intervista

Costamagna, BRC: «GPL? Oggi è un vanto grazie a qualità e prestazioni»

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Mariano Costamagna, Presidente di BRC Gas Equipment, leader nella realizzazione di impianti a GPL, ci ha parlato di come è cambiato il mercato delle auto a gas negli ultimi anni e dell'importanza dello sviluppo tecnologico per la sua azienda

Costamagna, BRC: «GPL? Oggi è un vanto grazie a qualità e prestazioni»

Grandissimo appassionato di auto, Mariano Costamagna, Presidente di BRC Gas Equipment, azienda leader nella realizzazione di impianti a GPL, ci ha accolto nel suo garage dove raccoglie modelli d'epoca di grande pregio e valore.

 

Abbiamo colto l'occasione per parlare di come sia cambiato il mercato delle auto alimentate a GPL negli ultimi anni e dei traguardi tecnologici raggiunti dall'azienda di Cherasco, diventata famosa in tutto il mondo per i suoi impianti a gas che oggi vengono scelti da moltissimi costruttori d'auto come primo equipaggiamento.

 

Quando inizia la storia del marchio BRC?

«BRC è il marchio commerciale di un'azienda che nasce nel 1962. Nel '77 arriva il momento della MTM, una nuova realtà industriale che ha iniziato a lavorare con la BRC, una divisione che inizialmente aveva solo il compito di distribuire il prodotto. Nel 1992 la svolta. MTM acquisisce il ramo d'azienda BRC, continuando ad usare questo marchio commerciale. Ancora oggi quindi MTM produce, ma vende i suoi prodotti utilizzando il marchio BRC».

 

Quando i costruttori hanno iniziato a rivolgersi a BRC?
«In un primo momento il mercato era esclusivamente aftermarket, poi, nel 2005-2006, sono arrivati i primi costruttori  - Daewoo, Subaru, Peugeot, Ford e molti altri - che, non avendo in gamma motori diesel, ci chiedevano la trasformazione a GPL per alcuni dei loro modelli. Oggi invece forniamo impianti a GPL di primo equipaggiamento per un tantissimi costruttori automobilistici».

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Da quasi 10 anni molti costruttori automobilistici si rivolgono direttamente a BRC per fornire impianti a GPL di primo equipaggiamento

 

Quanto è importante per BRC la Ricerca&Sviluppo?
«E' importantissima, direi vitale. Abbiamo un grande reparto Ricerca&Sviluppo, dove lavorano una cinquantina di ingegneri che seguono l'evoluzione del prodotto e studiano soluzioni per dotare di impianti a GPL i motori più moderni e attuali, a partire da quelli ad iniezione diretta».

 

Quanto investite in Ricerca&Sviluppo e quali dimesnioni ha raggiunto la vostra realtà industriale?
«Siamo la realtà leader nel settore del GPL, forniamo impianti a marchio BRC in tutto il mondo e destiniamo alla nostra divisione di Ricerca&Sviluppo circa l'8% del fatturato. Il nostro lavoro è ogni giorno una grande sfida tecnologica, perché l'auto si evolve molto velocemente».

 

BRC è diventata una realtà italiana importante per il territorio? Avete stabilimenti anche in altre parti del mondo?
«La nostra azienda è importantissima per il territorio, siamo l'azienda più grande di Cherasco. In ogni caso abbiamo stabilimenti in tutto il mondo, con importanti realtà in Canada e in Argentina».

Una volta si percepiva il GPL come “il carburante dei poveri” e veniva considerato ingiustamente pericoloso. Oggi è tutto diverso

 

Quali sono i costruttori che si servono maggiormente dei vostri impianti?
«Il nostro cliente più importante è Ford, perché forniamo impianti per le vetture del marchio americano non solo in Italia, ma anche in Europa, negli Stati Uniti ed in Australi. Anche il Gruppo Hyundai-Kia però assorbe una parte consistente della nostra produzione».

 

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate nella produzione in Italia?
«Le maggiori difficoltà le incontriamo per una burocrazia troppo complicata. Spesso ci ritroviamo bloccati in una marea di normative che finiscono con tarparci un po' le ali. L'altro grande ostacolo è il costo del lavoro, perché in questo campo non riusciamo ad essere realmente competitivi con i Paesi extra-europei, ma anche con i nostri vicini di casa tedeschi e la cosa, soprattutto in quest'ultimo caso, è paradossale».

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Lo stabilimento BRC di Cherasco è diventata una realtà industriale vitale per il territorio

 

La percezione del GPL è molto cambiata negli utlimi tempi, non è vero?
«Una volta si percepiva il GPL come “il carburante dei poveri” e veniva considerato ingiustamente pericoloso. Oggi è tutto diverso, spesso ci si vanta di viaggiare a gas, le auto a GPL non emettono più cattivo odore perché la carburazione è molto più equilibrata e gestita elettronicamente, ma ci sono anche molti più distributori di una volta. E poi oggi non vanno più a GPL soltanto utilitarie, ma auto davvero di tutte le tipologie»

 

Come ha fatto il GPL ha fare questo salto in avanti?
«Il GPL si è evoluto tantissimo e si sta diffondendo sempre di più grazie alla qualità del prodotto, ma anche alla responsabilità che abbiamo avuto nel realizzare prodotti performanti e affidabili. Ci è voluto tanto tempo per farlo capire, ma alla fine oggi stiamo raccogliendo i frutti di questi sforzi».

 

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