riduzione delle emissioni

Opel: la gamma a GPL

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Dall'Agila all'Astra OPC: nessun limite al risparmio e alla riduzione dell’inquinamento!

Opel: la gamma a GPL

Cavriago (Reggio Emilia) – Opel? Adesso si può dire davvero che va “a tutto gas”, volendo prendere a prestito il gioco di parole scelto da GM Italia per annunciare la nuova gamma a GPL (che sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto) della casa tedesca.
La presentazione ufficiale è avvenuta a Cavriago (Reggio Emilia), nella modernissima sede della Landi Renzo, il partner tecnico coinvolto nel progetto in virtù di un’esperienza che ha pochi uguali in Italia, come avremo modo di vedere.
Prima di addentrarci nei dettagli dell’operazione e di una giornata nella quale non è mancata nemmeno l’occasione di un test drive davvero sorprendente, è giusto sottolineare subito la particolarità dell’iniziativa commerciale di Opel, davvero unica sul mercato italiano: per la prima volta infatti un grande marchio offre direttamente presso le proprie concessionarie l’alimentazione a GPL su tutte le motorizzazioni a benzina di tutti i propri modelli, dal tre cilindri di 1.0 litri dell’Agila al cattivissimo 2.0 Turbo dell’Astra OPC da 240 CV…

Il kit, l’accordo, le garanzie
Come anticipato, GM Italia e la Landi Renzo hanno sviluppato congiuntamente una linea di conversioni su misura per ogni singola autovettura Opel.
Ogni kit comprende l’adozione di un sistema GPL ad iniezione multipoint sequenziale Landirenzo Omegas, una tecnologia di ultima generazione che garantisce la più corretta gestione dell'alimentazione del motore e il controllo delle emissioni, ottimizzando i consumi in ogni condizione di utilizzo.
Per ragioni di sicurezza, la bombola è dotata di un dispositivo che impedisce di riempirla oltre l‘80% della sua capacità massima. Alloggiato nella parte posteriore della vettura, nella zona solitamente riservata alla gomma di scorta, il serbatoio di GPL

 

contiene tra i 37 ed i 58 litri di carburante, a seconda del modello. In questo modo la capacità originale del bagagliaio non risulta affatto condizionata dalla sua presenza e non è necessario modificare il serbatoio della benzina. Se poi si incorre in una foratura, nessun problema: al posto della ruota di scorta Opel offre un kit ripara-gomme oppure la possibilità di montare quattro pneumatici run-flat.
La personalizzazione del kit per ciascun modello, oltre al già citato serbatoio, riguarda anche i supporti di fissaggio dei diversi componenti del sistema, a garanzia di un’installazione facile e sempre ottimale.

Quest’ultima, per altro, viene svolta direttamente dalle concessionarie Opel, previo un corso di formazione presso la Landi Renzo (a fine maggio saranno già 200 i concessionari adeguatamente preparati) oppure dai centri di installazione e assistenza dell’azienda emiliana presenti su tutto il territorio nazionale. A rivolgersi a questi ultimi, eventualmente, è comunque direttamente la concessionaria, prima di consegnare la vettura.
I clienti, quindi, possono richiedere il GPL come un qualsiasi optional, senza alcuna incombenza per l’installazione del kit, che naturalmente non altera la garanzia ufficiale Opel ed è anzi coperto da un’ulteriore garanzia Landi Renzo.

Di particolare interesse, e segno di grande attenzione da parte di Opel per i propri clienti, è anche l’estensione dell’accordo ai più diffusi modelli ormai fuori produzione (la prima generazione della Zafira e l’ultima generazione di Astra e Vectra prima delle vetture attuali), anche in questo caso grazie allo sviluppo di un kit ufficiale personalizzato. Davvero un’iniziativa lodevole, che dimostra la volontà di GM Italia di non curarsi solamente della vendita del

 

“nuovo”, ma anche della “vita” e del valore delle proprie vetture nel mercato dell’usato, fidelizzando così la clientela.

Landi Renzo: la garanzia di un partner qualificato
Landi Renzo opera da oltre 50 anni nella progettazione e produzione di sistemi di controllo a metano e GPL per autotrazione ed è oggi una realtà internazionale, con filiali e impianti produttivi in Brasile, Olanda, Polonia e Cina. Con oltre 5 milioni di impianti venduti in oltre 50 paesi del mondo, l’azienda emiliana è un vero e proprio punto di riferimento nel settore, grazie anche ad un costante impegno in ricerca e sviluppo, come abbiamo avuto modo di constatare durante la visita dello stabilimento di Cavriago. Uno dei fiori all’occhiello della struttura è infatti una sala prove in grado di simulare tutte le condizioni e le sollecitazioni a cui è sottoposto un motore nell’utilizzo quotidiano, compreso il flusso dell’aria quando il veicolo è in movimento e il funzionamento del propulsore nei climi più freddi (fino a –10 C°).
Grazie anche a queste caratteristiche, oggi la Landi Renzo fornisce sistemi completi e componenti, tra gli altri, a Chevrolet, Daimler-Chrysler, PSA, Renualt, Seat, Suzuki, Nissan, Tata e Volkswagen.

Perché il GPL?
Come noto il GPL presenta molteplici vantaggi, a partire da un costo del carburante molto contenuto: un litro di GPL costa mediamente il 40% in meno rispetto al gasolio e addirittura la metà della benzina.
Questo si traduce in risparmi consistenti anche per chi ha percorrenze annue tutto sommato limitate: secondo i calcoli di GM Italia, mediamente già con 15 mila km l’anno il risparmio è pari a circa 900 euro!

Un altro vantaggio fondamentale riguarda poi la migliore compatibilità ambientale di questo tipo di combustibile: con l'alimentazione a GPL le

 

emissioni di CO2 si riducono del 10% circa e diminuiscono in modo significativo anche quelle di monossido di carbonio (CO), di ossidi di azoto (NOx) e di idrocarburi incombusti (HC). Infine, le auto alimentate a GPL praticamente non producono PM 10, che è una delle principali cause dell'inquinamento atmosferico dei centri urbani.
Un beneficio, questo, che si traduce in modo più concreto anche nella possibilità di circolare liberamente nei giorni di blocco del traffico o di targhe alterne, concesso proprio in virtù delle minori emissioni dei veicoli a GPL.

A tutto questo occorre inoltre aggiungere il piacere di guida, che è del tutto analogo a quello della corrispondente versione a benzina, sia in termini di silenziosità e vibrazioni sia in termini di potenza (con i moderni sistemi la perdita media è solo del 3%) e guidabilità. Così, se finora non avete mai voluto comprare un diesel perché “sopra i 4.000 è tutto finito” o perché qualche decibel e vibrazione in più vi infastidiscono, il GPL potrebbe davvero essere la soluzione che fa per voi…

Perché tutto il mondo non va a GPL, allora? La domanda, che probabilmente qualche lettore si sta ponendo, è legittima e trova risposta in una serie di limitazioni che tuttavia oggi sono quasi completamente superate. Tanto per cominciare, i moderni serbatoi in regola con le più recenti normative sono assolutamente sicuri in caso di incidente, essendo testati per non esplodere nemmeno nel bel mezzo di un incendio.
In virtù di questi significativi progressi, con gli impianti più moderni è finalmente possibile entrare nei parcheggi sotterranei (anche se solo al primo piano interrato), mentre qualche limitazione può riguardare

 

solo i traghetti (il consiglio è quello di informarsi presso le compagnie, anche se generalmente non ci sono problemi).
Nessun problema, con i sistemi di ultima generazione, nemmeno sul fronte della manutenzione: i kit Landi Renzo installati sulle vetture Opel sono stati oggetto di specifiche prove di durata e l’unico intervento aggiuntivo richiesto è la sostituzione del filtro, ogni 15-20 mila chilometri.

E ancora, se avete paura di restare “a secco”, sappiate che su tutto il territorio nazionale (ad eccezione della Valle d’Aosta) la presenza di distributori di GPL è ormai capillare, con oltre 2.000 punti di rifornimento.
Infine, una volta il serbatoio rubava spazio prezioso nel bagagliaio ed il passaggio dall’alimentazione a benzina al GPL era a dir poco laboriosa, ma oggi il primo problema, come abbiamo visto, è stato brillantemente risolto, mentre l’elettronica rende la gestione della doppia alimentazione del tutto automatica (è sufficiente premere un tasto).

Test drive: OCP e GPL, binomio sorprendente
Il programma della giornata prevedeva solo la visita allo stabilimento Landi Renzo e l’immancabile conferenza stampa, ma ad attenderci al nostro arrivo a Cavriago abbiamo trovato una gradita sorpresa: una Meriva OCP con il kit GPL. Come forse ricorderanno i lettori più attenti, sono passate solo poche settimane dal nostro test in pista della nuova monovolume sportiva di Opel e poterla provare nuovamente è stato un vero piacere, sia perché la vettura ci aveva lasciato un ottimo ricordo, sia perché avevamo un perfetto termine di paragone per verificare eventuali perdite di prestazioni.
Esteticamente nessun particolare tradisce la doppia

 

alimentazione di questa specialissima Meriva OPC da 180 CV e una volta messa in moto troviamo la prima, importante conferma: il rombo leggermente cupo che esce dallo scarico cromato è esattamente lo stesso che ci aveva incantato sulla pista di Anagni.
Al primo affondo sull’acceleratore, poi, troviamo subito la conferma più attesa: la spinta c’è tutta ed è assolutamente coinvolgente, come dimostra l’ottima progressione dai bassi regimi e la capacità del contagiri di proiettarsi verso la zona rossa con sorprendente rapidità. A proposito, dopo un paio di accelerate siamo subito tornati a più miti consigli, per non dire definitivamente addio ai punti della patente, ma dopo averlo “toccato con il piede” possiamo confermare che la perdita di potenza di circa il 3% dichiarata da GM Italia e Landi Renzo è del tutto attendibile. Le prestazioni, quindi, rimangono effettivamente invariate.

Quanto costa il kit?
Lo sappiamo, la risposta a questa domanda è quasi sempre una nota dolente, ma per una volta non è davvero così. Il sovrapprezzo per i kit GPL frutto dell’accordo tra GM Italia e Landi Renzo è compreso tra 1.800 e 1.950 euro, a seconda dei modelli (IVA, collaudo ed installazione compresi), ma per gli impianti a GPL esistono interessanti incentivi governativi che possono variare da un massimo di 650 euro per un impianto montato su un’auto con meno di tre anni di vita ad un minimo di 350 euro per le vetture omologate Euro 1 ed Euro 2. Sono inoltre disponibili anche contributi erogati dalle amministrazioni locali (a volte cumulabili con quelli nazionali) che spesso rendono la bi-fuel una scelta a costo zero od addirittura più economica!
A questo punto resta solo l’imbarazzo di scegliere la vostra Opel preferita, con il motore e l’allestimento prediletti: al resto penseranno GM Italia e Landi Renzo.

Così, per una volta, chi è interessato al GPL non deve sottostare alle scelte di marketing dei costruttori, che in genere riescono sì ad accontentare la maggioranza dei potenziali clienti, ma inevitabilmente finiscono lasciare un po’ di amaro in bocca a qualcuno.
Soprattutto, visto che la passione per l’auto e il piacere di guida rimangono per la nostra redazione due caratteristiche irrinunciabili, siamo lieti di constatare che la libertà di scelta consentita da Opel rende finalmente accessibili tutti i vantaggi del GPL anche a chi proprio non vuole rinunciare a una bella dose di cavalli sotto il piede. Generalmente, infatti, poiché la grande maggioranza dei clienti sceglie il GPL soprattutto per risparmiare sul carburante a fronte di percorrenze annue elevate, questo tipo di alimentazione è proposto dalle Case solo su motorizzazioni ritenute più congeniali a questo tipo di utenza, ovvero di cilindrata e prestazioni medio-basse (diciamo tra i 1.6 e i 2.0 e non molto spinti). Insomma, si risparmia e si inquina meno, ma divertimento zero…
Grazie a Opel, invece, anche questo limite viene finalmente superato. Così, nella nostra classifica ideale dei potenziali acquisti dal prezzo non impossibile, l’idea un po’ folle di un’Astra OPC con 240 CV alimentati a GPL è balzata subito ai primi posti…

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