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C'è un numero, nascosto a pagina otto dell'ultimo focus Istat sulle percorrenze dei veicoli stradali, che vale da solo tutto il rapporto: 12.159. Sono i chilometri che un'auto elettrica italiana ha percorso in media nel 2023. Nello stesso anno, un'auto a benzina si è fermata a 7.662.
Quasi cinquemila chilometri di differenza. A favore della vettura che, secondo il senso comune, "serve solo per fare la spesa".
Il ribaltamento è totale. Se mettiamo in fila le alimentazioni per chilometri medi annui, la benzina finisce ultima, staccata da tutti. Davanti a lei ci sono il gasolio (13.383 km), gli ibridi (13.049), il metano (12.727), il GPL (12.304) e appunto l'elettrico.
La spiegazione è meno ideologica di quanto si pensi e riguarda l'età del parco circolante. Le elettriche e le ibride sono flotte giovani, comprate da chi macina strada e spesso immatricolate da aziende. Le benzina, invece, sono il grande serbatoio delle seconde auto, delle utilitarie di quartiere, delle vetture ereditate e tenute in garage. Non è la tecnologia a decidere quanti chilometri si fanno, è chi sta al volante e perché.
Un dato per capirlo meglio: una Euro 6 a benzina o diesel percorre in media 13.288 km l'anno, una Euro 2 appena 5.677. Meno della metà. E un'auto con più di vent'anni si ferma a 5.962 km, contro i 13.562 di una con meno di cinque anni. Le auto vecchie inquinano di più a ogni chilometro, ma di chilometri ne fanno pochissimi.
Il secondo colpo di scena del report riguarda le dimensioni reali del parco italiano. Sulla carta, al 31 dicembre 2023, in Italia risultano iscritti al PRA 54,3 milioni di veicoli. Sulle strade, però, ne circolano 44,7 milioni.
Mancano all'appello 9,6 milioni di mezzi, il 17,8% del totale. Sono veicoli senza un giorno di assicurazione attiva e senza una revisione valida: fantasmi amministrativi. Quasi la metà ha almeno trent'anni dall'immatricolazione, un altro 30,7% ne ha tra venti e ventinove.
Il caso limite sono le due ruote: un motociclo su tre risulta immobile. Ma colpiscono anche i veicoli commerciali pesanti, fermi nel 31,8% dei casi, e gli autocaravan, dove il 77,6% dei non circolanti ha superato i trent'anni.
Morale: quando si legge che l'Italia ha "il parco auto più vecchio d'Europa", il quadro va corretto. Una fetta consistente di quel parco non esiste su strada, esiste solo in un archivio.
Il terzo dato curioso è geografico, e sembra un errore di battitura. Il tasso di motorizzazione italiano è di 594 auto ogni mille abitanti, in linea con la media europea (570) e vicino alla Germania (588).
In Valle d'Aosta siamo a 1.786. Tre volte tanto. Nella provincia di Trento a 1.213.
Non è che i valdostani abbiano due macchine a testa. È l'effetto delle immatricolazioni aziendali: società nazionali registrano lì le flotte destinate a leasing e noleggio a lungo termine, che poi vengono distribuite in tutta Italia. Stesso meccanismo dietro un'altra classifica apparentemente assurda, quella delle percorrenze medie più alte, guidata proprio da Aosta e Trento, dove circolano tante vetture nuove targate in loco ma usate altrove.
All'estremo opposto c'è la Liguria, con 9.262 km medi, e in particolare Imperia, che con 8.840 km è la provincia italiana in cui si guida di meno. Curioso per una regione stretta tra mare e montagna, dove teoricamente si dovrebbe usare l'auto per tutto.
Il totale complessivo fa impressione: 471,6 miliardi di veicoli chilometro percorsi nel 2023, il 10% in più rispetto al 2021. Di questi, l'80,8% arriva dalle auto private.
Ma la distribuzione interna è tutt'altro che uniforme. Le auto con meno di cinque anni sono solo un quinto del circolante e generano un quarto dei chilometri totali. Quelle con più di vent'anni sono il 13% e ne producono appena il 7,3%.
Sui mezzi pesanti il divario diventa quasi grottesco: un trattore stradale Euro 6 percorre oltre 90.000 km l'anno, uno Euro 2 non arriva a un quinto di quella cifra.
A livello territoriale comanda la Lombardia, con quasi 61 miliardi di chilometri, il 16% del totale nazionale. Tra le province la prima è Roma con 26,7 miliardi, poi Milano (16,7), Napoli (13,9) e Torino (13,4).
Che il modo in cui raccontiamo il parco auto italiano è sfasato rispetto ai fatti. Continuiamo a discutere di quante auto elettriche si vendono, mentre il dato interessante è che chi le ha già le usa tanto, più di chi guida una benzina. Continuiamo a contare 54 milioni di veicoli, mentre dieci milioni sono carcasse burocratiche. E continuiamo a puntare il dito sull'età media del circolante, 11,8 anni, senza notare che le auto più vecchie sono anche quelle che si muovono di meno.
I numeri ci sono tutti. Bisogna solo leggerli nell'ordine giusto.
Ford
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