intervista

Ghini: «Ferrari sfortunata in F1? Una scusa, non siamo stati capaci di ottenere risultati»

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Antonio Ghini, per 15 anni Responsabile Comunicazione in Ferrari e oggi Responsabile del Museo di Maranello e Direttore del Ferrari Magazine, ci parla in un'intervista video di F1 e del futuro dell'auto, ma anche dell'importanza delle vetture d'epoca

Ghini: «Ferrari sfortunata in F1? Una scusa, non siamo stati capaci di ottenere risultati»

Padova - In occasione di Auto e Moto d'Epoca 2013 abbiamo incontrato Antonio Ghini, oggi Responsabile del Museo Ferrari di Maranello e Direttore del Ferrari Magazine, ma rimasto per quindici anni a capo della comunicazione del Cavallino Rampante.

 

Ghini ci ha parlato dell'importanza del Ferrari Classic, che certicifica l'autenticità dei modelli da collezione e fornisce tutto il supporto necessario ai collezionisti, ma anche della nuova mostra inaugurata al Museo Ferrari, del futuro dell'auto e di Formula 1.

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In casa Ferrari il legame tra F1 e auto stradali è da sempre strettissimo

 

Qual è l'importanza della presenza di Ferrari ad Auto e Moto d'Epoca? Cosa avete portato all'edizione di quest'anno?
«La Ferrari vive di passione e qui a Padova si respira solo passione. A Padova abbiamo portato il cuore di una mostra che abbiamo appena smontato dedicata alle supercar, oltre alla 288 GTO, alla F40, alla F50 ed alla Enzo abbiamo messo in mostra anche alcune monoposto di Formula 1 per far vivere un sogno a tutti gli appassionati».

 

Avete inaugurato una nuova mostra a Maranello. Di che cosa si tratta?
«Il tema della nuova mostra al Museo Ferrari è lo Sporting Spirit, ovvero quello spirito sportivo che ha dato l'identità al nostro marchio. Qui presentiamo le tre facce dell'automobilismo sportivo, dalle monoposto, fino alle vetture per le gare di durata, passando per i modelli GT».

Fino a quest'anno una monoposto di F1 partiva con un carico di benzina di almeno 150 kg, mentre l'anno prossimo la stessa distanza verrà percorsa con 100 kg di carburante

 

Quali sono i servizi messi a disposizione dei collezionisti con il Ferrari Classic?
«Le Ferrari d'epoca oggi hanno raggiunto un valore spesso inestimabile e quindi è giusto preservale con un documento che ne certifica l'autenticità. Inoltre con Ferrari Classic offriamo anche l'opportunità di effettuare restauri o di richiedere dei ricambi originali ricostruiti a partire dai disegni e con i materiali dell'epoca».

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La Ferrari F40 era il fiore all'occhiello tecnologico della fine degli anni '80

 

Se guardiamo la F40 del 1987 e LaFerrari presentata l'anno scorso a Ginevra è evidente l'evoluzione esponenziale che ha investito il mondo delle supercar. Come sarà l'auto del futuro?
«Parlare dei valori di potenza fa sicuramente effetto, ma la cosa più interessante è andare a capire come i cavalli vengono prodotti. I quasi 1.000 CV de LaFerrari sono ottenuti grazie ad un classico V12 endotermico ma anche per merito di un'unità elettrica che lavora come un Kers. I consumi di quest'auto quindi sono particolarmente ridotti. Perlatro il prossimo anno anche la Formula 1 vede l'arrivo dei nuovi V6 Turbo ibridi. Si sta andando quindi nella direzione di automobili sempre più performanti da un lato, diminuendo però drasticamente i consumi. Per capirlo basta pensare che fino a quest'anno una monoposto di F1 partiva con un carico di benzina di almeno 150 kg, mentre l'anno prossimo la stessa distanza verrà percorsa con 100 kg di carburante».

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La Ferrari Enzo esposta a Padova

 

Quest'anno la Ferrari ha vissuto un campionato di Formula 1 ancora in difficoltà e non è mancata una buona dose di sfortuna. Come vede la prossima stagione?

«Nello sport la sfortuna non è un buon argomento ma piuttosto una scusa. È vero che siamo stati sfortunati, ma è anche vero che non siamo stati capaci di arrivare al risultato desiderato dal Presidente Montezemolo. Siamo a digiuno da un po' di tempo, è vero. Al Museo abbiamo tutte le monoposto che hanno vinto il Mondiale dal 1999 al 2007. C'è uno spazio già pronto per la prossima monoposto campione del mondo e spero davvero che si riempa in fretta. Il prossimo anno cambia tutto, quindi sarà una tombola capire chi avrà la meglio. Si inizierà a capire qualcosa solo dopo due o tre Gran Premi, non prima. Ci saranno sicuramente sorprese non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma anche per quanto riguarda l'affidabilità dei motori che arriveranno in gara con dei collaudi minimi. Speriamo che la lunga esperienza di Ferrari in Formula 1 dia i risultati che cerchiamo. Come sempre però è il podio che conta, così come i punti che si conquistano. Del resto siamo convinti che – e questa è una particolarità per cui la Ferrari è molto apprezzata – essere nelle corse solo quando si vince è troppo facile, bisogna saperci essere anche quando si perde per cercare di tornare a vincere. Questo è lo spirito con cui parteciperemo anche al prossimo Mondiale». 

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