Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
La Formula 1 fa tappa in Giappone per il terzo appuntamento stagionale, l’ultimo prima della lunga pausa forzata di aprile dovuta alla cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Jeddah. Uno stop che potrebbe aiutare, e non poco, Honda a recuperare sul fronte power unit e batterie in vista del prosieguo del mondiale. Ma ora, per la gara di casa, la situazione resta complicata: in Aston Martin, però, sperano di aver individuato il bandolo della matassa.
Questo 2026 è iniziato nel peggiore dei modi per la squadra capitanata da Adrian Newey, che mantiene anche il ruolo di team principal, oltre a quello di direttore tecnico e azionista di Aston Martin. La situazione legata alla power unit Honda è uno dei principali problemi che attanagliano il team ed è anche il più complesso da risolvere. Per capire cosa non funziona e cosa causa le vibrazioni che danneggiano le batterie, bisogna girare in pista, ma il motorista nipponico è a corto di ricambi. Nel paddock si stima che le batterie disponibili siano appena due, ovvero quelle montate sulle vetture di Lance Stroll e Fernando Alonso, e Honda non ha voluto, neanche questa volta, chiarire quale sia la reale situazione su questo fronte.
“Ripeto, non dirò alcun numero specifico, ma siamo fiduciosi”, ha affermato Shintaro Orihara, direttore generale e ingegnere capo della casa automobilistica, ai media presenti a Suzuka, come riportano i colleghi di RacingNews365. Dunque, nulla di più rispetto a quanto ci aveva dichiarato due settimane fa a Shanghai, quando né il motorista né Aston Martin si erano dimostrati disponibili a fornire informazioni più dettagliate. Perché tutta questa riservatezza? È una decisione presa già in Australia per tutelare il team. Ora la situazione sembra in lieve miglioramento, con Honda che ha individuato la causa principale del ritiro di Lance Stroll in Cina e ha adottato contromisure per evitare che si ripeta.
“Dal punto di vista dell’affidabilità delle batterie, abbiamo fatto buoni progressi nel primo e nel secondo round”, ha proseguito Orihara. “Quindi siamo fiduciosi di poter terminare la gara. Inoltre, il problema dell’ultimo evento — che però non è legato alle vibrazioni — è ora una questione a parte”. Le vibrazioni, però, hanno costretto Fernando Alonso, che aveva mani e piedi intorpiditi già a metà Gran Premio, a rientrare ai box a Shanghai.
In merito si è espresso Mike Krack, responsabile tecnico in pista dell’Aston Martin, spiegando che il team e Honda hanno lavorato su “diverse misure per mitigare il problema, sia dal punto di vista hardware sia da quello del pilota”, con provvedimenti che saranno testati a Suzuka.
Terminare la gara di casa di Honda è, per il momento — secondo Krack — un obiettivo realistico. “Penso sia giusto sottolineare che non abbiamo concluso [in Cina]. E per avere la possibilità di segnare punti in futuro, bisogna prima finire le gare. Questo resta l’obiettivo. In Cina abbiamo fatto un piccolo passo in quella direzione, ma non è stato sufficiente. Quindi l’obiettivo deve essere quello di vedere entrambe le vetture al traguardo”, ha concluso.