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C'è un luogo alle porte di Roma dove i piloti corrono a tutta velocità senza percorrere un solo metro di asfalto reale. È qui, nel centro di ricerca e sviluppo di Bridgestone, che ha appena acceso i motori il DiM500 Driver-in-the-Loop, un simulatore di guida destinato a cambiare le regole del gioco nello sviluppo degli pneumatici.
Per oltre dieci anni Bridgestone ha investito sul cosiddetto Virtual Tyre Development, l'arte di progettare gomme in un ambiente interamente digitale. Mancava però un tassello fondamentale: l'uomo. Con il nuovo simulatore VI-grade DiM500 quella casella si riempie finalmente, perché il pilota viene inserito direttamente all'interno dell'intero ciclo di sviluppo virtuale.
Il cuore del sistema è una piattaforma mobile capace di muoversi entro un raggio di cinque metri, sormontata da un abitacolo in fibra di carbonio che proietta chi è al volante in uno scenario iperrealistico. Le sensazioni, le vibrazioni e soprattutto le forze fisiche replicano fedelmente quelle dei test su strada, restituendo dati di precisione chirurgica.
La vera rivoluzione sta nella miscela. Bridgestone combina simulazioni ad alta fedeltà, le impressioni soggettive dei piloti, l'enorme archivio di dati storici e le tecnologie di intelligenza artificiale. Il risultato è la possibilità di prendere decisioni progettuali più rapide e accurate, valutando un numero molto più ampio di caratteristiche dello pneumatico, in meno tempo e su una gamma di condizioni che i banchi prova tradizionali faticherebbero a coprire.
Come spiega Mattia Giustiniano, Senior Vicepresidente R&D di Bridgestone West, integrare il pilota nel processo digitale rappresenta un elemento decisivo per un ecosistema in continua evoluzione, capace di spingere efficienza, sostenibilità e innovazione tutte insieme. I test fisici, sia chiaro, non spariscono: restano centrali, ma vengono ora concentrati nelle fasi finali dell'omologazione.
Ed eccoci al numero che fa rumore. A pieno regime il simulatore promette di abbattere drasticamente la necessità di prototipi fisici, con un risparmio stimato fino a 12.000 pneumatici sperimentali all'anno. Un dato che pesa enormemente sul fronte ambientale, in un settore dove ogni copertura di prova significa materie prime, energia ed emissioni.
Non è la prima mossa green dell'azienda. Il Virtual Tyre Development consente già oggi una riduzione fino al 60% nel consumo di materie prime e nelle emissioni di CO2 durante lo sviluppo degli pneumatici di primo equipaggiamento.
C'è poi un effetto a catena che interessa direttamente i costruttori. Grazie al DiM500, Bridgestone può accorciare il time-to-market e portare avanti lo sviluppo di gomma e veicolo contemporaneamente. Significa collaborare più a stretto contatto con le case automobilistiche e confezionare pneumatici su misura, calibrati per estrarre il massimo potenziale prestazionale da ogni singolo modello.
Per ora il simulatore lavora soprattutto sulla maneggevolezza su asciutto, ma il perimetro è destinato ad allargarsi presto verso nuove condizioni e scenari. Un cantiere aperto che, grazie agli investimenti globali in Ricerca e Sviluppo, conferma la volontà di Bridgestone di anticipare le esigenze di automobilisti e produttori. La gomma del domani, a quanto pare, nasce sempre più dentro a un computer.
Volkswagen
Viale G.R. Gumpert, 1
Verona
(VR) - Italia
800 865 579
https://www.volkswagen.it/it.html
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