Automoto.it per KIA Italia

Il design di Kia XCeed, secondo Renato Montagner [Video]

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I SUV-coupé sono come le sneakers? Sì, secondo Renato Montagner, art director di Dainese, almeno nel caso di KIA XCeed. Dinamicità, contemporaneità, stile senza formalità: è questo che il designer e fondatore di Change Design vede nelle linee del crossover coreano. L’abbiamo incontrato a Milano per discuterne assieme

Esiste un brand che più di ogni altro è stato in grado di evolvere, negli ultimi anni e il suo nome è Kia. Quanto è cambiata dal suo sbarco sul mercato italiano? Quanto ha saputo innovare, senza perdere le sue radici? Il risultato è un progresso che sembra non avere limiti, una continua ridefinizione dei propri standard, tanto dal punto di vista qualitativo, quanto dal punto di vista dell’offerta, sia sul fronte della tecnologia, che su quello del design. Un’evoluzione che ha portato a modelli dalla fortissima personalità, come Sportage o come la nuova XCeed: un crossover in grado come nessun altro di unire versatilità e sportività in un solo prodotto.

Prendete i motori, tanto per cominciare. Tutti turbo, con tanta potenza, consumi contenuti, e basso impatto ambientale. Qualunque sia il vostro focus, Kia ha una soluzione per voi. Tre, innanzitutto, i propulsori a benzina, rispettivamente da 1.0, 1.4 e 1.6 litri con potenze da 120 a oltre 200 CV. Ma ci sono anche due diesel! Un 1.6 litri disponibile in due varianti: da 115 e 136 CV. E l’ibrido? Il 2020 presto alle porte significherà mild hybrid e plug in hybrid per questa XCeed. Si tratta di un’offerta completa per un crossover che ha nell’ambito urbano una chiara destinazione di utilizzo, grazie (anche) a una maneggevolezza da riferimento. Un aspetto, quest’ultimo, a cui se ne aggiungo altri che fanno di XCeed non soltanto un veicolo contemporaneo, ma anche e soprattutto un’auto capace di ospitare soluzioni di livello superiore. Ne sono un esempio chiaro le sospensioni, per le quali su XCeed è stata sviluppata una nuova tecnologia all'avantreno. Come si declina nell'utilizzo quotidiano? C'è un controllo più marcato nei movimenti verticali, e le oscillazioni, se non del tutto cancellate, sono quantomeno più omogenee e progressive, grazie a un migliore assorbimento dell’energia.

Ma è il design l’elemento che più di ogni altro contraddistingue la nuova XCeed. Un lavoro, quello dei progettisti della casa coreana, che ha saputo dare forma a un’auto dall’aspetto super dinamico, senza con ciò sacrificare lo spazio a bordo, in un riuscitissimo “cocktial” di emozione e razionalità. Per capire meglio come sia stato possibile arrivare a questo risultato, abbiamo scelto di osservare la nuova XCeed insieme a chi del design nutre costantemente la propria vita: Renato Montagner, art director di Dainese e fondatore di Change Design.

Renato, quali elementi delle metropoli coreane ritrovi nella Kia XCeed?

«Sicuramente è un concetto molto internazionale dal punto di vista del design. Seoul, dove ho passato molto tempo, rappresenta bene questo mix di culture e di influenze. E’ un design molto contemporaneo, nelle linee, nelle forme, nei rapporti tra i materiali. Trovo che questa nuova direzione, in cui il linguaggio della tecnologia, il linguaggio dell’automotive, il linguaggio dello sport, creano un’estetica assolutamente unica. Devo dire che meglio di Seoul e del design che ho visto in Corea non ci sono tanti esempi in questo momento che riescono a catalizzare tutti questi linguaggi. I coreani sono il centro tra Est e Ovest, tra modernità e tradizione e credo che Kia sia in questo momento un leader in questo nuovo linguaggio del design».

Cosa ti colpisce di più in questo modello?

«Il gruppo ottico ha sicuramente una dinamicità che è molto interessante, mi sembra che soprattutto in questo modello si integri molto bene, dando continuità alla calandra. In generale, le proporzioni sono filanti ma anche rassicuranti da un certo punto di vista. Sono delle proporzioni ben bilanciate. Il volume e l’altezza comunque non la rendono pesante, ma molto agile. Questo è un po’ un filo conduttore che si trova anche nelle linee posteriori. Molti elementi, che sono comunque comuni nel design attuale dell’automobile, hanno qui un’interpretazione molto giovane, molto contemporanea. Che parla il linguaggio dell’automotive, ma ha anche dei “link” con la tecnologia ed anche lo sport».

Cosa ti piace di più degli interni?

«Devo dire che la percezione degli interni è molto ricca. Piccoli dettagli, piccole finiture, i rapporti, gli angoli sono molto simili al design della calandra esterna, quindi c’è proprio un linguaggio che è molto maturo ed autentico da parte di Kia, da architetto sono rimasto molto impressionato».

Negli ultimi anni i designer stanno coniugando il design delle coupé con le linee dei SUV. Cosa ne pensi di questa categoria di vetture a cui appartiene anche la Kia XCeed?

«Mi viene da paragonare questa contaminazione alle sneakers: si parte da un’idea come quella del SUV come veicolo che negli anni ‘90 ha delle “utility”, che però viene ammorbidita e dà vita ad un linguaggio di design assolutamente nuovo, trasversale, che va al di là dell’utilizzo originale. Allo stesso modo usiamo le sneakers tutti i giorni e le scegliamo per l’emozione e per l’estetica, al di là della funzione. Credo che questo tipo di design ed in particolare quello realizzato da Kia vada proprio in questa direzione. Questi SUV-coupé sono un “corpo” in forma, atletico, vi si ritrova il concetto del wellness. Come le sneakers, questa automobile esprime un messaggio di dinamicità, di flessibilità, di potenzialità di utilizzo in diverse situazioni».

Potete ascoltare l’intervista completa nel video che trovate in testa all’articolo.

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