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Audi R8 V10 plus Coupé: regina estiva delle alpi

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Esperienza di guida prelibata con la nuova Audi R8 V10 plus Coupé, tra valli e monti a cavallo d’Italia e Austria. La supercar integrale tedesca sbalordisce sulle tortuose e ripide strade dei passi alpini per facilità di guida, comodità e soprattutto sicurezza

Audi R8 V10 plus Coupé: regina estiva delle alpi

Provare un’auto da sogno come la nuova Audi R8 V10 Plus, fresca di titolo World Performance Car 2016, in luoghi di elevato valore naturalistico come quelli tra il Trentino e l’Austria, nel Tirolo è un’esperienza di quelle certamente definibili a cinque stelle, per contenuti e anche forma. Almeno come ha proposto Audi, che vanta un prodotto automobilistico premium, la propria prestante e raffinatissima supersportiva due posti, trazione integrale e motore V10 da 610 CV, da portare in location alpine dove lo stesso marchio tedesco ha spunti d’interesse e coinvolgimento per varie attività extra-settore, meritevoli, come sono: la Coppa del Mondo di sci, l’Audi quattro Ski Cup (gare amatoriali con stessa atmosfera del circus iridato) Mountain Golf Safari (circuito golfistico itinerante) e lo Chic Nic (rivisitazioni dei sapori locali a cura di rinomati chef). È un matrimonio da favola, in quanto a sensazioni, quello proposto dal costruttore dei quattro anelli, tra bellezze d’alta montagna di cinque nazioni (il progetto riguarda Austria, Francia, Germania, Italia e Svizzera) e molte attività da combinare alla driving experience, sempre presente. A noi, la possibilità di condurre la nuova Audi R8 V10 plus da Madonna di Campiglio a St. Anton am Arlberg, passando per sette passi dolomitici, nove valli e tre parchi naturali: oltre 585 chilometri in condizioni non sempre facili, causa pioggia e temperature spesso sotto i dieci gradi. A dispetto dell’anima pistaiola di R8, in montagna le sensazioni al volante sono di quelle ugualmente impagabili per chi ami la guida di auto altamente sportive e magari anche la natura, con le sue prelibatezze paesaggistiche e gastronomiche. Soprattutto grazie alle doti più gentili e modernamente rispettose della coupé tedesca, la comunione di luoghi e auto sportive è perfetta grazie a un feeling tanto prestante quanto educato e mai affaticante per chi sia a bordo, senza essere veri piloti.

Al volante della R8 V10 Plus

Al debutto nel secondo semestre 2015, la supercar tedesca l’avevamo già conosciuta per i dettagli progettuali e tecnici, tra cui spiccano esteriormente grandi prese d’aria e vari elementi in carbonio (come i retrovisori e un vistoso alettone) a richiamo di quello usato parecchio sotto il vestito, oltre il poderoso motore dieci cilindri 5.2 a V con 449 kW di potenza, visibile in trasparenza e capace portare la nuova R8 (serie 4S) da 0-100 Km/h in 3,2 secondi e a velocità massima 330 Km/h: l’Audi più veloce, sportiva (e modernamente bella) di tutti i tempi. L’avevamo anche provata a fondo in pista, più di una volta, ma l’uso che più spesso se ne fa, è quello di percorsi stradali, magari meritevoli come quelli del nostro itinerario montano, potendo. Ecco che allora la R8 V10 plus, versione di punta della gamma, si rivela non solo supercar da urlo in quanto a prestazioni, ma davvero super confortevole e super sicura, rispetto ai freddi numeri esibiti sulla carta, o le esasperate performance a pieno gas in circuito. Condurla sulle strade trentine prima e tirolesi poi, fa scoprire come siano davvero risultati eccellenti quelli ottenuti in termini di equilibrio dagli uomini di Ingolstadt, per la loro due posti da quasi duecentomila euro. Tra le vetture del pregiato segmento che abbiamo provato di recente, alcune molto simili per scheda tecnica, la nuova R8 V10 spicca già da ferma grazie a una certa ariosità dell’abitacolo, abbinata a una razionale eleganza e soprattutto pulizia dei comandi. È il conducente a trarne beneficio, più che su molte supersportive complicate, ma anche più di alcune auto generaliste meno complesse, però meno ergonomiche. Sedili ampiamente regolabili per accontentare quasi chiunque (occorre sfiorare i due metri per star realmente scomodi) e il cosiddetto Virtual Cockpit Audi che propone sinteticamente lo schermo TFT 12,3 pollici abbinato al compatto volante a smusso multi, o meglio dire omni-funzione: non serve altro a chi guidi.

La R8 V10 plus sale velocissima e bilanciata sui passi alpini
La R8 V10 plus sale velocissima e bilanciata sui passi alpini

In sostanza ogni comando, tecnico o d’intrattenimento, è visualizzato solo fronte conducente, con parecchie opzioni per scelta di evidenziare dati, settaggi o navigazione a proprio piacimento: non occorre mai guardare altrove. A nostro giudizio, se è perfetta l’ergonomia di sedili e comandi, qualche piccola virgola manca verso la perfezione solo pensando ai più alti cui piaccia guidare “sotto”, ma parliamo di virgole davvero, quando certe sportive concorrenti hanno di che “smanettare a destra e manca”, se percorsi o meteo propongono variazioni inattese, facendo abbandonare o volante, o sguardo fronte strada. Che si vada a oltre 200 Km/h in pista o rilassati in città, ogni comando è gestibile con movimento delle sole dita, al volante, sulla R8 V10 plus, senza distrarsi. Volendo sono replicati sui più corposi elementi nel tunnel centrale, ma è questione di gusti. L’ampio display configurabile aiuta in breve a capire come si gestiscono i driving mode, l’infotainment, la navigazione, il cambio e persino il sound motoristico. Alla guida, che ovviamente incita sempre verso la piena sportività più di quanto non faccia “effetto” un partner provocante per giovani carichi di ormoni, quello che sorprende per una sportiva di razza è la sicurezza estrema, unita a un comfort da berlina: nettamente superiore a moltissime coupé di prestazioni e rango vari, non certo superiori, alla nuova R8. Se si pensi a vetture analoghe per cavalleria e declinazione sportiva di solo di qualche anno addietro, ma anche attuali, è difficile immaginare una guida così poco stressante, che lascia sereni al volante senza fatiche o apprensioni, nonostante la spinta sotto il pedale, che è quasi brutale fino ai novemila giri, se la si “lasci” andare liberamente. I fattori di sicurezza raffinati per la trasmissione, le sospensioni e i freni, si sentono anche andando relativamente piano, sui percorsi stradali tortuosi e ricchi d’imprevisti come quelli di montagna. Muoversi lentamente con la R8 V10 plus è facile, per morbidezza di risposta motoristica al pedale, andandoci piano, grazie anche alla trasmissione e del volante: non si fatica mai negli spazi angusti e nemmeno parcheggi, per i quali si toglie una mano dal volante giusto per retromarcia e freno stazionamento. A basse velocità impressionano la precisione di guida e il rombo molto gentile del V10 dietro le spalle, senza alcuno scuotimento “cattivo”, anzi, il driving mode più tranquillo regala morbidi assorbimenti delle sconnessioni stradali. Abbiamo il cosiddetto Torque vectoring completamente variabile, che letto così sembrerebbe qualcosa d’indefinito, ma su una supercar vuole dire guidare sempre bene e in sicurezza: della catena cinematica con nuova trazione quattro fanno parte il cambio a doppia frizione S tronic (sette rapporti, a dir poco fulminei), un differenziale meccanico autobloccante e una nuova frizione a lamelle (regolazione elettroidraulica). La trazione integrale, dotata di raffreddamento attivo, può ripartire la coppia liberamente tra gli assi. La regolazione intelligente avviene senza che ve ne accorgiate, se guidate grossolanamente con soli piedi e mani, ma vi salva la vita e fa divertire ben oltre quanto fareste senza, pensandoci (salvo esser piloti veri, non a parole). È integrata nel sistema Drive Select, con quattro modalità base (Auto, Comfort, Dynamic, Personal) più quella di piena performance che colora di rosso l’indicatore marcia e regala graditi scoppiettamenti allo scarico, voluti e misurati (non certo conseguenti a carburazione di compromesso) in rilascio. In ogni caso anche portando al massimo la reattività e il tono del V10 centrale, insieme ai giri delle cambiate, mai la R8 diviene auto imprevedibile, mai traditrice nemmeno strapazzandola sul bagnato e con dissesti del fondo, questi ultimi assorbiti da ammortizzatori a regolazione elettronica, Audi Magnetic Ride. Dei pregi difficili da comprendere se non provandoli quelli della sicurezza, perché la prestazione velocistica si vede o misura da fuori, come la misura di cerchi (R20) e pneumatici (/30); il feeling diretto ma non affaticante, veloce sempre ma scorbutico mai, la frenata esagerata e la direzionalità impeccabile: quelle no, le misura solo chi guida e scende fresco come un fiorellino di primavera pur dopo aver fatto tornanti a ripetizione, in rapida successione, senza rischiare superamenti di (altissimo) limite della vettura. Cosa impensabile anni addietro e che Audi oggi riesce a fare, regalandoci un’auto velocissima ma che si guida davvero come su un binario che tracciamo noi con il volante. Non da ultimo, pensando (o sognando, purtroppo oggi in Italia) di comprarla, non manca la personalizzazione per la nuova R8: se noi abbiamo gradito le tinte forti del rosso (particolare, quasi arancione) o del giallo, a contrasto con il nero degli interni, disponibili ci sono altri nove colori carrozzeria (abbinabili con sei varianti dei sideblade) e ben ventotto combinazioni di colori per l'abitacolo.

Madonna di Campiglio - Italia

Il rinomato centro nelle dolomiti, che vanta posizione unica tra due catene montuose di differente natura ed età, accoglie l’esperienza di guida Audi con una splendida struttura come quella dell’hotel a cinque stelle Chalet del sogno, culla di piaceri in chiave 100% trentina e ancor più di una valle cui appartiene e soprattutto rispetta, con bio architettura ecologica al 100%. Venire d’estate a Campiglio, ancor più su un’auto d’eccezione come la Audi R8 V10 Plus, regala spazi verdi ottimali per rilassarsi come anche impegnarsi in attività sportive più o meno intense (trekking e bicicletta ad esempio) senza rinunciare a servizi utili e strutture efficienti: non a caso il comune (unico insieme a Pinzolo) ospita da lungo tempo ritiri estivi di squadre calcistiche di serie A, quest’anno la Roma. Dovendo già guidare, non poco, abbiamo vissuto esperienze soprattutto di ambito alimentare, meritevoli, che fanno conoscere prodotti unicamente trentini, magari non troppo noti come alcune carni, pesce (trota), vini o latticini locali di limitata produzione; scoprendo dove e come sono realizzati, provando anche a preparare dei semplici antipasti insieme agli chef del ristorante Due Pini. La R8 però è una sportiva che divora le strade e fa divertire tantissimo al volante, quindi il via mattutino, presto, porta in breve chi ami i motori a dimenticare ristoranti stellati o eventi come Audi quattro Cup, svolta in estate a Campiglio, per guidare la R8 transitando da Dimaro, passo Tonale, quindi le strettissime strade verso i 2652 metri del passo Gavia. Giungendo al rifugio Bonetta, nella nebbia, la R8 ci sconvolge per come riusciamo a condurla su vie molto anguste e ripide, meglio di un’utilitaria perché priva di correzioni da dover fare, nonostante misuri 4,42 per 1,94 metri, fedele ai comandi con raggio sterzata ottimale anche in quest’ambiente. In discesa, dovendosi affidare a frenata e precisione di sterzo, il feeling è il medesimo: aderenza assoluta, direzionalità rapida e fedele, con lievissimo sovrasterzo solo esagerando volutamente, ma spazi arresto minimi grazie ai dischi ceramici. Passiamo così da Santa Caterina Valfurva, Bormio, fino al Passo dello Stelvio, dove tocchiamo il culmine della guida al limite, per quanto ci sia permesso, con grande soddisfazione pur se le velocità sono nettamente inferiori a quelle potenziali, da pista. Qui la R8 V10 Plus fa uscire il suo complesso lato raffinatamente sportivo, con sensazioni, forse anche emozioni, di guida e traiettorie davvero goderecce, rapportabili alle doti uniche della vettura. Per farlo a proprio gusto la modalità Performance comprende tre ulteriori declinazioni: dry, wet e snow. Non ci si ritrova mai dove non si penserebbe grazie ai controlli attivi, semmai si plafona lievemente l’erogazione andando troppo oltre, mai di traverso; e solo con dei veri e propri “numeri” su dei sobbalzi la R8 si muove nervosamente per un istante, forse infastidita ma comunque controllata. Occhi dei passanti spesso addosso, con saluti compiaciuti e quindi la nuova discesa ci porta a Malles e poi San Valentino alla Muta, presso l’agriturismo Greinhof, vera piccola chicca di prodotti biologici tipici fatti come da tradizione, a km. 0, con unicamente materie prime nate intorno alla struttura, oltre i 1500 metri di altitudine. Come unicamente approvati dopo esagerati studi e test sono i sistemi della R8 V10 Plus (molti a controllo elettronico Bosch) che ci accompagnano, non a caso arriviamo qui nel verde passando, brillantemente, sullo sterrato.

St. Anton am Arlberg - Austria

Dopo aver visto il passo Resia con annesso lago e città sommersa, da cui emerge oggi solo il campanile, l’Austria ci propone Landeck e St. Anton, meta prelibata oggi per le grandi ed efficienti strutture dedite allo sport sciistico, ma da sempre anche per la natura, con passaggio di una tra le più antiche ferrovie di montagna, inaugurata dall’imperatore Francesco Giuseppe a fine Ottocento. Qui la R8 è meno rombante e grintosa, perché piove davvero forte e la usiamo comodamente come una vettura normale, in modalità automatica, dove regnano cambiate a bassissimo regime (finché non si prema a fondo, con “salto” verso la Dynamic) su strade più cittadine, per recarci all’Hotel Bergschlossl, altra struttura tipica che sposa l’esperienza guida e sport di Audi. Già perché anche l’Austria fa parte dell’operazione Land of quattro, che propone tante attività legate al mondo dello sci nelle località di montagna che non solo offrono driving experience Audi, ma anche eventi come la Quattro sky cup, aperta a tutti ma organizzata fedelmente come un vero mondiale, con tanto di tappe nazionali e gran finale che quest’anno sarà a Madonna di Campiglio. In Austria la R8 V10 plus, gestibile nelle rapide discese anche grazie alla massa contenuta (1454 Kg a secco) ci accompagna a scoprire luoghi davvero inattesi come Sennhütte, dove troviamo non solo un percorso didattico con quindici tappe sature di fiori ed erbe (circa 1000) da conoscere per qualità e utilizzi, ma anche il più grande fiore di stelle alpine del mondo. Seguendo le indicazioni 3D della navigazione MMI Plus, arriviamo al Top Mountain Motorcycle Museum in cima al passo Rombo, luogo assolutamente da vedere se amiate le moto come il titolare (Attila Scheiber) capace di realizzare ai lati dell’impianto di risalita, due chicche come un tipico ristorante alpino… A tema motociclistico e una collezione di mezzi pregiati (80% di proprietà della famiglia, il più vecchio del 1905) che lasciano a bocca aperta, come potete parzialmente vedere dalle immagini nella nostra gallery. Dopo aver visto tra le altre la moto carrozza di Nanny McPhee (ovvero la tata Emma Thompson) e i celebri anelli Audi presenti su una rara due ruote DKW Auto Union, infreddoliti, ma con 226 litri di volume utile in abitacolo (oltre i 112 del bagagliaio) almeno la giacca non ci manca sulla R8, cominciamo la discesa dai 2474 metri di altezza del museo; pagando un pedaggio (16 euro) che ha senso anche per la bellezza del percorso, parzialmente innevato pur se estate. Si arriva a Merano, Passo Palade, quindi Madonna di Senale con tappa dai sapori antichi presso Roatnockerhof Obere, a Unsere Liebe Frau im Walde: cascinale a gestione familiare, dove si vive ancora oggi 100% nella natura e parzialmente a sussistenza agricola, come un tempo, fabbricando settimanalmente in proprio il gustosissimo pane, di farine non certo raffinate, lontani da rumori e prodotti alimentari dell’industria moderna. Ma dell’industria, automobilistica, interessano anche qui pezzi pregiati come la nuova R8 V10, che scende fotografata e ammirata nello stretto e sterrato percorso fino alla cascina, dove si mangia usando balle di paglia quale tavolo, ascoltando musica tirolese dal vivo.

Dopo quasi 600 Km

Nessun timore reverenziale per misto stretto con umido e pendenze: la R8 è su un binario anche a pieno gas
Nessun timore reverenziale per misto stretto con umido e pendenze: la R8 è su un binario anche a pieno gas

Il percorso nei parchi naturali Adamello Brenta, Stelvio e Gruppo di Tessa (comprendente ben dieci laghi) finisce troppo presto pensando sia alle bellezze locali da poter approfondire, sia alle sensazioni di guida altamente prestante e raffinata, ma accessibile, che regala la R8 V10 plus. Pensandoci è proprio lei che sceglieremmo liberamente, tra le altre sportive da sogno, per questo genere di itinerari. Per la sua educazione, perchè qui non ci si arriva a 330 Km/h e anzi, se voluto può esser meno rumorosa (fuori e dentro) delle rivali, concedendo più spazio alle sbavature di guida, mantenendo perfetta trazione e visibilità quando serve; oltretutto nemmeno così assetata come si potrebbe pensare, pur se moltissimo dipende da come la usiate (e in Austria, la benzina costa meno). Merito del COD, con esclusione di alimentazione su alcuni cilindri quando non serva (funzionale pur se non percepibile nel “dimezzamento” del V10) e del veleggiamento che spesso abbiamo invece sentito, come avviene sulle ibride: rilasciando nettamente sopra i 55 Km/h, il motore può esser brevemente separato dalla trasmissione. Passando per Dimaro si giunge a Madonna di Campiglio e si saluta la R8 V10 plus che torna a Ingolstadt, dove è stata concepita (perché nasce nell’Audi Böllinger Höfe di Heilbronn) al fine anche di meravigliare e farsi piacere soprattutto da chi la guidi, pur se andando lontani dalla massima velocità, ma pervasi dalla sensazione di guidare il massimo di prestazione e tecnologia, in chiave umana. Quanto di più bello del poter scoprire luoghi interessanti e tipici delle montagne alpine, su una supersportiva che le attraversa velocissima quando si vuole, ma con totale sicurezza a prova (quasi) di principiante pur quando ci sono acqua e ghiaccio? In estate gli spunti sono stati molti, ma in inverno si aggiungono le attività sportive dello sci alpino e allora: appuntamento alla Coppa 2016/2017, quando con le strade innevate le doti di trazione Audi sono ancor più necessarie, anche se non è detto che si abbiano i 195.800,00 euro del prezzo listino per accedere alla più bella e sportiva di tutte, com’è stato questa volta.

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