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Peugeot 208 T16 e 208 R2

Leoni da rally
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Abbiamo messo alla prova su un vero percorso di gara le Peugeot 208 R2 e 208 T16 R5, le nuovissime armi da rally con cui la Casa francese combatte a testa alta nel Campionato Italiano con Paolo Andreucci e Stefano Albertini

Peugeot 208 T16 e 208 R2

Chi se non Peugeot può vantare una tradizione così lunga e duratura nel mondo dei Rally? Il Leone si è fatto le ossa alla Dakar sul finire degli anni '80, quando si correva ancora in Africa, dove si è portata a casa grandissime soddisfazioni con la 205, ma ha vinto più volte anche la Pikes Peak, la gara in salita più famosa del mondo, quando il tracciato era ancora sterrato con la mitica 405.

 

Oggi Peugeot, in attesa di tornare alla Dakar con la temibile 2008 DKR e con un team di piloti da far impallidire gli avversari (per la cronaca sono niente di meno che Sainz, Despres e Peterhansel), continua a correre nei rally con grande impegno e costanza. E ha raccolto risultati strepitosi proprio nel nostro Paese, vincendo per ben cinque volte consecutive (a cui si aggiunge una vittoria nel 2002, ancora con la 206) il Campionato Italiano Rally dal 2008 in avanti.

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Paolo Andreucci ha regalato cinque vittorie consecutive alla Peugeot nel Campionato Italiano Rally

 

Dopo questo interminabile ciclo di successi con l’imbattibile 207 S2000, reso possibile dall’intramontabile coppia formata da Paolo Andreucci e dalla sua navigatrice e compagna nella vita Anna Andreussi, Peugeot Sport l’anno scorso ha deciso di rimettere tutto in discussione, facendo debuttare la nuova e “piccola” 208 di categoria R2. Un’auto portata in gara sempre da Ucci-Ussi, che nonostante avessero soltanto il compito di sviluppare la vettura per i clienti, sono comunque riusciti a portare a casa il titolo Costruttori.

Quest’anno poi i francesi sono tornati a competere nella massima categoria, la R5, grazie all’arrivo della nuovissima Peugeot 208 T16, un’auto che si è dimostrata fin da subito molto competitiva ma che necessita ancora di alcuni affinamenti tecnici. Ed è proprio con quest’auto che Ucci-Ussi stanno prendendo parte al Campionato Italiano Rally 2014, naturalmente con ambizioni di vittoria assoluta (Il campionato è ancora apertissimo). Nel frattempo la piccola 208 R2 è stata affidata a Stefano Albertini, giovane promessa del mondo rally, che grazie al supporto diretto di Peugeot Italia, ha la possibilità di crescere a livello agonistico e fare esperienza a fianco del grande maestro Andreucci.

Grazie ad un telaio superbo e a freni davvero stratosferici, la R2 riesce ad essere molto veloce, a patto che si riesca a guidare sempre con il motore su di giri

 

Per capire di che cosa sono capaci i nuovi Leoni da rally della Casa di Sochaux abbiamo deciso di infilarci tuta e casco e di metterli alla prova in prima persona, supervisionati dai piloti ufficiali di Peugeot Italia, su un vero percorso da rally, in Toscana, sulle alcune delle strade dove va in scena ogni anno il Rally del Ciocco (Dove peraltro Andreucci è di casa essendo di Castelnuovo di Garfagnana).

Le nostre impressioni di guida

Guidando la “piccola” della famiglia, la 208 R2, si avverte subito il divario di potenza (circa 100 CV!) rispetto alla regina di categoria, la 208 T16 R5. Nonostante la minore spinta offerta dal motore, che in questo caso è un 1.600 quattro cilindri aspirato, la 208 R2 è tutt’altro che un’auto facile o poco divertente.

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La Peugeot 208 T16 è spinta da un 1.600 turbo da 280 CV e può contare sulla trazione integrale

 

Grazie ad un telaio superbo e a freni davvero stratosferici, la R2 riesce ad essere molto veloce, a patto che si riesca a guidare sempre con il motore su di giri, che gira sempre vicino al limitatore (del resto, rimane sempre un aspirato, che dà il meglio di sé in alto). Le ottime dote telaistiche permettono, se ne si ha le capacità, di entrare molto forte in curva e di sfruttare al meglio quindi la velocità accumulata in rettilineo, cercando di compensare un’uscita di curva che non può essere di certo fulminea, per via sì del motore meno potente, ma anche della presenza della sola trazione anteriore.

 

Di tutta un’altra pasta invece la 208 T16, come suggerisce del resto il prezzo. Se per la R2 infatti bastano 50-60.000 euro, per la R5 andiamo tranquillamente a sfondare quota 200.000. La T16 infatti è dotata prima di tutto di un motore 1.600 turbo da circa 280 CV, sviluppato internamente da Peugeot Sport, ma soprattutto di una meccanica molto più raffinata ed efficace, che sfrutta la trazione integrale.

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Peugeot ha maturato una grande esperienza nello sviluppo di auto da competizione

 

E le quattro ruote motrici, insieme alla maggiore potenza, fanno la vera differenza rispetto alla R2, perché spingono la 208 fuori dalle curve con una forza sovraumana, garantendo una motricità spaventosa. La vettura riesce ad essere persino sovrasterzante in alcune circostanze, una vera particolarità per un’auto a trazione integrale, mentre in appoggio è avvertibile un po’ di sottosterzo. Niente di sconvolgente, anzi, perché questo lieve fenomeno aiuta a capire quale sia il limite della vettura nei trasferimenti di carico laterali. Il cambio sequenziale è invece molto simile tra le due vetture e dotato di un comando davvero pratico e rapido, che permette di salire di marcia tirando una leva e di scalare premendo, senza utilizzare la frizione.

 

In definitiva 208 R2 e 208 T16 sono due auto davvero molto divertenti, ma soprattutto ben realizzate, che testimoniano la grande competenza maturata da Peugeot Sport nello sviluppo di auto da corsa.

Scheda tecnica Peugeot 208 R2

MOTORE

tipo: EP6C con bielle, pistoni e sistema di fasatura specifici
cilindrata 1598 cc
alesaggio/corsa 77 x 85,8 mm
potenza max 185 CV a 7.800 giri/min
coppia max 119 m.daN a 6.300 giri/min
alimentazione iniezione diretta Magneti Marelli, monofarfalla motorizzata
Distribuzione bialbero a camme in testa con comando a catena e fasatura automatica su aspirazione e scarico.

TRASMISSIONE
cambio: sequenziale a 5 marce con comando meccanico e 3 coppie finali omologate
differenziale autobloccante con rampa precaricata
frizione Monodisco ceramico-metallico da 184 mm con comando idraulico

FRENI
anteriori a disco flottante ventilato diam. 310 x 30 mm (asfalto) o diam 285 x 26 mm (terra); pinza Alcon a 4 pistoncini a fissaggio radiale.
Posteriori a disco pieno diam. 290 x 8 mm; pinza Alcon a 2 pistoncini a fissaggio radiale
freno a mano idraulico
servosterzo idraulico

SOSPENSIONI
anteriore pseudo McPherson con barre antirollio intercambiabili (3 tipi) e triangoli specifici con uniball
posteriore ponte ad H rinforzato e modificato con barre antirollio intercambiabili (3 tipi)
ammortizzatori ant e post specifici Ohlins a 3 vie con supporto idraulico regolabili

TELAIO
struttura scocca rinforzata con rollbar saldato a norme FIA
pesi a norma FIA: 1030 kg a vuoto, 1180 kg con equipaggio a bordo
ripartizione pesi 64% ant, 36% post

DIMENSIONI
lunghezza/larghezza 3962/1739 mm
passo 2538 mm
carreggiate ant/post 1475/1470 mm

RUOTE
cerchio/gomme asfalto: 6,5 x 16; 17/60-16 - terra: 6 x 15; 16/64-15

Scheda tecnica Peugeot 208 T16 R5

MOTORE

Tipo EP6 CDT
Posizione trasversale anteriore
Cilindrata 1.598 cc
Numero di cilindri 4 in linea
Potenza 280 CV a 6000 g/min
Coppia 400 Nm a 2500 g/min
Regime massimo 7500 g/min
Iniezione diretta ad alta pressione Magneti Marelli
Aspirazione monovalvola
Numero di valvole 16

TRASMISSIONE
Trazione 4 ruote motrici
Frizione bidisco
Cambio 5 marce a comando sequenziale
Differenziale 2 differenziali autobloccanti

TELAIO
Struttura e materiali scocca in acciaio con roll bar a gabbia
Sospensione anteriore pseudo Mac Pherson
Sospensione posteriore pseudo Mac Pherson

FRENI / STERZO
Freni anteriori a disco Alcon con 300 mm (terra) e da 355 mm (asfalto), pinza a 4 pistoni
Freni posteriori a disco Alcon con da 300 mm (terra) e da 355 mm (asfalto), pinza a 4 pistoni
Sterzo diretto ad assistenza idraulica
Cerchi in alluminio monoblocco 8x18" (asfalto) e 7x15" (terra)
Ruote asfalto 225x40x18; terra 215x65x15

DIMENSIONI
Lunghezza 3.962 mm
Larghezza 1.820 mm
Passo 2.560 mm
Peso minimo 1.200 kg asfalto e 1.200 kg terra

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