Prova su strada

Mazda2 EV

Il Wankel per Range Extender
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La novità non è tanto l'arrivo dell'elettrico ma la presenza di una nuova declinazione del motore Wankel, che dopo Le Mans, RX-7 ed RX-8 cambia vita diventando un poderoso generatore di energia

Mazda2 EV

La mitica vittoria della Le Mans 1991 ha rappresentato per Mazda un punto di svolta importante nello sviluppo del motore Wankel. Da semplice motore alternativo al classico "ciclo otto", l'unita motrice sviluppata in modo quasi ostinato prima da NSU, poi da Daimler ed infine dal costruttore giapponese si rivelò agli occhi del mondo come in grado di rappresentare una alternativa concreta anche in ambito sportivo.

 

Da quel giorno, però, forse anche per via delle applicazioni estreme con cui Mazda ha sempre declinato il suo fiore all'occhiello tecnologico, il Wankel è stato scambiato per un propulsore buono solo per le alte prestazioni, schiavo di consumi d'olio e di benzina piuttosto elevati nel contesto di vetture come l'iconica RX-7 e la più recente "coupé" a quattro porte RX-8.

Un range extender compattissimo

In realtà le applicazioni del Wankel, vuoi per via della sua compattezza, vuoi per la quasi totale assenza di vibrazioni, possono essere molteplici e questo in Mazda sembrano saperlo bene tanto che, proprio per venire incontro alle esigenze quotidiane delle auto elettriche del futuro, i tecnici di Hiroshima hanno sviluppato una versione di questo motore specificatamente sviluppata per la produzione di energia: un elemento indispensabile che permette ad un'elettrica di avere da un lato un'autonomia più estesa ma soprattutto di assicurare il movimento della vettura anche quando l'energia stivata nelle batterie attraverso la presa di corrente si esaurisce.

Le applicazioni del Wankel, vuoi per via della sua compattezza, vuoi per la quasi totale assenza di vibrazioni, possono essere molteplici e questo in Mazda sembrano saperlo bene

Wankel: è tutto nuovo

Per realizzare il nuovo motore i tecnici Mazda hanno scelto di non percorrere la strada più semplice, ovvero quella di utilizzare solo uno dei due rotori da 650 cc già sviluppati e collaudati su RX-8, andando a riprogettare completamente cilindro e rotore sino ad ottenere un'unità da 330 cc in grado di erogare 28 kW a 6.000 giri. Un motore estremamente compatto, affiancato nello stesso basamento ad un generatore d'energia (collegamento a cinghia) che gira al doppio della velocità rispetto al Wankel: un differenziale di velocità che, a detta dei vertici Mazda, gli permette di essere il 5% più efficiente nella produzione dell'energia (20 kW) poi utilizzata per ricaricare le batterie.

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Il motore elettrico fornisce la forza motrice in ogni situazione, mentre il Wankel, collegato ad un generatore, produce energia per ricaricare le batterie

Futuro (anche) da gruppo di continuità

Una potenza eccezionale - in Mazda stanno progettando di utilizzare anche in altri ambiti, come nel caso di un gruppo di continuità a propano, butano o benzina in grado di offrire prestazioni al top e dimensioni di h700, l300, p400 mm - che per l'installazione sull'attuale Mazda2 EV in via di sperimentazione in Giappone non ha avuto bisogno di particolari adattamenti: tutto il gruppo, serbatoio da 9 litri compreso, si installa appena dietro l'asse delle ruote posteriori mantenendo inalterata la capacità del bagagliaio, il posizionamento delle batterie e quello del motore elettrico.

Autonomia estesa a 350 km

L'autonomia del nuovo sistema ibrido "al contrario" rispetto, ad esempio, a quello della Mazda 3 Skyactiv-Hybrid - concettualmente è simile a Chevrolet Volt, Opel Ampera o BMW i3 con range extender - è complessivamente di circa 350 km dei quali poco meno di 200 attribuibili all'elettrico e gli altri al lavoro del range extender alimentato da un serbatoio di 9 litri anch'esso integrato al modulo con il generatore ed il monorotore Wankel.

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Il sistema di propulsione, molto compatto grazie alla presenza del piccolo Wankel, lascia pressoché invariata la capacità di carico

Come funziona il Range Extender?

La nostra prova, avvenuta in una zona portuale di Yokohama chiusa al traffico, ci ha fatto non solo scoprire il potenziale della Mazda2 elettrica ma anche quello del motore Wankel nella sua nuova forma di centrale termica.

 

Assolutamente privo di collegamenti con le ruote, al cui movimento (di quelle anteriori) pensa un'unità elettrica posta anteriormente, il Wankel non è stato pensato per avviarsi solamente quando l'energia è esaurita: chiaramente per la Mazda2 EV la possibilità di funzionare esclusivamente in elettrico rimane, ma nella normale guida di tutti i giorni sotto ad una certa soglia (circa il 50%) il rotore inizia a girare con regimi di rotazione che variano in funzione della velocità; da 0 a 10 km/h, ad esempio, il regime di rotazione è pari a zero mentre dai 10 ai 100 km/h il regime del Wankel varia in modo proporzionale alla velocità con range di giri che vanno dai 1.250 ai 3.500 giri in fase di accelerazione e dai 2.000 ai 1.000 in rilascio.

L'intervento del Wankel produce un suono che è percepibile ma mai fastidioso, per poi sparire completamente una volta superati i 65 km/h

E' davvero silenziosissimo

L'intervento del Wankel produce un suono che è percepibile ma mai fastidioso, in particolar modo a velocità comprese tra i 40 ed i 50 km/h, per poi sparire completamente una volta superati i 65 km/h quando fruscii aerodinamici e rumore di rotolamento coprono del tutto il sibilo del range extender.

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Questo innovativo powertrain finirà con ogni probabilità sulla versione EV della futura Mazda2

 

Le prestazioni della vettura sono interessanti. I 102 CV permettono di raggiungere velocità importanti in pochi metri e la coppia massima di 150 Nm, costanti tra 1 e 2.800 giri/min, permettono a Mazda2 di assicurare valori di spinta interessanti ma soprattutto privi di qualunque incertezza grazie all'assenza del cambio.

Sarà sulla nuova Mazda2?

Tra le note positive della ibridificazione della compatta nipponica c'è sicuramente il fatto che l'unità motore/generatore/serbatoio occupa uno spazio molto ridotto e questo permette alle vetture che lo ospitano ma soprattutto che lo ospiteranno (la prossima generazione di Mazda2 con ogni probabilità avrà una versione EV a listino) di non scendere a patti con eventuali necessità di spazio: quello che spunta nel bagagliaio è solamente una compatta centralina di controllo che è stata appoggiata alla parete sinistra del vano alla stregua di quanto si faceva qualche anno fa con gli amplificatori di potenza per gli impianti hi-fi car.

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Il Wankel trova posto al posteriore, insieme al serbatoio 

In conclusione

Il ritorno del Wankel non poteva che essere più strano ma allo stesso tempo piacevole. Certo, pensarlo girare a novemila giri sotto al cofano della RX-8 fa tutto un'altro effetto, ma dati alla mano è evidente che la capacità di produrre energia a fronte di dimensioni compatte e di scarsissime vibrazioni lo rende vincente anche in questo ambito. Un ambito che non sarà di certo quello patinato della 24 Ore di Le Mans ma che giocherà comunque un ruolo strategico nella corsa alla riduzione dei consumi e delle emissioni che sarà necessario per rispettare i rigidi parametri imposti ai costruttori dagli accordi internazionali.

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