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“Non voglio andare in pista pensando a tutti i costi di doverlo battere, altrimenti rischio di focalizzarmi troppo su questo e non abbastanza sul resto. Non lo dico, ma se succedesse…”. Andrea Kimi Antonelli si prepara alla gara di casa del suo compagno di squadra George Russell, il Gran Premio di Silverstone 2026 di Formula 1, consapevole che un suo successo avrebbe un grand peso. “Sarebbe un messaggio importante, perché George viene dall’Austria, dove ha vinto. Ma è meglio pensare a fare il meglio”.
Foto copertina: ANSA
A influenzare la lotta in casa Mercedes potrebbero pensare anche i team rivali, a cominciare da una Red Bull che in Austria ha stupito con gli aggiornamenti apportati alla RB22. “Hanno compiuto un bel passo in avanti in Austria – riconosce Kimi - soprattutto in termini di passo gara. Sono lì, grazie a un upgrade che conta molto in termini di performance. Credo però che questo weekend anche la McLaren sarà veloce. Sono forti su queste curve rapide. Ma non sottovaluterei nemmeno la Ferrari. Potrebbe essere una gara in cui saremo tutti vicini”.
Silverstone non è esattamente nelle corde di Antonelli. Motivo per cui Kimi ha preparato la gara con grande cura. “Ho lavorato molto al simulatore per trovare un modo naturale di interpretare la pista senza dover cambiare troppo il mio stile. Qui ci sono tante curve lunghe, veloci, in cui serve essere docili con lo sterzo”. È così che spera di avere la meglio sul principale rivale per il titolo, che ha la miglior chance mai avuta finora di imporsi nel suo prestigioso Gran Premio di casa. E Antonelli vuole voltare pagina dopo l’Austria.
Al Red Bull Ring i freni della W17 di Antonelli lo hanno fatto penare. “Abbiamo avuto un po’ di problemi per tutto il weekend. In gara faceva molto caldo, e quando mi trovavo alle spalle di Charles ho avuto un problema di temperatura tra lato sinistro e lato destro. La macchina, di conseguenza, era un po’ instabile in frenata e il pedale era un più lungo del solito”. Ma a lasciare l’amaro in bocca a Kimi pensa un altro nodo, la strategia. E di questo ha parlato con il team, che rimane però fermo sulla propria posizione.
“Per loro la mia strategia era la più veloce. Volevano darmi una possibilità a fine gara con la gomma più fresca. La mia idea è che abbiamo perso la possibilità di fare l’undercut sia nel primo che nel secondo stint. E considerando il passo con la gomma dura, anche se mi fossi fermato prima non sarebbe stato un problema in termini di degrado. Basti pensare che nell’ultimo stint ho colto il mio giro più veloce a due tornate dalla fine, dopo quasi 20 giri sullo pneumatico”. Ma la cosa che ha dato più fastidio ad Antonelli è un’altra.
“È il fatto di essere arrivato così vicino, ma troppo tardi. Se avessi avuto qualche giro in più sarebbe stato bello. Ma la gara durava 71 giri; non è che puoi allungarla. Mi rodeva un po’, ero così vicino a Max ma anche a George. Sono riuscito a recuperare un distacco di 15 secondi che avevo su George dopo l’ultima sosta. Sono i primi giri ad aver deciso la gara. Se non avessi perso la posizione su Max la storia sarebbe stata diversa. Anche in qualifica ero un decimo alle sue spalle prima della bandiera gialla. Se avessi completato il giro e avessi colto il secondo tempo sarebbe stata un’altra gara”. Ma ora è tempo di pensare a una nuova sfida. A casa di Russell.