La Cina ha pronto il pick-up che fa tremare tutti, e nessuno se lo aspettava

La Cina ha pronto il pick-up che fa tremare tutti, e nessuno se lo aspettava
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Un telaio a longheroni, un cuore ibrido alla spina e un diesel che non vuole sparire: il debutto è fissato e i rivali sono già avvisati
19 giugno 2026

Quando un costruttore svela le prime foto ufficiali di un veicolo prima ancora di parlarne nei dettagli, di solito significa che ha le idee molto chiare. È quello che sta accadendo con il Chery Stockman, il nuovo pick-up di taglia media che il marchio cinese ha appena mostrato al mondo e che promette di scompaginare gli equilibri di un segmento finora dominato da pochi protagonisti.

La mossa non arriva a caso. Chery ha già fatto le prove generali con il Rely R08 Pro, lanciato all'inizio dell'anno, e nel frattempo i numeri interni continuano a sorridere: a maggio 2026 il marchio ha piazzato sul mercato domestico 31.738 unità, con una crescita del 4% rispetto al mese precedente. Insomma, lo Stockman nasce su basi solide, e l'obiettivo dichiarato è chiaro fin da subito: i mercati internazionali, con la prevendita e i primi export fissati per l'ultimo trimestre del 2026.

Chery Stockman
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Un diesel che sposa accanto al motore elettrico

Qui sta la parte più interessante, e anche la più spiazzante. Mentre buona parte del mondo dell'auto sembra correre verispo l'elettrico puro, Chery fa una scelta controcorrente e tiene ben stretto il gasolio. Il cuore dello Stockman è infatti un sistema plug-in hybrid di tipo serie-parallelo, costruito attorno a un diesel 2.5 litri biturbo capace di erogare 210 kW (282 cavalli) e ben 650 Nm di coppia.

Il dato che fa alzare il sopracciglio è un altro: questo propulsore raggiunge un'efficienza termica del 47 per cento, una cifra da primato per un motore destinato a un veicolo da lavoro. Abbinato a un pacco batterie collocato nella zona posteriore, il sistema garantisce fino a 170 km di autonomia in modalità elettrica, sufficienti a coprire la stragrande maggioranza degli spostamenti quotidiani senza accendere il diesel.

Per chi storce il naso davanti all'ibrido, Chery ha pensato anche a una versione con solo motore termico, pensata per quei mercati e quei budget di acquisto che preferiscono soluzioni più tradizionali.

Tre differenziali bloccabili e numeri da vero mezzo da lavoro

Lo Stockman non vuole essere un giocattolo tecnologico. La dotazione meccanica parla la lingua del fuoristrada serio: c'è un riduttore con marce ridotte e soprattutto tre differenziali autobloccanti indipendenti, piazzati su asse anteriore, centrale e posteriore. Una configurazione che pochissimi rivali possono vantare e che racconta molto delle ambizioni del progetto.

I numeri completano il quadro. Il carico utile dichiarato è di 1.000 kg, mentre la capacità di traino frenata arriva a 3.500 kg, valori perfettamente in linea con gli standard del segmento. Il tutto poggia su una architettura Kaitan dedicata, con un cassone rialzato rispetto al telaio per ridurre l'ingombro all'interno dei passaruota e massimizzare lo spazio di carico.

Chery Stockman
Chery Stockman Chery

Fuori muscoli, dentro comfort

Con i suoi 5.450 mm di lunghezza, 1.920 mm di larghezza e 1.925 mm di altezza, lo Stockman ha la presenza fisica che ci si aspetta da un mezzo di questa categoria. Il design gioca su una calandra orizzontale ampia, fari LED circolari e parafanghi allargati squadrati, per una faccia che non passa inosservata. La carrozzeria è una classica doppia cabina a quattro porte.

L'interno, però, abbandona la logica spartana dei pick-up di una volta. A bordo si trovano un doppio schermo sospeso per l'infotainment, volante rivestito in pelle e selettore del cambio elettronico. Non mancano comfort solitamente riservati ad altri segmenti, come tetto panoramico, sedili riscaldati e climatizzatore automatico.

Abitacolo Chery Stockman
Abitacolo Chery Stockman Chery

Una sfida lanciata in mare aperto

La strategia di Chery è limpida. Lo Stockman punta dritto alla Great Wall Motor Cannon, finora regina indiscussa dell'export di pick-up cinesi, ma deve guardarsi anche da un avversario in arrivo: la BYD, che sta ancora collaudando il suo pick-up in vista del debutto domestico e che con la Shark ha già fatto capire quanto i costruttori occidentali considerino queste nuove piattaforme plug-in dei mezzi profondamente diversi da tutto ciò a cui erano abituati.

Lo Stockman si rivolgerà prima di tutto agli acquirenti d'oltremare, in un contesto in cui le esportazioni cinesi di pick-up hanno ormai superato il 50 per cento della produzione di segmento. Un dato che spiega bene perché Pechino abbia deciso di puntare così forte su questo tipo di veicolo. E lo Stockman, con quel suo mix inatteso di diesel, batterie e meccanica da scalatore, sembra avere tutte le carte in regola per dire la sua.

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