Nissan stringe i bulloni a Sunderland: una linea di produzione si spegne, Chery pronta a entrare nello stabilimento

Nissan stringe i bulloni a Sunderland: una linea di produzione si spegne, Chery pronta a entrare nello stabilimento
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Lo storico stabilimento britannico lavora a metà del suo potenziale e Nissan corre ai ripari accorpando le linee di Qashqai, Juke e Leaf. Lo spazio che si libera fa gola a Chery, il gigante cinese che a marzo ha piazzato l'auto più venduta del Regno Unito
6 maggio 2026

La crisi morde, i conti sanguinano e il piano di salvataggio entra nel vivo. Nissan ha deciso di accorpare le due linee di produzione del suo storico stabilimento di Sunderland, nel nord est dell'Inghilterra, in un'unica catena di montaggio. Una mossa pesante, che ha però una conseguenza inattesa e potenzialmente clamorosa: lo spazio che si libererà potrebbe finire nelle mani di Chery, il colosso cinese che sta scalando il mercato europeo a una velocità impressionante.

Impianto di produzione Nissan a Sunderland
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Una fabbrica che lavorava a metà del suo potenziale

I numeri raccontano meglio di mille comunicati stampa quanto la situazione fosse insostenibile. Lo stabilimento di Sunderland è progettato per sfornare oltre mezzo milione di vetture l'anno, ma nell'ultimo esercizio si è fermato a 273.174 unità. Significa lavorare a poco più della metà delle proprie possibilità, con costi fissi che restano altissimi mentre i volumi crollano. Da qui la decisione, annunciata martedì dal portavoce della casa giapponese, di consolidare le due linee in una sola "mentre valutiamo opportunità future per garantire il pieno utilizzo dell'impianto".

In altre parole, la struttura non chiude affatto. Cambia pelle. E si prepara, forse, ad aprirsi a un inquilino del tutto inedito.

Linea di produzione Nissan
Linea di produzione Nissan Nissan

Qashqai, Juke e Leaf: la produzione non si tocca

La buona notizia per gli appassionati e per i lavoratori britannici arriva subito. Nissan Qashqai, Nissan Juke e la nuova Nissan Leaf elettrica, i tre modelli che escono proprio dalla fabbrica di Sunderland, non subiranno alcuno stop produttivo. La fusione delle linee non comporta tagli alla manodopera operaia, semplicemente perché lo stabilimento ha enormi margini di efficienza da recuperare. Tradotto: i tre best seller del marchio continueranno a uscire regolarmente dai cancelli di Sunderland, mantenendo intatti i ritmi attuali.

Non tutti, però, dormiranno sonni tranquilli. La casa giapponese ha confermato di aver avviato un dialogo con i dipendenti europei per "semplificare le strutture e ridurre la complessità". Nel mirino c'è il taglio del 10% dei 9.500 lavoratori europei, ma le indiscrezioni parlano di interventi concentrati sui ruoli impiegatizi e di back office, non sulla produzione.

Nissan Leaf 2026
Nissan Leaf 2026 Nissan

Il piano RE:Nissan e la voragine da 2,5 miliardi di sterline

L'operazione si inserisce dentro il famigerato piano RE:Nissan, la cura da cavallo con cui il marchio sta tentando di rimettere in piedi i propri conti. Le previsioni per il 2025 parlano di una perdita stimata in due miliardi e mezzo di sterline, una cifra che basta da sola a spiegare l'urgenza delle decisioni in arrivo. Nissan punta tutto sulla nuova Leaf e sulla rivoluzionaria Juke elettrica dal design ispirato all'origami, due lanci che dovranno funzionare per forza se il marchio vuole tornare a respirare.

Nissan Juke EV
Nissan Juke EV Nissan

Il dossier Chery: i cinesi pronti a sbarcare a Sunderland?

Qui entra in scena la parte più intrigante della vicenda. Il Financial Times sostiene che Nissan stia trattando con Chery, gigante automobilistico cinese, per affidargli gli spazi liberati dalla riorganizzazione. Una notizia che, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri industriali del Regno Unito.

Chery non è un nome qualunque. A marzo il gruppo ha piazzato la Jaecoo 7 come auto più venduta del mese in Gran Bretagna, un risultato che racconta meglio di qualsiasi analisi quanto l'avanzata cinese sia ormai realtà concreta e non più scenario futuribile. Il colosso, che ha appena confermato il suo nuovo quartier generale a Liverpool, starebbe parlando in parallelo anche con Jaguar Land Rover per utilizzare capacità produttiva britannica in eccesso.

L'idea di vedere auto cinesi uscire da uno stabilimento storico come quello di Sunderland, fino a ieri simbolo dell'industria automobilistica giapponese in Europa, è uno di quei segnali che marcano il passaggio d'epoca. Nissan riduce, ottimizza, taglia. Chery cresce, cerca spazio, si insedia. Lo stabilimento britannico potrebbe presto diventare il palcoscenico di una convivenza industriale impensabile fino a pochi anni fa, con due marchi rivali che condividono le stesse mura per ragioni puramente economiche. Una fotografia perfetta dell'automotive globale di oggi.

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