dove le nuove monoposto saranno messe alla prova. “Sarà una sfida – ha detto Monaghan – non presenteremo due versioni della carrozzeria. Se la macchina funziona e siamo pronti, avremo una base solida su cui costruire. Ci saranno sempre giochi su energia, carburante e pacchetti per la prima gara. Al secondo test in Bahrain potremo fare valutazioni iniziali, ma si tratta comunque di auto prototipo: ogni modifica può cambiare completamente il comportamento della vettura. Anche se il test non dovesse andare come sperato, non significa che sarà lo stesso in Australia. Noi, come Mercedes, Aston Martin e gli altri, continueremo a sviluppare in continuazione. Partiremo da Barcellona con il massimo delle possibilità disponibili”.

Il 2026 si preannuncia dunque come un anno di sfide, incertezze e opportunità. Per la Red Bull, significa una cosa sola: correre avanti, innovare, adattarsi, e farlo da protagonista assoluta di una stagione destinata a riscrivere la storia della Formula 1.

Paul Monaghan
Paul Monaghan
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