Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Una domenica storica quella di oggi per l’Italia, che torna sul tetto del mondo in Formula 2. Il merito è tutto di Leonardo Fornaroli, che nella sua stagione da rookie nella categoria cadetta – dopo il titolo in F3 dello scorso anno – si è confermato vincendo ancora. Una prova di maturità da parte del piacentino, che ha conquistato questo traguardo affermandosi come uno dei principali talenti del motorsport italiano, da solo, senza il supporto di alcuna Academy di Formula 1.
Dopo una stagione di grande costanza, in cui è tornato finalmente alla vittoria dopo anni di attesa, Fornaroli ha messo il sigillo sul 2025 a Losail, conquistando un secondo posto nella Feature Race penultimo appuntamento – il Gran Premio del Qatar – che gli ha permesso di ottenere matematicamente il titolo di Formula 2. Una possibile penalizzazione ad Arvid Lindblad – investigato per aver rallentato eccessivamente in regime di Safety Car – avrebbe potuto fargli perdere il vantaggio matematico nei confronti dei suoi diretti rivali, Jack Crawford e Luke Browning.
Il pilota piacentino, ignaro dell’attesa per la decisione della direzione gara sull’episodio che coinvolge il pilota del programma Red Bull, si è goduto il podio e i primi festeggiamenti, che non necessitano di essere replicati anche la prossima settimana ad Abu Dhabi visto che Lindblad non ha ricevuto alcuna penalità. Arrivato in conferenza stampa, Fornaroli è stato informato della situazione: “Non è uno scenario ideale per me. Se dovesse succedere, non potrei farci nulla. Devo concentrarmi sulle cose che posso controllare. Quindi, nel caso accada, dovrò concentrarmi ancora di più per la prossima settimana”, ha commentato.
Fornaroli può tirare un sospiro di sollievo e celebrare un traguardo storico, sia per la sua carriera che per il motorsport italiano: “Suona incredibile essere campione di Formula 2. All’inizio dell’anno non avevo molte aspettative perché era una macchina nuova, un nuovo team, la prima volta che lavoravo con loro. La loro mentalità… ma dal primo giorno ho capito di aver fatto la scelta giusta. Ogni giorno sono riusciti a farmi sentire a casa. Ci siamo divertiti tantissimo durante questa stagione. Ottenere questo risultato ora è un enorme sollievo. Quest’anno sono riuscito a mostrare di cosa sono capace”.
Parole che illustrano bene ciò che lo attende. Per il momento, infatti, non ha ancora un sedile per il prossimo anno: le ipotesi sul futuro spaziano dalla Super Formula alla possibilità – per la prima volta – di entrare in un team di Formula 1 come terzo pilota. “Sono piuttosto felice di come è andata la stagione – ha continuato Fornaroli – Certo, ci sono stati errori che avrei potuto evitare. Alcuni dovuti all’inesperienza, altri semplicemente miei errori, ma fa parte del gioco. Gli errori possono capitare. Però ho imparato, sono migliorato e ora vincere questo campionato è un enorme sollievo. Era un sogno diventare campione con una gara d’anticipo, così da poter correre e vivere l’esperienza con molta meno pressione. Ma comunque farò del mio meglio, perché la lotta per il campionato è ancora aperta, quindi spingerò più che posso”.
Il suo è un back-to-back: già lo scorso anno aveva conquistato il titolo, ma in Formula 3, all’ultima curva di Monza, battendo il connazionale Gabriele Minì. Vincendo entrambe le categorie propedeutiche consecutivamente, eguaglia quanto fatto lo scorso anno da Gabriel Bortoleto, oggi in F1 con Sauber-Audi. “È un’emozione enorme sapere che sto facendo lo stesso percorso di Gabi. Vincere due campionati di fila è fantastico. Questo poi è ancora migliore perché era il mio primo anno”.
Entrambi i titoli sono arrivati grazie alla costanza: non con un numero elevato di vittorie, ma con prestazioni solide. Solo in questa stagione, infatti, Fornaroli è tornato sul gradino più alto del podio, risultato che attendeva da anni. “Penso che quest’anno, rispetto al precedente, sia migliorato molto nel driving. La F2 non è come la F3: devi essere più attento sia in qualifica che in gara. L’auto è più grande, ha più potenza, gomme più grosse: la gestione del degrado è molto più complicata. All’inizio dell’anno ho passato tantissimo tempo al simulatore con il mio ingegnere e il mio driver coach. Ho studiato molti dati, tantissimi onboard, durante ogni weekend di gara. Riguardo sempre cosa avrei potuto fare meglio per migliorare e cercare di chiudere in alto il prossimo weekend ad Abu Dhabi”.
Sul futuro: “Ho un’idea di ciò che succederà. Il mio focus resta sull’ultimo round di F2. Nel frattempo, il mio manager sta facendo un lavoro incredibile e sono fiducioso su ciò che verrà. Spero che possiate vedere cosa accadrà tra qualche settimana. La Formula 1 è sicuramente l’obiettivo principale e penso di aver dimostrato di meritarla. Come ho detto, non so cosa succederà, ma sono sicuro che tra qualche settimana lo vedrete”.
Oltre a Binotto e Bortoleto, sotto al podio a Losail era presente anche Andrea Kimi Antonelli. I due sono grandi amici e hanno condiviso molte tappe della loro carriera: “Ci conosciamo da quando eravamo bambini. Mio padre correva nel team di suo padre in GT3. Quando andavo a vedere le gare, Kimi era lì. Abbiamo grandi ricordi insieme. Ora sta facendo un lavoro incredibile in Formula 1. È stato in grado di motivarmi quest’anno e anche l’anno scorso quando lottavo per il titolo F3. Spero di raggiungerlo in futuro e divertirci insieme. Anche Gabriel è venuto a congratularsi con me. Eravamo compagni di squadra tre anni fa in F3. Mi ha insegnato molto. Avevo tutti i suoi dati quest’anno per confrontarli con i miei. È anche un bravo ragazzo”.