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Rolls-Royce e laghi svizzeri: connubio esclusivo

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Abbiamo guidato la Ghost II e la Wraith, conoscendo tutti i dettagli delle auto più esclusive del pianeta

Rolls-Royce e laghi svizzeri: connubio esclusivo

Parlare di Rolls-Royce implica sempre il pensare a concetti di esclusività a 360° e non solo per quanto riguardi la tecnologia con dotazione di primissimo ordine, o l’elevata prestazione automobilistica “senza sforzo”, combinate all’usuale lusso garantito dai modelli in gamma per la casa britannica.

 

In assenza di vere e proprie novità di prodotto per la stagione 2015 e in attesa della nuova Dawn, che debutterà nel 2016 sul mercato, gli uomini di Goodwood hanno ben pensato di dare supporto alle proprie filiali locali più attive, come quella di Ginevra, capaci di proporre iniziative utili a far vivere il marchio più attivamente sul territorio. Ne abbiamo seguita una proprio in questi giorni, in quel di Lugano, tanto gradevole quanto elitaria per ambientazione e per vetture. 

Esperienza dedicata

La settimana sinora più calda dell’anno vede sul lago di Lugano un’opportunità targata Rolls-Royce Motor Car Geneva e Villa Principe Leopoldo. Lo storico marchio fondato nel West Sussex centoundici anni orsono e la rinnovata catena alberghiera svizzera Ticino Hotels Group, hanno unito le forze, o meglio le rispettive pregiate dotazioni, per un evento a tutto lusso. 


Nella seconda settimana di luglio è così data la possibilità a un pubblico selezionato e stampa, di effettuare dei test drive sui modelli Ghost II e Wraith nella prestigiosa cornice di questa storica residenza principesca, che domina il lago di Lugano da quella che viene chiamata collina d’oro. 

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La splendida vista sul lago di Lugano, dove si è svolto il nostro test drive

Guida “effortless”: Wraith e Ghost II

Anche sotto l’aspetto automobilistico, è questa un’ambientazione adeguata per testare i due modelli Rolls-Royce più recenti, icone dell’eccellenza britannica adatte per sfilare nel traffico come in riva a un lago. Il piatto forte dell’esperienza svizzera è quindi quello british: assaggiare, da passeggero e guidatore, due auto lussuosissime che non tutti possono conoscere intimamente. Pur facendo l’azienda oggi parte del gruppo BMW con quel che ne consegue, l’impatto diretto con le vetture inonda sempre chi si avvicini dello stile tipico della storica casa fondata da Sir Henry Royce e Charles Stewart Rolls. Dal Goodwood Plant sono impartite ancora direttive nette circa l’immagine ma soprattutto le sensazioni che devono dare le auto dotate di Spirit of Ecstasy (la classica statuetta) sul proprio cofano. 


La persona migliore per farci conoscere bene e rapidamente una Rolls-Royce mentre si è a bordo, è Andy McKenna, esperto capo nonché formatore dei driver ufficiali della Casa, basati rigorosamente in quel di Goodwood. Preparati a fondo e allenati, questi uomini girano il mondo con a bordo i più blasonati e potenti VIP, conducendo “pezzi” di valore incredibile, divertendosi pure a farlo, normalmente senza patemi nonostante la responsabilità. Sono tutti britannici, con la sola presenza di un nostro “connazionale per metà” (uno dei genitori proviene dall’Italia). 


Se la Wraith si presta a una qualche limitata ma possibile similitudine con un’auto “normale”, visto le due sole porte con dedizione progettuale al conducente, è la più recente Ghost II che incarna meglio il concetto Rolls-Royce di auto capace di trasportare, coccolandoli e tutelandoli, i propri passeggeri. Imponenza di misure ma ordine e pulizia di linee nonostante i volumi (5,4 metri in lunghezza) è quanto traspare esteriormente, da ogni angolazione. Le caratteristiche di maggior rilievo sono però quelle che si percepiscono dentro, specialmente in movimento. 

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Il posto privilegiato di una Rolls, quello del passeggero

Protocollo di bordo

Prima di tutto occorre ricordare la disposizione usata per le persone in auto, che vede in fianco al conducente chi si occupa di sicurezza, con dietro a se il “boss”, alla sinistra del quale possono esserci degli accompagnatori. I comandi disponibili per chi siede nella posizione privilegiata, permettono di variare anche la seduta del bodyguard posto di fronte, al fine di migliorare il proprio spazio, comunque sempre abbondante. Le solidissime portiere (dotate di ombrello estraibile, pronto all’uso) si aprono controvento sulla Wraith e ad anta di armadio sulla Ghost II, per facilitare la seduta posteriore, con automatismo elettrico al fine di evitare sforzi e scuotimenti superflui. 


Proprio a partire dalle portiere, comode e assistite, si estende poi su tutta la vettura il medesimo concetto: fornire il massimo possibile ma con indicazioni e comandi al minimo necessario e soprattutto nessuna complicazione. Non sfama certo il target esageratamente interessato a sapere tutto di cosa vi sia sotto un cofano, o dietro una plancia, Rolls-Royce, ma fornisce ciò che serve sapere essenzialmente per arrivare a destinazione, il resto è solo rilassata guida in sicurezza. 

A partire dalle portiere, comode e assistite, si estende su tutta la vettura il medesimo concetto: fornire il massimo possibile ma con indicazioni e comandi al minimo necessario e soprattutto nessuna complicazione

 

Materiali pregiatissimi ovunque, sistemi assistenza di frontiera per conducente e passeggeri, dotazioni fuori dal comune pronte, eppure il primo impatto appena chiuse le silenziose portiere è molto lussuoso ma più semplice rispetto ad altre auto, poco più che ordinarie: un ampio volante con valori base sott’occhio alla guida, sufficiente controllo d’informazioni per chi siede da passeggero anteriore e massima libertà di relax, o conversazione, riservata posteriormente. Includono tutto i modelli moderni della Casa, lontani anni luce da certe Rolls-Royce del passato, con cui pur condividono ancora molto nelle idee di base e nel classico pomellino di regolazione bocchette. 


Tutto il superfluo o l’elitario, se vogliamo definirlo così, è disponibile certo, con tanto di Head-up display e monitor multifunzione con tavolini estraibili al posteriore, ma non viene esibito o imposto da subito. Nel noioso traffico cittadino francamente, se si è soli sono ben gradite le moderne funzioni dei sistemi elettronici a bordo, tra le quali abbiamo sperimentato la navigazione, l’applicazione Office, l’estesa informativa con spiegazioni audio e video di tutta la vettura e l’efficientissimo lettore multimediale, collegandolo al nostro Smartphone. 

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L'apertura controvento delle portiere della Wraith, definita dalla Casa britannica la Rolls più sportiva di sempre

Al volante di una Rolls

Dopo aver saggiato la morbida e silenziosa accoglienza di un posto da passeggero, comunque relazionata al modo di guidare del conducente, con il posteriore veramente capace di dare la sensazione di essere su un divano, o anche meglio (osservando privi di vibrazioni il cielo da un tetto panoramico, piuttosto che il piano costellato da fibre ottiche luminose sulla Wraith), quando il buon Andy ci passa il volante della Ghost II non ci mettiamo molto per cominciare a stimolarlo criticando, pur blandamente, la sua amata vettura. Soprattutto in termini di prestazione pura e feeling diretto di guida, avendo sotto il cofano un dodici cilindri da 563 cavalli e ruote da 21’’ con sospensioni adattive a fare da collegamento con il manto stradale. La prima e poi costante parola che ci ripeterà per tutto il tragitto è: “effortless”.

 

In sostanza l’attività semplice priva di sforzi è una connotazione applicabile un po’ a tutto quanto riguardi la guida sulle Rolls-Royce moderne. A partire dal cruscotto, che nella sua ampia analogica, pur supportata da infiniti parametri visualizzabili su Head-up display o console, esibisce solo velocità, livello carburante (più temperatura liquido sulla Wraith) e percentuale potenza residua. Già, la percentuale che oscilla in bella evidenza non è di consumo, o di energia elettrica come per le molte ibride moderne, ma proprio di riserva potenza disponibile sotto il piede (come per gli aeromobili, settore che Rolls-Royce ben conosce). 

La percentuale che oscilla in bella evidenza non è di consumo, o di energia elettrica come per le molte ibride moderne, ma proprio di riserva potenza disponibile sotto il piede

 

Al proposito Andy ci ricorda di come sia giusto per questo target guidare concentrandosi esclusivamente sulla vettura e quel che si trova intorno alla stessa, nessun altro parametro che necessiti, salvo sapere quanta potenza hai da usare oltre a quanto stai già facendo, qualora serva. Poiché a velocità da codice autostradale ne abbiamo quasi il 90%, allora usiamola, scoprendo che il V12 spinge molto gradualmente, apparentemente meno di quanto potrebbe, per il piacere dei passeggeri. Anche in questo caso, cercando un selettore di guida generale, o almeno di sola mappatura, piuttosto che per cambio o sospensioni, ecco il medesimo ritornello di Goodwood: «Lascia stare, non siamo su una sportiva, devi solo guidare e attendere le reazioni della macchina, senza sforzi: vai più forte e la risposta di cambio e motore diverrà più diretta». 

 

Così è, in effetti, diamo sprint senza limitarci alla Ghost II e con giusta dose di sensibilità di guida e perizia, la si può condurre anche molto forte, senza nessuna sbavatura. Il grande volante rimane ancora abbastanza morbido ma sincero, come l’equilibrio delle sospensioni via via più toniche nella risposta, insieme al cambio. Tra le altre cose, se nelle manovre strette si gode di una precisissima visualizzazione con supporto dalle molteplici videocamere, in aiuto alla guida dinamica è presente il sistema integrato con GPS che conoscendo posizione e velocità, aiuta la trasmissione a otto rapporti nell’usare quello più adeguato. 

Rolls, oggi come allora

Scendendo a fine guida, con rimpianto più per la poderosa coupé Wraith che per la classica Ghost II, sovviene quanto sia lontana quella Silver Shadow II del 1978 che con ansia era stata lasciata brevemente e abusivamente provare, da ragazzetto: solo muoverne la leva del cambio incuteva timore. Oggi quasi chiunque sappia guidare, dopo un’infarinatura e pochi chilometri, può condurre raggiungendo un discreto livello di feeling e quindi sicurezza anche un’imponente ed esagerata Rolls-Royce contemporanea. Banalmente: “effortless is very good”, per tutti ma soprattutto per la sicurezza, realmente molto elevata. Servono solo gli usuali oltre duecentocinquantamila, euro, per l’acquisto di simili gioielli. 

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