Ferrari 812 COMPETIZIONE | Sarebbe il TOP anche per ENZO...

Emiliano Perucca Orfei

Si chiama Ferrari 812 Competizione ed è il massimo del massimo per quanto riguarda l’essenza dell’Essere Ferrari. Una vettura che parte da lontano, da quel concetto caro ad Enzo Ferrari per cui i buoi tirano il carro e non viceversa

10 novembre 2021

Eccola qui. Si chiama Ferrari 812 Competizione ed è il massimo del massimo per quanto riguarda l’essenza dell’Essere Ferrari. Una vettura che parte da lontano, da quel concetto caro ad Enzo Ferrari per cui i buoi tirano il carro e non viceversa.

Un concetto anacronistico per una sportiva pura, da almeno 60 anni, che in realtà anche lo stesso fondatore dell’azienda di Maranello aveva messo parzialmente da parte nelle auto ad alte prestazioni e nelle monoposto da corsa, ma che rappresenta comunque ed inequivocabilmente un modo di fare automobili tipico delle Ferrari a 12 cilindri. Un po’ come le Porsche con il motore posteriore a sbalzo…

Certo, di Cavallini a motore anteriore ne esistono anche V8 (e presto V6…) ma ne esistono anche a motore centrale, come nel caso delle Hypercar o di vetture iconiche come la Testarossa, ma va detto che nello sviluppo di questa architettura oggi la Rossa è arrivata ad un punto di perfezione assoluta, lasciando al cuore il compito di emozionare lì davanti ed al corpo quello di gestire una potenza esuberante, con l’uso di materiali nobili ma anche di elementi come le 4 ruote sterzanti indipendenti che accorciano o allungano il passo della vettura (272 cm). Permettendosi anche il lusso di lavorare sulla convergenza per migliorare l’agilità nei cambi di direzione o consentire un abbassamento degli attriti alla ricerca della massima stabilità in rettilineo.

Addio lunotto: ora c'è una nuova struttura aerodinamica

Un elemento in realtà impercettibile durante tutte le fasi di guida ma che permette ai tecnici di annullare il peso in eccesso del V12 aspirato (rispetto ad un V8 turbo) che collabora con le sospensioni a controllo elettronico e lo sterzo assistito elettricamente alla definizione di una dinamica di guida che rimane estremamente sanguigna, coinvolgente ed unica nel proprio genere. Proprio come l’avrebbe voluta Enzo, proprio come ci si aspetta da una super Ferrari che fa suoi e estremizza i concetti cari al fondatore dell’azienda.

Una macchina speciale, insomma, perché è fiera della sua analogicità dettata dal motorone v12 a v di 65° - “spara” 830 CV a 9.250 giri con zona rossa a 9.500 e 692 Nm di coppia a 7.000 giri - dall’uso del telaio in alluminio in luogo di più moderne strutture in fibra di carbonio (la cui efficacia reale, per un prodotto stradale, è ancora da dimostrare) e soprattutto un rifiuto all’elettrificazione che in realtà in Ferrari stanno affrontando molto seriamente ma non per la 812 Competizione.

Che in realtà qualche difetto lo ha. La ripartizione dei pesi, ad esempio, è solamente al 51% sul posteriore (qualche punto in più non guasterebbe) ma soprattutto il nome Competizione non rispetta del tutto quello che è l’essenza di questo prodotto. Sì perché nei suoi 1.487 kg di peso (a secco) i tecnici Ferrari hanno voluto comunque strizzare l’occhio ai soliti clienti delle V12, come la Superfast o la cabriolet GTS: molti di loro, accompagnati dalla soave musica del V12, percorrono decine di migliaia di km ed il comfort, anche per un oggetto estremo come questa 812, pare essere un elemento irrinunciabile. Quindi, andando a cercare il pelo nell’uovo, manca l’effetto auto da corsa stile Porsche 911 GT3, ma in compenso si può godere di una prestazione “senza senso” e di un oggetto meccanicamente meraviglioso in ogni momento. Quasi fosse, appunto, un’auto normale.

Il motore V12 a v65°: 830 CV a 9.250 giri/min

Quasi, appunto, perché in realtà una differenza c’è: per guardare dietro lo si fa attraverso una retrocamera e non più attraverso il cristallo, questo perché l’elemento vitreo è stato sostituito da una pelle in materiale composito verniciato dalla quale emergono alcune “virgole” di carbonio che hanno il compito di spingere l’aria ai lati della coda andando ad intercettare il profilo incurvato della carrozzeria con l’obiettivo di massimizzare il carico aerodinamico, che è di 80 kg in più rispetto a quello di una 812 Superfast.

Un valore eccellente, ottenuto grazie anche al mega estrattore dell’aria ai lati del quale spuntano i due maestosi scarichi del V12: poesia estetica in funzione della meccanica, della dinamica di guida e della performance assoluta. Lo stesso concetto che si ritrova, del resto, nella rivisitazione del cofano con la lama trasversale in fibra di carbonio che la attraversa da una parte all’altra. Ricorda per certi versi la 365 Nart di Michelotti ma in realtà a Maranello ci tengono a sottolineare come il link estetico con quel design non sia stato voluto ma semplicemente frutto dell’esigenza di stabilizzare ulteriormente le temperature di esercizio del V12, assuicurando alla vettura una componente estetica in grado di accorciarne visivamente la lunghezza complessiva di 469 cm.

In pista la nuova 812 Competizione rispecchia molto più la sua mission rispetto al lusso degli interni: è sì molto silenziosa e fluida ai bassi regimi, ma una volta superati i 5.000 giri nelle modalità di guida più aggressive entra in abitacolo con una voce coinvolgente, pura, lievemente scomposta come da tradizione di questo incredibile V65° che ha in quel magico angolo una timbrica ed una progressione “irregolare” delle accensioni che ne rendono unica ed inimitabile la timbrica, oltre che regolarne l’erogazione con medi straordinari ed alti regimi che ora sembrano sempre più quelli di una moto: quando ad 8.500 sembra che possa bastare, infatti, la realtà è che ce ne sono altri 1.000 di giri da prendere…e non sono solo di allungo ma offrono spinta, potenza pura e capacità di avanzare ingannando il cronometro: a Fiorano si gira sul filo del record della pista per una vettura stradale (1’20”.00) ma soprattutto nelle fasi di accelerazione non c’è auto che tenga: 2.85 secondi per lo 0-100 km/h, 7 secondi netti per lo 0-200 e 340 km/h di velocità massima non hanno bisogno di presentazioni.

In pista le quattro ruote sterzanti indipendenti aiutano...

Precisa di sterzo, grazie anche alle ruote posteriori sterzanti indipendenti, capace di una buona trazione fuori dalle curve (se solo solo avesse qualche punto di peso in più dietro sarebbe ancora meglio) la 812 Competizione va forte, anzi fortissimo, frena alla grande grazie all’impianto carboramico Brembo con dischi anteriori da 398 mm morsi dalla nuova pinza a 6 pistoncini sviluppata per tenere a bada i 1.000 CV della SF90 Stradale con un sistema di raffreddamento innovativo e che ha permesso, anche sulla 812 Competizione, di estendere l’area carenata del fondo a tutto vantaggio di elementi fondamentali come il drag ed il carico aerodinamico.

Una vettura speciale, che non ha bisogno di presentazioni e che esalta non solo in versione coupé ma anche A, ovvero Aperta: 499.000 euro il prezzo della Coupé, 578.840 euro quello della A. Cifre elevate, ma non preoccupatevi: i 1.598 esemplari previsti (999 coupé e 599 Aperta) hanno già trovato clienti che vogliono portare a casa una pagina eccezionale della storia di questa azienda.

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Ferrari 812 Coupé
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Via Abetone Inf. 4
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  • Prezzo 303.727 €
  • Numero posti 2
  • Lunghezza 466 cm
  • Larghezza 197 cm
  • Altezza 128 cm
  • Bagagliaio 210 dm3
  • Peso 1.790 Kg
  • Segmento Coupé
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