Confronto SUV crossover

Quale comprare, Confronto: Seat Ateca 1.6 TDI Style Vs Hyundai Tucson 1.7 CRDi Comfort

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Parallelo tra due SUV moderni, curati ma non esagerati, dal contenuto capace di avvicinare la fascia premium senza eccedere in dimensioni e costi

A confronto due veicoli che si fanno notare per il recente debutto, la forte cura estetica e le buone dotazioni. Non ultima la qualità, ormai riconosciuta ai due marchi per quasi tutti i sistemi di cui dotano i rispettivi SUV, o meglio CUV come vengono identificati. Veicoli uno 100% europeo l’altro orientale più che altro nel marchio, sotto i 4,5 metri ma ricchi di spazio anche se si sia in quattro, caricando oggetti mediamente ingombranti. Aprono i rispettivi listini a € 20.850 Ateca e 21.800 € Tucson (11/2016) con versioni benzina quasi allettanti, ma possono essere ben più ricchi e in parte costosi, dotandosi di trazione integrale, cambio automatico e sistemi attivi di assistenza guida molto evoluti. Considerando l’utilizzatore italiano medio, cui possano piacere per stile accattivante e praticità, anche senza necessitare a pieno di prestazioni e finiture top di gamma, cogliendo il cosiddetto “in medio stat virtus” per uso familiare e non aziendale, valutiamo: Hyundai Tucson 1.7 CRDI Comfort e Seat Ateca 1.6 TDI Style.

Stile & Immagine

ATECA ****. Seat compie un passo importante, verso un segmento e un livello generale che prima non le apparteneva, pur buone che fossero le compatte o familiari spagnole. La nuova Ateca è oggettivamente gradevole esteriormente perché moderna, equilibrata nelle forme e ben rifinita nei dettagli, un livello percepito prossimo alle reginette di segmento. Le linee sono tese e di taglio netto, quasi sportive ma certo razionali più di quelle della rivale coreana. Gruppi ottici moderni (LED posteriori) fanno da estremo per profili che colpiscono senza esagerare, al contrario di alcune Seat del passato additabili come troppo grintose per target maturi. Ispirazione in parte tedesca quando si vede la prima volta, ma l’identità di marchio è evidente al contatto e nei particolari. Ben undici le colorazioni disponibili, con differenza prezzo sino a 650 € in più rispetto al Blu mediterraneo base. Le finiture variano divenendo vistose, se graditi gli Styling Kit multicolor predisposti (€ 500 anteriore € 465 posteriore) mentre i cerchi sono da 17’’ estendibili sino a 19’’ di colori quasi quanti se ne vedano in un arcobaleno (costo fino a 1400 €).

TUCSON *****. Alla sua terza generazione, poco più lungo, a 4,47 metri e più alto di soli quattro centimetri, il Tucson esibisce impronta più vistosa di Ateca e più identificabile con il concetto SUV. Presenta linee fondamentali analoghe, ma estremità frontale e posteriore più verticali e personali, con elementi volutamente ricercati come l’ampia griglia, d’impatto meno plastico rispetto a Seat, i sottili fari a LED (posteriori) paracolpi e spoiler che donano un senso di maggior proiezione verso l’alto, scorrendo la visuale lateralmente. Nervature meno omogenee e alternanza di cromature, conferiscono maggior muscolosità, gradita a un target giovanile, senza però sconfinare in percezione fuoristradista, in quel senso è il contrario semmai. Più modaiola, l’immagine Tucson potrebbe nel lungo termine essere percepita superata un po’ prima rispetto alla rivale. Le colorazioni disponibili sono dieci, con costi fino a € 650 oltre la Flery red inclusa nel prezzo. In questo allestimento considerato, si trovano barre longitudinali, retrovisori con indicatore direzione integrato e cerchi da 17’’ (opzionali fino a 19’’ con 390 €).

Ergonomia & Vivibilità

ATECA *****. La cittadina spagnola che ne ispira il nome è piccola, gli ingombri rispetto alle rivali poco inferiori, ma lo spazio interno è ottimale. Sorprende positivamente e si sposa a una percezione di ambiente europea, coerente alla provenienza e al gruppo cui Ateca appartiene. Trovano adeguata postura di guida, che ricordiamo non vuole essere sportiva, quasi tutti incluso chi superi il metro e novanta. Buona l’ariosità dell’abitacolo e corretta la posizione dei comandi, tipica del gruppo VW e tendenzialmente orizzontale. Giusto il classico “manettino” illuminazione a sinistra del volante può richiedere, a chi non sia avvezzo, maggior attenzione essendo meno alto.  Il bagagliaio è da 510 litri (485 per la 4WD causa minor profondità) triplicato in volume ripiegando molto facilmente i sedili, che però non formano un piano uniformemente piatto. Senza inclinarli, è comunque fruibile un collegamento verso l’abitacolo tramite ampio sportello nella posizione centrale dello schienale. Luminosità diurna parzialmente superiore a Tucson, per superfici vetrate poco più estese, sulla spagnola. Non mancano vani portaoggetti ovunque servano, incluso l’ottimale alloggiamento per un dispositivo mobile che si integri ricaricandosi. Il quinto occupante solo se di stazza elevata patisce la presenza del tunnel centrale, posteriore.

TUCSON ****. Entrandovi, il modello dal nome ispirato alla cittadina sita in Arizona, fa sentire di essere Hyundai, non europeo ma vicinissimo ai gusti del vecchio continente. La conformazione, pur simile, ha profili meno orizzonatali, che semmai proiettano verso l'alto. I comandi non sono parimenti razionali e forse fruibili facilmente come la rivale spagnola ma d’impronta tedesca, più numerosi i tasti (su volante, portiere o lato cambio) però è tutto comunque disponibile senza sforzi di movimento, con un impatto parzialmente più moderno delle forme, di certo meno popolare e condiviso di quello Ateca. Sedile guidatore con supporto lombare elettrico, mentre dietro pensando ai centimetri in più di cui dispone, non è grande il vantaggio. Medesime ad Ateca le misure del vano bagagli, dove è già presente una rete, persino ripiegando i sedili (60:40) che qui regalano però una superficie più lineare, anche se non totalmente piatta. A proposito di vani, quello portaoggetti è refrigerato.

Come Vanno

ATECA ****. Si guida molto bene la Ateca, a dispetto delle misure la dinamica regalata dal primo SUV compatto di Martorell è davvero sincera, intuibile per chiunque ma senza esser troppo blanda, con buon equilibrio di sospensioni e prestazioni (chi le ami meglio pensi alle motorizzazioni superiori, ben supportate) per una massa inferiore a Tucson. La piattaforma condivisa MQB è una garanzia, qui ben impostata e anche sulle cosiddette strade bianche si comporta benissimo Ateca, come in velocità mantiene buon feeling e ancor più comfort, senza invidie a una berlina media. Non incita a correrci invero, come da target, ma abbiamo comunque un po’ esagerato conducendola su un anello di alta velocità, mettendo in recovery impianti ESP e TPMS, non però la bontà del comportamento telaistico (senza eccedere, ovviamente). In ambiti urbani, per manovre, la visibilità è lievemente maggiore che sulla rivale, ma il diametro sterzata non migliore: 10,8 metri.

TUCSON ***. Data la massa e il volume, superiori ad Ateca, gli 87 cc di cubatura e qualche Nm di coppia a giri più bassi con parità di potenza erogata (116 CV) non bastano certo a Tucson per essere prestazionalmente superiore alla rivale spagnola, anzi. Soprattutto in accelerazione e ripresa il grintoso SUV coreano paga non poco alla rivale, oltre due secondi sullo 0-100 Km/h (13,7 contro 11,5). La propulsione Hyundai 1.7 CRDi è migliorata negli anni, ma chi cerchi piena reattività al pedale non può innamorarsene. Viceversa, a dispetto delle misure e della massa (1425 Kg) maggiori, il Tucson è relativamente ben manovrabile in città, con passo ruota similare alla Ateca gli occorrono dieci centimetri in più per trovar certi parcheggi, ma sempre con morbida risposta alle sollecitazioni, anche dei fondi non troppo uniformi. Il raggio sterzata minimo è 5,3 metri consentendo inversioni relativamente agevoli. Presente il supporto di assistenza in salita e dovuto quello per il parcheggio, causa visibilità al retro molto limitata, il Tucson si dota di sospensioni anteriori McPherson e posteriori Multilink, di cui Ateca invece dispone solo per le versioni 4x4 e più potenti. La reattività di guida è inoltre variabile già in questo allestimento con i tre livelli del servosterzo (Normal, Comfort o Sport). Il serbatoio carburante ha un buon 20% in più di capacità rispetto alla rivale (62 litri).

Dotazioni & Finiture

ATECA ****. I livelli di dotazione della Seat Ateca in allestimento Style sono coerenti al target, oggi giorno buono ma senza picchi di contenuto o materiali troppo lussuosi, riservati alle due varianti superiori. Ben visibili in dettaglio sul configuratore online della Casa, ci sono Media System touch 5’’, retrovisori riscaldabili e richiubili elettricamente, luci diurne a LED, fendinebbia cornering, ambient light e illuminazione vano piedi, bracciolo centrale posteriore, clima bi-zona, regolazione lombare sedili anteriori, cruise control, volante e pomello cambio in pelle, due chiavi richiudibili (3 pulsanti, apertura baule) freno stazionamento elettrico, ABS + ESP, sensori parcheggio posteriori, sensore luci, sensore pioggia, ASR + XDS (Differenziale Elettronico) controllo pressione pneumatici, Hill Hold Control, Sistema ISOFIX + Top Tether nei sedili posteriori. Per la sicurezza anche Front assist (Protezione Pedoni) riconoscimento stanchezza e sette airbag. Da considerare a parte, ma interessanti, ci sono un functional pack (385 € per doppio vano bagagli, listello sotto porta cromato, vasca baule e modanatura portellone) i vetri oscurati dietro (210 €) l’antifurto (280) e il selettore Driving Experience (200 €); oltre un park assist completo (anteriore posteriore). Il pregevole sistema Traffic Jam Assist includibile solo per allestimenti superiori con DSG.

TUCSON ****. In quest’allestimento, secondo dei tre visibili sul configuratore online invero non troppo dettagliato per grafica, rispetto ad Ateca, Tucson include già dotazioni più che buone, analoghe a quelle della rivale, ma evidenzia finiture di livello con un senso di morbidezza e qualità poco più ricercato. Per la sicurezza ci sono sei airbag, antifurto, cofano attivo (pedoni), monitoraggio pneumatici (tpms) assistenza alla partenza in salita, controlli frenata, stabilità (ESP) trazione (TCS) velocità in discesa e segnalazione per frenate d’emergenza (ESS). Non mancano finestrino guidatore con funzione safety e illuminazione statica degli angoli. Internamente volante (tre razze come Ateca) e pomello cambio sono in pelle, il clima è bi-zona con ionizzatore e bocchette posteriori. La guida beneficia di Cruise control, Flex Steer (servosterzo) in tre modalità e sensori parcheggio posteriori. Graditi ma da considerare a parte ci sono dei pacchetti, purtroppo alcuni includibili solo in allestimento top di gamma Xpossible, da considerare quindi estendendo la cifra. Li citiamo per validità dei contenuti, pagando, come per il Safety, che include frenata d’emergenza automatica, monitoraggio angoli ciechi e Rear Cross Traffic Alert. Stesso discorso gradendo gli interni in pelle, mentre la navigazione è disponibile già sulla Comfort, con Touch 8’’ inclusa retrocamera e sette anni di servizi TomTom, costa € 1100. Volere i vetri oscurati e una ruota di scorta analoghe a quelle in uso, fa convenire il pack Plus che aggiunge retrovisore interno elettrocromatico, sistema sbrinamento base parabrezza, sensore pioggia e cerchio della stessa in lega (a € 550).

Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

ATECA ****. Il prezzo listino basso che suscita interesse è per la versione base, ma la Ateca 1.6 TDI Style qui considerata quota al momento € 25.400 e le facilitazioni previste sono inerenti soprattutto la parte finanziaria, contro una promozione lievemente più aggressiva nelle campagne Hyundai. Fronte consumi, Ateca vanta qualche risparmio rispetto a Tucson, soprattutto per usi urbani, ma anche riferendosi ai valori dichiarati per ambito misto (ciclo combinato 4,3-4 l/100km) su percorrenze annuali prossime ai quindicimila km un piccolo risparmio di carburante esiste, di potenziali 45 litri. Le estensioni di garanzia Seat per Ateca vanno dai due anni per 40mila chilometri, sino ai tre per 150mila, con costo massimo 750 €. Freschissima di debutto e nuova in quanto a segmento per la Casa, difficile dire come si potrà comportare nel mercato dell'usato, di certo nel breve e medio periodo gode di buona tenuta valore e le manutenzioni previste sono nella norma o meglio nella misura condivisa ai tanti veicoli del gruppo VW.

TUCSON ***. € 26.050 il listino di Tucson 1.7 CRDI Comfort, al lordo delle promozioni in corso per la coreana. Molto dipende da gusti e accessori che si scelgano, ma non costa alla fine di più della rivale, pensando ad alcuni contenuti e le possibilità di sconto. Cinque anni di garanzia a percorrenza illimitata, sono un ottimo servizio di cui poter fruire specie dovendo macinare parecchia strada, un plus quantificabile facilmente. Se i modelli del passato pativano non poco il deprezzamento con gli anni, l’attuale Tucson al debutto nel 2015 si sta facendo ben apprezzare fronte usato e nel medio termine non dovrebbe rivelarsi brutto investimento, certo meglio di chi l'ha preceduto. Hyundai vincola le procedure di manutenzione straordinaria dei propri sistemi, abbastanza rara invero poiché ottimi (in parte di analoga fattura a VW come per la ecu motore EDC17C57 Bosch) alla rete ufficiale, meno capillare di quella Seat.

ASSICURAZIONE. Valutando le polizze low cost gestibili online per i due SUV in esame, scopriamo che le stime per conducenti maturi che le inseriscano nel proprio nucleo familiare, piuttosto che come prima e unica auto, sono vicine ma non identiche. La sola RC di un guidatore esperto in classe bassa, non vede sostanziale differenza livellandosi a partire da cifre poco superiori ai 500 €. Includendo ulteriori garanzie come incendio e furto, atti vandalici, cristalli, collisione, eventi naturali e assistenza, la differenza può superare i cento euro annui, variabili tendenzialmente secondo il valore veicolo assegnato, a onere di Ateca. Peggiorando la classe di merito, parallelamente incrementa anche la differenza costo assicurazione, mentre in termini di valore residuo dell’auto, con il passare degli anni sembra al momento quello di Ateca a poter rimanere lievemente più alto.

In sintesi

Schede modello e numeri affiancati sullo strumento di Automoto.it
Schede modello e numeri affiancati sullo strumento di Automoto.it

La sommatoria delle valutazioni qui considerate, porta a un piccolo vantaggio per il SUV spagnolo, più fresco di debutto e già protagonista sul mercato, ma molto dipende da gusti e scopi. Tucson sa dare qualcosa in più nello stile, modaiolo e giovane, interpretando bisogni magari non totalmente razionali di questa fascia che può aver sete di SUV accessibili, ma nemmeno troppo pacati. Ateca vanta forse più equilibrio nel DNA, personalizzazione possibile e potenziale gradimento nel medio e lungo termine, senza contare il rendimento. Per necessità o gusti distanti dalle versioni qui prese in esame, Hyundai offre Tucson con motori benzina 1.6 turbo in due livelli di potenza, il motore 2.0 gasolio più pepato (185 CV) invece, solo in 4WD versione Xpossible, top di gamma con trasmissione automatica. Ben fruibile il cambio 7DCT, ma per il resto la varietà e le personalizzazioni sono inferiori a Seat. Per Ateca gli allestimenti sono ben cinque, con X-perience votata al fuoristrada, le dotazioni opzionali più varie e, volendo compensare con i toni la maggior razionalità delle forme, non mancano Styling kit. Sullo strumento confronto modelli di Automoto.it, a questo link, si possono affiancare tutti i numeri delle schede tecniche per i due SUV.

 

Vantaggi Ateca TDI Vs Tucson CRDi

  • ATECA: Razionalità, Rendimento e Rapporto spazio / ingombri
  • TUCSON: Grinta e modernità esibita, Garanzia

 

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