gare di regolarità

Ecorally 2014, Day 3: il metano porta la Seat Leon TGI alle porte di San Pietro

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Si chiude nell'incredibile cornice di Piazza San Pietro, cuore della Città del Vaticano, il nostro Ecorally. Un'esperienza unica, che ci ha permesso di conoscere da vicino la Seat Leon TGI, fedele compagna di viaggio a metano

Ecorally 2014, Day 3: il metano porta la Seat Leon TGI alle porte di San Pietro

Città del Vaticano – Tre giorni di viaggio, più di 500 km di gara – che diventano quasi 900 km se consideriamo la partenza da Milano – e poco meno di 50 kg di metano. Sono questi i numeri del nostro Ecorally 2014, gara di regolarità che ci ha portato a scoprire alcuni degli angoli più suggestivi d’Italia, in un lungo percorso da San Marino a Città del Vaticano.

Seat Leon TGI: metano, bella scoperta!

Il bilancio è più che positivo. Questo viaggio, oltre ad averci regalato momenti di guida esaltanti, su strade immerse in uno scenari di rara bellezza, ci ha permesso di conoscere a fondo la Seat Leon TGI. Un’auto pensata e costruita direttamente dalla Casa di Martorell per funzionare a metano e che oltre a non costringere ad alcuna rinuncia – in termini di prestazioni e capacità di carico – permette di macinare chilometri a costi davvero contenuti, grazie al prezzo decisamente vantaggioso del gas.

 

Pensate che per coprire i 900 km di viaggio – 500 dei quali in gara, quando l’ultima cosa a cui abbiamo pensato è stato il contenimento dei consumi – abbiamo speso circa 50 euro. Questo significa che ci sono bastati 50 kg di metano, un dato che conferma quanto dichiarato dal costruttore, secondo cui le due bombole, con una capacità di poco meno di 15 kg, permettono di coprire 350 km.

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La Seat Leon è arrivata in via della Conciliazione dopo un viaggio di 900 km, 500 dei quali percorsi in gara

Grande risparmio, prestazioni ok

Il grande risparmio alla pompa poi non va a scapito delle prestazioni. La Leon TGI, nella dinamica di guida, non presenta differenze apprezzabili rispetto ad un più tradizionale modello a benzina. Difficile accorgersi che si è al volante di un’auto a metano, se non per l’indicatore dedicato al livello di gas presente nelle bombole e per la spia che indica il funzionamento a gas attivato.

 

I cavalli, 110, non sono certo un’enormità, ma sono più che sufficienti per muoversi con scioltezza in città e per affrontare anche lunghi viaggi. Il motore spinge discretamente intorno ai 2.000 giri/min, quando si avverte l’intervento della sovralimentazione, mentre appare un po’ vuoto in basso. In questo modo, se si lavora bene con la leva del cambio – un classico manuale a sei marce con innesti molto precisi e rigorosi – si riescono a contenere molto i consumi, mentre quando si cerca un po’ di spunto bisogna scalare e affondare il piede sul pedale del gas. Del resto la Leon TGI nasce come un’auto che fa del risparmio la sua ossessione e non di certo per cercare prestazioni assolute.

Una sfida che mette a dura prova i nervi, in cui non serve andare veloci o superare gli avversari, ma basta essere precisi e rigorosi

Ecorally: che cos'è una gara di regolarità?

Ma torniamo al nostro viaggio, un ottimo pretesto per raccontare in cosa consiste una gara di regolarità qual è l’Ecorally. Come previsto l’ultimo giorno di gara ci ha portato a guidare verso Roma, fino ad arrivare alle Porte di San Pietro, dove siamo stati accolti dallo splendido e imperturbabile colonnato di sua Maestà il Bernini. Si è trattata sostanzialmente di una tappa di trasferimento, da Attigliano, dove ci eravamo salutati ieri sera, fino a Città del Vaticano, con due sole prove a tempo, che hanno di fatto concluso la gara.

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Per fare metano a volte siamo stati obbligati ad uscire dall'autostrada ma niente paura. I distributori si trovano solitamente appena fuori dal casello

 

Il grosso delle sfida infatti è andata in scena nella giornata di sabato, quando gli equipaggi, formati da pilota e navigatore, hanno dovuto affrontare i famigerati “pressostati”. Disseminati lungo il percorso, davano vita a micidiali prove a tempo da eseguire con precisione chiururgica, al centesimo di secondo. In pratica il navigatore, raggiunto il luogo del test, deve aiutare il pilota ad attraversare  in auto un breve percorso in un dato tempo per esempio in 8 o in 10 secondi. Chi non commette errori di navigazione, raggiunge tutti i pressostati ed esegue la prova cronometrata con la maggiore precisione si aggiudica la gara. Una sfida che mette a dura prova i nervi, in cui non serve andare veloci o superare gli avversari, ma basta essere precisi e rigorosi.

Viaggiare a metano: no problem

Per la cronaca poi ci piace sottolineare che anche al ritorno siamo riusciti a viaggiare da Roma a Milano sempre a metano, senza mai attingere al serbatoio di benzina, che infatti è rimasto pieno ed intonso dal giorno della partenza. Un segno inequivocabile del fatto che viaggiare a metano, almeno fino al centro Italia, è assolutamente possibile ed alla portata di tutti.

Con il ricordo ancora vivo di questi tre giorni intensissimi abbiamo lasciato la Capitale, per fare rientro alla base. Ma è solo un arrivederci

 

Certo, non ci si può fermare in un distributore qualsiasi, bisogna cercare (noi ci siamo serviti della comodissima App per smartphone gratuita “Metano Italia”) ed a volte siamo stati obbligati ad uscire dall’autostrada - in ogni caso solitamente i distributori si trovano appena fuori dal casello - ma visto il grande risparmio ci sembra un maggiore impegno ampiamente ripagato.

Un viaggio da rifare

Con il ricordo ancora vivo di questi tre giorni intensissimi abbiamo lasciato la Capitale, per fare rientro alla base. Ma è solo un arrivederci, siamo già pronti ad affrontare un nuovo Ecorally il prossimo anno. Difficile rimanere lontani da una gara così, che porta a conoscere luoghi così unici.

 

Alle porte di San Pietro con la nostra Seat Leon TGI

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