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Peugeot 308, il segreto di una qualità "alla tedesca" [Video]

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Con la nuova 308 Peugeot ha fatto un salto di qualità impressionante. Siamo stati alla fabbrica per capire come sia stato possibile

Peugeot 308, il segreto di una qualità alla tedesca [Video]

Belchamp (Francia) – Quando i francesi di Peugeot hanno deciso che era arrivato il momento di sostituire la nuova 308 avevano in testa un obiettivo molto chiaro. Il nuovo modello avrebbe dovuto avere la stessa qualità della Volkswagen Golf VIIUn traguardo molto ambizioso dal momento che la tedesca è da sempre considerata come un vero e proprio punto di riferimento nella categoria. L'obiettivo è stato apparentemente raggiunto, come vi abbiamo raccontato a più riprese nelle diverse prove che negli ultimi due anni abbiamo dedicato alla nuova 308.

Peugeot 308: obiettivo massima qualità

Basta uno sguardo infatti per capire che la nuova segmento C del Leone è lontana anni luce non solo dal vecchio modello, ma anche da tutte le Peugeot prodotte prima di lei. Il primo cambio di corso lo avevamo già fiutato con la 208, ma è solo con la nuova 308 che Peugeot dimostra piena maturazione. Qualità degli assemblaggi e della verniciatura ma soprattutto materiali di grande spessore per l'abitacolo e una nuova generazione di motori che ha messo d'accordo tutti hanno reso quest'auto una degna rivale dell'attuale Golf. Un traguardo sancito anche da un importante riconoscimento come quello che la 308 ha raggiunto nel 2014, quando è stata eletta Auto dell'Anno. Senza contare i numeri di vendita, che dal momento del lancio danno ragione ai francesi. Nel 2015 infatti lo storico stabilimento francese di Sochaux ha sfornato qualcosa come 243.000 308, un risultato in crescita del 38% rispetto all'anno precedente.

Abbiamo potuto studiare da vicino le diverse componenti dopo un utilizzo intensivo
Abbiamo potuto studiare da vicino le diverse componenti dopo un utilizzo intensivo

Ma i francesi hanno puntato ancora più in alto. Con la 308 infatti non volevano soltanto realizzare un modello che potesse finalmente vedersela ad armi pari con l'eterna rivale tedesca. Ma desideravano anche costruire un'auto che sapesse garantire la sua grande qualità nel tempo, anche dopo diversi anni dall'acquisto. Per scoprire se i francesi hanno mantenuto la promessa siamo stati a Belchamp, il blindatissimo – per entrare ci sono controlli severissimi - centro Ricerca&Sviluppo Peugeot in Francia. Qui abbiamo potuto mettere a confronto una 308 fresca fresca di fabbrica con acluni modelli “usati”. Alcune erano auto di privati con circa 50.000 km, altre invece erano vere e proprie test car Peugeot, con alle spalle 80.000 km di prove durissime, in condizioni estreme. Quella che suscitava più curiosità in ogni caso rimaneva una 308 con ben 121.700 km sulle spalle percorsi in maniera intestiva dai colleghi della rivista spagnola Autopista, nel corso di un long test che terminerà soltanto a 200.000 km.

E dopo 120.000 km...

Guidando le 308 “usate” sulla pista di collaudo di Belchamp, tra curve e controcurve, saliscendi e diversi tipi di asfalto, abbiamo potuto farci un'idea sulla qualità di lungo termine raggiunta dai francesi. Anche l'esemplare più vecchio, “maltrattato” dal test di durata, è riscuito a sorprenderci. Rispetto ad un esemplare nuovo infatti sono stati tutto sommato pochi i dettagli fuori posto, quasi tutti riconducibili a componenti soggette ad usura. Il 1.2 PureTech turbo benzina a tre cilindri da 130 CV, pur con 120.000 km sul groppone, si è rivelato ancora pronto e vivace, proprio come da nuovo. Ha guadagnato solo un pizzico di ruvidità e forse è diventato un po' più rumoroso, ma è ancora un gran bel motore da guidare. Così come il cambio. Il manuale francese era del tutto paragonabile al nuovo, con innesti super precisi, senza imputamenti. La frizione invece l'ho trovata un po' più pesante – ma è fisiologico a questi chilometraggi – anche se ancora in buono stato. Gli spagnoli poi devono esserci andati giù pesante con il loro long test perché gli ammortizzatori erano praticamente esauriti. Un discorso analogo si può fare per i diesel HDi, che però abbiamo provato su esemplari un po' più freschi, con circa 55.000 km.

Abbiamo provato esemplari freschi di fabbrica alternandoli a modelli usati
Abbiamo provato esemplari freschi di fabbrica alternandoli a modelli usati

Ma veniamo agli interni, che sono la componente più sorprendente. Tutti i materiali dalla pelle alle plastiche, risultano ancora in ottimo stato. La pelle del volante è vero, è molto più lucida rispetto a quella opaca dei nuovi esemplari. Ma è ancora perfetta, senza screpolature e particolari segni di usara. Idem i sedili, nonostante si siano dovuti adattare nel corso del test spagnolo a ben 125 guidatori diversi da dicembre 2014 a oggi. Al di là dei tessuti, che hanno resistito molto bene, colpiscoono le imbottitture. Anche i fianchetti dei sedili, che com'è noto sono le parti più stressate, hanno mantenuto la loro forma originale, senza particolari segni di affaticamento. E poi l'abitacolo è rimasto silenziosissimo. Anche sull'esemplari più vecchio non abbiamo udito tutti quegli “scricchiolii” che di solito accompagnano le auto più anziane e maltrattate. Un segno inequivocabile della qualità degli assemblaggi.

L'unico vero appunto dobbiamo farlo ai gruppi ottici anteriori. Su più di un esemplare, complice la giornata piovosa, abbiamo trovato umidità all'interno del gruppo ottico. Un aspetto che non dovrebbe verificarsi nemmeno dopo ampi chilometraggi. Per la cronaca la 308 del logn test di Autopista, nel corso dei primi 100.000 km di test, non ha manifestato alcun malfunzionamento se si esclude la rottura di un sensore dell'ABS.

Il segreto della qualità

Per raggiungere simili risultati gli ingegneri Peugeot hanno inasprito all'inverosimile il progetto di sviluppo che ha portato alla nascita della nuova 308. Il merito è senza dubbio del centro Ricerca&Sviluppo di Belchamps che, con i suoi 35 km di piste, offre un ambiente ideale per collaudare un nuovo modello. Ma qui ci sono anche più di 1.000 strumenti altamente avanzati per testare in maniera intesiva le auto. Noi abbiamo avuto la possibilità di visitare in esclusiva due laboratori. Nel primo una cabina molto complessa è in grado di stressare la 308 in maniera continua simulando un percorso pari a 240.000 km in sole sei settimane.

Il merito è di quattro pedane, che sono in grado di replicare su ogni ruota le forze a cui mediamente viene sottoposta un'automobile durante un percorso più o meno accidentato. L'auto in questo modo deve reagire ad accelerazioni verticali fino a 50 g, senza dimenticare che la cabina è in grado di riprodurre temperature di esercizio dai – 40 ai + 50° C. Giusto per farsi un'idea, in questa cabina la nuova 308, prima di essere ultimata, ci ha passato 6.000 ore...

Nel secondo laboratorio invece abbiamo scoperto il segreto di sedili così robusti nel tempo. I francesi infatti hanno sviluppato una serie di robot che simulano fino a 30.000 volte alcuni dei movimenti tipici che stressano i sedili, come la semplice entrata e uscita dei passeggeri. Grazie anche ad un'apparecchiatura che evidenzia le zone sottoposte a maggiore pressione da esseri umani di diversa corporatura, i tecnici Peugeot sono riusciti a creare sedili comodi e robusti. Chiudiamo con le buone notizie. A due anni dal lancio della 308 di ultima generazione Peugeot ha consolidato il suo nuovo standard qualitativo di produzione, che d'ora in avanti verrà applicato e perfezionato su tutti i futuri modelli del marchio. A partire dalla prossima e attesissima 3008, attesa al Salone di Parigi dopo l'estate.

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