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Sono arrivate, si sono fatte notare e sono già sparite. La breve avventura europea delle AUDI cinesi, i modelli nati esclusivamente per il mercato della Repubblica Popolare, si è chiusa nel giro di poche settimane. A mettere fine alla vicenda è stata proprio Audi, che ha avviato azioni legali contro l'importatore tedesco che aveva iniziato a vendere queste auto in Germania. Una storia curiosa, che dice molto su come stia cambiando il rapporto tra i costruttori europei e la Cina.
Protagonista della vicenda è Auto China, un importatore parallelo tedesco già noto per aver portato sulle strade della Germania le auto di due colossi della tecnologia come Xiaomi e Huawei. Il meccanismo è semplice: le vetture vengono acquistate direttamente in Cina, spedite via nave in Europa e poi omologate per circolare sul mercato tedesco.
Questa volta, però, nel catalogo erano comparse due novità decisamente fuori dal comune: la AUDI E5 Sportback e il SUV AUDI E7X. Due auto che, sulla carta, in Europa non sarebbero mai dovute arrivare. E infatti la reazione di Ingolstadt non si è fatta attendere.
Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata tedesca, la Casa dei quattro anelli punta a vietare l'importazione di questi modelli. Le motivazioni ufficiali sono due, ed entrambe pesano parecchio per chi stava pensando di acquistarne uno.
La prima riguarda l'aspetto normativo: i modelli AUDI non possiedono l'omologazione europea di tipo. La seconda, forse ancora più rilevante per il cliente, riguarda assistenza e ricambi. Audi ha chiarito che né la casa madre né i concessionari autorizzati fuori dalla Cina possono occuparsi della manutenzione di queste vetture, perché al di fuori del mercato cinese vengono considerate a tutti gli effetti auto di un altro marchio. Tradotto: chi compra una AUDI cinese in Germania non può contare sulla rete ufficiale Audi.
Il risultato è stato immediato. Dal sito di Auto China la E5 Sportback e la E7X sono già scomparse. Qualche esemplare, però, avrebbe fatto in tempo ad arrivare: le due elettriche sono state avvistate nelle strade di alcune grandi città tedesche.
Per capire la vicenda bisogna fare un passo indietro. Nel 2025 Audi ha scelto una strada inedita per il mercato cinese, dando vita a un marchio gemello chiamato AUDI, scritto tutto in maiuscolo. Il nuovo brand è nato in collaborazione con SAIC e si concentra su auto elettriche premium progettate su misura per i gusti e le esigenze dei clienti cinesi.
Il motivo è tutt'altro che secondario: i modelli Audi tradizionali, pensati soprattutto per i mercati occidentali, faticavano a reggere il confronto con la concorrenza locale, sempre più agguerrita in termini di tecnologia, digitalizzazione e prezzi. La E5 Sportback è stata il primo modello di serie del nuovo marchio, presentata nella primavera del 2025, mentre la E7X ha debuttato al Salone di Pechino 2026.
In Germania la notizia ha diviso gli appassionati. Il motivo di maggiore discussione è stato uno: le AUDI rinunciano al celebre emblema dei quattro anelli, sostituito dalla scritta del marchio. Per molti fan storici si tratta quasi di un tradimento dell'identità del brand.
Altri, invece, hanno guardato con curiosità a queste vetture, attratti da un design molto diverso da quello a cui Audi ci ha abituato e, soprattutto, da un prezzo che sembrava fuori scala rispetto al listino tedesco.
I numeri aiutano a capire l'interesse suscitato. Sul sito di Auto China la AUDI E5 Sportback era proposta a 59.980 euro, mentre il SUV AUDI E7X partiva da 72.900 euro. Cifre che, a causa dei costi di importazione, risultano più del doppio rispetto a quelle praticate in Cina, dove la E5 parte da circa 26.269 euro al cambio e la E7X da circa 34.407 euro.
Eppure, anche con questo ricarico, il rapporto tra prezzo, dotazioni e tecnologia restava interessante. Il confronto con le elettriche Audi vendute in Germania è eloquente: una Audi S6 Sportback elettrica parte da 99.500 euro, mentre la SQ6 richiede almeno 93.800 euro. Accanto a questi listini, le AUDI cinesi apparivano quasi come un affare.
Il caso delle AUDI importate in Germania è forse solo un episodio, ma racconta bene un paradosso del momento: per competere in Cina, un marchio europeo ha dovuto creare auto più moderne e più economiche di quelle che vende in casa propria. E quando queste auto hanno provato a tornare in Europa, è stato lo stesso costruttore a chiudere la porta. Una mossa per proteggere il marchio e la rete di vendita, certo, ma anche un segnale di quanto il confine tra auto "occidentali" e auto "cinesi" sia ormai sempre più sottile.
Audi
Viale Gerhard Richard Gumpert, 1
Verona
(VR) - Italia
800 283 454
info@audi.it
https://www.audi.it/it/web/it.html
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