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Il violento terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud-ovest del Giappone, il 28 luglio continua a far sentire i suoi effetti anche sull'industria automobilistica. Pur non avendo subito danni diretti agli impianti, Toyota e Nissan hanno deciso di sospendere temporaneamente parte della produzione a causa delle criticità nella catena di fornitura e delle condizioni delle infrastrutture nelle aree circostanti.
Secondo quanto riportato da Automotive News, il sisma, che ha provocato almeno 13 vittime e ingenti danni a edifici, strade e reti elettriche, ha costretto diversi fornitori a interrompere le attività, rendendo impossibile garantire il normale flusso di componenti verso gli stabilimenti delle due Case.
Gli stabilimenti Toyota interessati si trovano a circa 150 chilometri dall'epicentro e non hanno riportato danni strutturali. In un primo momento il costruttore aveva annunciato uno stop limitato a un solo turno produttivo, ma dopo un tentativo di riavvio nella mattinata di mercoledì ha deciso di estendere la sospensione fino a venerdì.
Lo stop riguarda tre impianti, compresi quelli dedicati alla produzione di motori, sistemi ibridi e all'assemblaggio dei modelli Lexus. Secondo le stime, la fermata di tre giorni potrebbe tradursi in circa 5.200 vetture non prodotte.
Tra i modelli interessati figurano Lexus ES, RX, UX e NX, assemblati nello stabilimento di Miyata, dal quale circa il 90% della produzione viene esportata verso i mercati internazionali, inclusi gli Stati Uniti.
Anche Nissan ha avviato una sospensione parziale della produzione a partire da mercoledì. In questo caso il blocco interessa soltanto alcune linee e, al momento, non è stata comunicata una data per la ripresa completa delle attività.
La Casa giapponese ha spiegato che la decisione è legata esclusivamente alla difficoltà nel reperire alcuni componenti provenienti dai fornitori della regione di Kumamoto. Negli impianti coinvolti vengono prodotti anche modelli destinati ai mercati internazionali come Infiniti QX80 e Nissan Armada.
Il vero problema, almeno per ora, non riguarda gli stabilimenti automobilistici ma la rete dei fornitori. L'area colpita dal terremoto ospita infatti numerose aziende specializzate nella produzione di componentistica destinata a Toyota e Nissan. Almeno due fornitori hanno già sospeso le attività e ulteriori interruzioni potrebbero avere effetti anche nelle prossime settimane.
Se la situazione dovesse normalizzarsi rapidamente, l'impatto sulle consegne sarà probabilmente limitato. Tuttavia, un prolungamento delle difficoltà logistiche potrebbe rallentare la disponibilità di alcuni modelli destinati all'esportazione, in particolare quelli Lexus prodotti nello stabilimento di Miyata.
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