intervista

Martin Arlt: «La gamma BMW i sarà leader nella mobilità sostenibile»

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Martin Arlt, Responsabile Progetto BMW i, ci ha spiegato perché la nuova i3 rappresenta molto di più che un semplice nuovo modello elettrico, capace di inaugurare nuovi orizzonti per la Casa di Monaco

Martin Arlt: «La gamma BMW i sarà leader nella mobilità sostenibile»

La nuova BMW i3 non è solamente una nuova e per molti aspetti innovativa auto elettrica. Disponibile anche in una meno limitante versione extended range, la i3 è molto di più di un nuovo modello che va allargare la gamma del costruttore tedesco.

 

Grazie a numerose soluzioni tecniche all'avanguardia, che riguardano non solo il prodotto in sé, ma anche il processo produttivo e i servizi offerti al cliente dopo l'acquisto, quest'auto apre un nuovo orizzonte all'interno della Casa di Monaco, utile per sviluppare anche i futuri modelli più tradzionali della gamma dell'Elica.

 

Dell'importanza di questo complesso progetto, pensato per portare ad un nuovo livello di sviluppo il cammino della mobilità sostenibile nei grandi agglomerati urbani, ne abbiamo parlato con Martin Arlt, Responsabile Progetto BMW i.

 

Quando è iniziato il progetto BMW i e quali erano i suoi obiettivi?

«Nel 2007 abbiamo iniziato a pensare ad una nuova macchina elettrica senza guardare a quello che BMW aveva fatto in passato. Abbiamo iniziato a pensare alle possibili tecnologie da applicare, ai potenziali clienti, ma anche a rendere sostenibile la costruzione di automobili. Non volevamo semplicemente costruire un nuovo modello o un prodotto, ma il nostro obiettivo era quello di trovare una risposta complessiva per la mobilità del domani. Quando abbiamo deciso di lanciare la nostra strategia abbiamo pensato che avremmo voluto diventare i primi nei prodotti premium ed i servizi per la mobilità individuale».

bmw i3 (1)
La nuova BMW i3 adotta un design futurustico, che tiene conto però degli stilimi tipici di Casa BMW

 

Perché dite che la i3 non è soltanto un nuovo modello elettrico ma qualcosa di più?

«Nel febbraio 2011 abbiamo lanciato la nuova linea BMW i senza presentare subito un nuovo veicolo ma con altri presupposti. Questo perché volevamo proporre una mobilità visionaria, volevamo essere il produttore numero 1 nel campo della mobilità sostenibile. La i3 è molto di più che un nuovo modello perché attorno abbiamo creato una rete servizi per il cliente dopo l'acquisto (per esempio la possibilità di acquistare energia elettrica prodotta da BMW, ndr), secondo noi fondamentali per lo sviluppo dell'elettrombilità. Con la linea i abbiamo creato qualcosa di più che dei semplici modelli. Abbiamo inaugurato un processo di cambiamento interno, un'operazione difficile quando il successo arriva già in altri segmenti. Del resto, è sempre difficile mettersi in discussione. Tutte le tecnologie che abbiamo sviluppato sulla gamma i infatti verranno portate anche sui veicoli tradizionali, a partire dai motori elettrici per recuperare energia ed abbattere emissioni». 

Volevamo proporre una mobilità visionaria, volevamo essere il produttore numero 1 nel campo della mobilità sostenibile

 

Prima di iniziare a progettare però avete svolto un fondamentale lavoro di analisi della società e dell'ambiente. Di che si tratta?

«All'inizio ci siamo occupati di definire quali fossero i megatrend, ovvero quei fenomeni  duraturi, che cambiano le società e che durano più di 50 anni. Dal 2010 abbiamo notato che ci sono più persone che vivono nella città che in campagna e a nostro parere entro il 2070 più del 70% della popolazione vivrà in città. Questa tendenza implica quindi il fatto di dover prendere in considerazione il rischio dell'aumento delle emissioni nocive, ma anche i problemi legati alla ricerca di parcheggio. L'altro megatrend che abbiamo individuato è la sostenibilità non solo per quanto riguarda l'economia ma anche l'ecologia. Molti settori, come il tessile o l'alimentare si sono già occupati di queste tendenze ed hanno controllato la loro catena di produzione. Siamo convinti che la sostenibilità sarà presto parte integrante anche di tutti i prodotti premium sviluppati nel mondo dell'automobile. Abbiamo imparato molto da questi studi, che ci hanno anche confermato che in città mediamente non si percorrono mai più di 50/60 km al giorno.»

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Primi di iniziare la progettazione BMW ha analizzato l'evoluzione della società e le abitudini della popolazione residente nelle grandi aree urbane

 

In che modo i dati raccolti hanno influenzato la nascita della gamma BMW i?

«Siamo andati nelle città, abbiamo parlato con i sindaci, con i giovani e abbiamo analizzando i megatrends. Abbiamo quindi capito che l'auto del futuro deve essere prima di tutto un piacevole luogo dove vivere, in particolare nelle grandi città. Inoltre abbiamo capito che sarebbe stato fondamentale offrire la possibilità di portare il proprio mondo dalla casa dove si vive quotidianamente fin dentro l'auto. Per essere un luogo piacevole dove trascorrere del tempo un'auto deve essere in grado di comunicare con altri veicoli e l'ambiente circostante, ma allo stesso tempo anche  passeggeri che vi si trovano a bordo devono essere connessi con gli altri e con l'ambiente esterno».

Il design è importante che realizzi quella che noi definiamo “la gioia al volante 2.0”, che resta un valore fondamentale

 

La BMW i3 colpisce subito per un design molto sofisticato. Cosa vuole trasmettere? 

«Il design è importante che realizzi quella che noi definiamo “la gioia al volante 2.0”, che resta un valore fondamentale. Per realizzare la nuova BMW i3 siamo partiti da un foglio di carta bianco, un sogno per ogni creativo anche in un settore come il nostro dove si crede di aver già sperimentato tutto. A livello di design abbiamo fatto una cosa unica nel suo genere perché abbiamo ripreso i valori storici del marchio BMW ma li rende più vicini al futuro. Abbiamo tenuto conto dei megatrends ed del design urban living style. È nato così un qualcosa che soltanto 10 o 15 anni fa sarebbe stato inimmaginabile. Per fare degli esempi sulla i3 troviamo il doppio rene, anche se la griglia appare chiusa perché non serve un flusso d'aria per il raffreddamento, mentre i fari anteriori a forma di U suggeriscono l'idea di apertura verso il futuro». 

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La i3 rivoluziona il processo produttivo, utilizzando materiali riciclati e rinnovabili, provenienti dalla natura

 

Perché dite che anche il deisgn tiene conto dell'ecocompatibilità?

«A livello di materiali la i3 è qualcosa di assolutamente innovativo perché molti di quelli utilizzati sono rinnovabili. A bordo vediamo inoltre molti materiali riciclati e sempre più prodotti naturali. In questo modo abbiamo dimostrato che anche nell'auto la combinazione tra sostenibilità e premium esiste. Per questo abbiamo abbinato carbonio, con pelle, legno o stoffa che derivano dal riciclaggio».

«Abbiamo deciso di puntare su alcuni stilemi del passato».

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