F1. "Non mi aspettavo la dedica di Sinner": Andrea Kimi Antonelli e l'affetto dopo la vittoria in Cina. E dell'ala anteriore della Mercedes dice...

F1. "Non mi aspettavo la dedica di Sinner": Andrea Kimi Antonelli e l'affetto dopo la vittoria in Cina. E dell'ala anteriore della Mercedes dice...
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Reduce dalla prima vittoria in carriera in Cina, Andrea Kimi Antonelli rivela di essere stato sommerso dai complimenti di molti sportivi, Jannik Sinner in testa. Ma lo sguardo è già volto verso la prossima sfida a Suzuka. E della tanto chiacchierata ala anteriore della Mercedes W17 dice...
26 marzo 2026

Il primo approdo sul gradino più alto del podio in F1 non si scorda mai. Ma ora che la polvere comincia a depositarsi sul trofeo di Shanghai e l’euforia del primo successo in carriera nel Circus è passata, cosa resta della vittoria nel Gran Premio di Cina ad Andrea Kimi Antonelli? “Con questo risultato ho rotto il ghiaccio – spiega da Suzuka, dove si corre questo fine settimana -. Ha rafforzato la consapevolezza del mio potenziale e degli obiettivi che posso raggiungere. Mi sono tolto un peso, perché non ho ancora così tanto da dimostrare. Ma le aspettative sono alte.

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In un incontro con la stampa italiana selezionatissima, Automoto compreso, Antonelli riavvolge il nastro di una decina di giorni, ripercorrendo le sensazioni degli ultimi chilometri prima che tagliasse il traguardo a Shanghai. “Nel mio ultimo giro mi sono venuti in mente tanti ricordi. I tempi dei kart, tutte le gare di F1 che ho visto in TV, la mia prima volta da grid boy. I momenti che mi hanno portato fin qui. È stato molto emozionante. La vittoria l’ho dedicata alla mia famiglia, che mi ha supportato da subito e lo fa ancora, e alla Mercedes, che si è presa un rischio con me nel lontano 2018, portandomi dove sono ora”.

Il suo successo ha attirato l’attenzione di molte celebrità, che gli hanno voluto mandare dei messaggi di congratulazioni. L’elenco, da Valentino Rossi a Vasco Rossi, è lungo. Ma quale lo ha colpito di più? “Quello di Jannik [Sinner, ndr], per il modo in cui me l’ha mandato. Ha vinto a Indian Wells e mi ha dedicato il suo successo. Non me lo aspettavo”. Kimi ha pure l’approvazione del re della F1 di oggi, Max Verstappen, che nonostante il malumore in Cina si è sciolto in un sorriso commentando la vittoria del giovane collega.

Con Max abbiamo un rapporto bellissimo – confida Kimi - Anche Lando, Lewis e tanti altri piloti mi hanno fatto i complimenti. Siamo avversari, ma c’è molto rispetto tra di noi. Era la mia prima vittoria, poi. Fosse stata la decima sarebbe stato diverso. L’ho apprezzato moltissimo, comunque”. Ma quanto ha assaporato la vittoria Antonelli? “Me la sono goduta, ma non come avrei voluto, visto che martedì ero già al simulatore in Inghilterra per Suzuka. È un motivo in più per cercare di ripetermi questo weekend, per poter festeggiare nella pausa”.

Kimi, però, vuole tenere fermamente i piedi per terra. “Ho cercato di non farmi trasportare troppo dal successo in Cina, perché è un attimo perdere la concentrazione sull’obiettivo finale. Cercherò di affrontare questo weekend come sempre, senza mettermi ulteriore pressione. Devo comunque continuare a lavorare duramente, i risultati non vengono da soli”. Anche con una monoposto, come la Mercedes W17, invidiata dalla concorrenza e oggetto di speculazioni per soluzioni tecniche audaci.

“Quando si è competitivi va sempre così”, abbozza Antonelli, prima di concentrare l’attenzione sull’ala anteriore che ha attirato l’attenzione con una chiusura in due fasi che era tutt’altro che intenzionale. “Non è che volessimo essere dei geni. Si è trattato di un malfunzionamento del sistema, non era voluto e non portava un vantaggio. Anzi, era controproducente in frenata, visto che l’ala ci metteva tanto a recuperare il carico, rendendoci vulnerabili. Io e George ne abbiamo sofferto anche in qualifica”.

Al netto dell’ala anteriore della discordia, la W17 resta la macchina da battere. E Kimi mantiene lo sguardo fisso verso il mondiale. “È sempre l’obiettivo, soprattutto quando hai una macchina così competitiva e sei consapevole dell’opportunità che ti è stata data. Mercedes ha svolto un grande lavoro sia dal punto di vista telaistico che motoristico, dando la possibilità a me e a George di avere a disposizione una macchina superiore alle altre. La monoposto c’è, ma non sarà facile battere George, è molto completo, molto forte”. Tra Russell e Antonelli, spiega Kimi, c’è un rapporto fatto di rispetto reciproco. “Vogliamo vincere, ma vogliamo anche il successo del team nel mondiale Costruttori”.

Promessa mantenuta di un’Italia che in Formula 1 non piazzava un pilota sul gradino più alto del podio da vent’anni, Antonelli non incontra necessariamente il tifo in patria. “Credo che sarà sempre così. Ci saranno persone che preferiscono tifare la Ferrari e altre che mi supporteranno molto. È parte del gioco, me la vivo tranquillamente. Il sostegno dei fan è una carica extra quando scendi in pista, ma ci sarà sempre qualcuno a cui sto sulle scatole. Io sono tranquillo, è difficile che vada peggio di quello che è successo in Qatar l’anno scorso”.

Le polemiche di Losail sono un lontano ricordo. Il presente è tutto da vivere a Suzuka. “Il fatto che abbia vinto la mia prima gara non implica che sarà più facile ripetersi. Probabilmente riuscirò a guidare meglio la macchina, con maggiore serenità. Ma il lavoro dietro sarà lo stesso, se non di più. Arrivare in alto è un conto, restarci un altro”. Ancora una volta, Kimi tiene i piedi per terra. Ma se Suzuka è una delle università della F1, Antonelli si sente pronto alla laurea?

“Lo vedremo questo weekend. È una pista meravigliosa, vecchio stile, tra le più toste a livello di batteria. Ci sono un sacco di curve veloci, e non hai frenate. Non sarà facile. E nessuno è riuscito a provare al simulatore le modifiche in qualifica apportate dalla FIA. A livello di guida è uno dei circuiti più divertenti, soprattutto sul giro secco”. E con la sua monoposto, Antonelli ha tutte le carte per farlo. La prima vittoria non si scorda mai, è vero. Ma anche quelle che vengono dopo hanno un sapore che Kimi non vede l’ora di provare.

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