Confronto segmento A

Quale comprare, Confronto: Toyota Aygo 1.0 Vs Fiat 500 1.2

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Parallelo tra due vive protagoniste del segmento A europeo. La leader di mercato italiana dall'intramontabile immagine, Fiat 500 e la moderna giapponese Toyota Aygo, alla sua seconda generazione: Stile Vs. Efficienza

Quale comprare, Confronto: Toyota Aygo 1.0 Vs Fiat 500 1.2

Due mondi distanti all’origine e due filosofie automobilistiche con passato altrettanto differente si confrontano oggi sui grandi numeri del segmento A in Europa, quello più popolare e in un certo senso di accesso alla vera mobilità sulle quattro ruote, quello delle piccole e convenienti utilitarie, ma in questo caso non unicamente low-cost. Parliamo infatti di due modelli che vivono intensamente paesi, città e grandi metropoli, con ruolo identificativo e anche di un certo peso, rispetto a concorrenti più spartane o anonime, non per niente sono i “cavalli di battaglia” di due colossi dell’industria automotive. Si distinguono nel segmento per intramontabile stile italiano la prima e per efficienza giapponese a 360° la seconda: parliamo di Fiat 500 (150) e Toyota Aygo (AB40). Considerando le rispettive gamme, che partono a listino da € 13.750 per l’italiana e € 11.500 per la giapponese (prezzi Italia a maggio 2016) valutiamo proprio i modelli di accesso: Fiat 500 1.2 Pop 69 CV e Toyota Aygo X-Cool 1.0 VVT-i 3p. Già, quelli genericamente usati per citazione nelle promozioni, che ricordiamo non sono mai da poco e quindi da tenere ben sott’occhio; quelli che fanno dire un po’ a tutti: “Sai che la tal macchina adesso costa così, con lo sconto?”. Prezzi a parte, che in funzione delle offerte in vigore possono diminuire talvolta avvicinandosi, le dimensioni intorno ai 3,5 metri in lunghezza, la massa a secco intorno agli 850 Kg, la propulsione benzina Euro6 da 69 CV, trazione anteriore, freni a disco solo davanti, dotazioni oneste per i quattro possibili occupanti e portiere, tre: sulla carta sono in gran parte allineate queste due automobili. A differenziarle nel DNA e alla vista è certamente lo stile, ma non solo quello poiché vengono scelte alternativamente sia da giovani freschi di patente, sia da famiglie attente più all’ergonomia e ai costi di manutenzione, per vetture che sono spesso sfruttate a fondo anni prima di essere cedute.

Stile & Immagine

500 *****. Poco da commentare sull’impatto sempre e universalmente gradevole della moderna Fiat 500. Debutto nel 2007 e ultimo facelift nel 2015, per un’icona di stile italiano che vive a oltre mezzo secolo dalla nascita sapientemente e moderatamente reinterpretata, resistendo alle stagioni meglio delle rivali. È poco più voluminosa della Aygo, ma essendo sempre dotata di tre porte e similari prestazioni in città, ci si confronta forte del proprio look stondato, senza tempo, arricchito da dettagli contemporanei come sono i gruppi ottici. Quindici le possibili tinte di carrozzeria: sette pastello, cinque metallizzate (+ 600 euro), una perlata e due bicolore (+ 1100 euro) cui associare le cosiddette second skin (cinque differenti da € 500 a € 900) opzionali come la modanatura cromata o il tetto in cristallo. Tutto insomma per un’ampia possibilità di personalizzare le finiture estetiche, in acquisto ma anche in seguito, rendendo la propria Fiat 500 molto originale grazie anche alle quattro convenienti serie di stickers, per fasce laterali e tetto. Gradita a qualunque genere di automobilista, giovane o meno, donna o uomo, è un’auto dove anche internamente ci sono richiami al passato: solo per alcune forme però e mai malinconiche, poiché ottimamente utilizzate a contorno di hardware e software contemporanei, mentre sono parecchie anche le finiture possibili (tredici, da scegliere) fino alla presenza di pelle Frau. Dieci infine le varianti di cerchio in lega fino a 16’’, con sovraprezzo rispetto a quelli in acciaio di serie.

AYGO ****. Ha immagine anch’essa ben personale la Toyota Aygo del 2016, figlia dei più recenti trend interpretati dal centro stile europeo della Casa nipponica (in partnership con i francesi di PSA). Più corta, di quasi dodici centimetri, ma altrettanto curata, è potenzialmente più esposta al variare delle mode rispetto a Fiat 500, poiché nettamente diversa dalle precedenti versioni e da gran parte delle rivali. Caratterizzata da uno stile quasi monovolume a taglio posteriore molto più netto, un po’ obliquo oltre che un po’ futurista. Gode comunque di un maggior effetto novità Toyota Aygo, poiché al debutto nel 2014, ben sette anni dopo Fiat 500 e non lesina grinta con la caratteristica X anteriore (incrocio di linee da fari e prese aria, verso il fulcro del logo Toyota) per essere più gradita ai giovani, pur se nella sostanza non può certo essere cattiva davvero, contrariamente a certe versioni dell’italiana. Varietà di colorazioni per la carrozzeria limitata a tre sole tinte base, ma ampia scelta per quanto avere su tutto il resto, ovvero: x-front e x-tension (sei colori della prima e sette della seconda) ben dieci stickers per il tetto di ampia fantasia, sette per le calotte specchietti, come sette anche per gli inserti paraurti posteriore. Internamente lo stile è meno spinto di quello esterno, con percezione di un ambiente moderno sì ma nella media del segmento contemporaneo, meno ricercato di quello Fiat a livello d’impatto cruscotto e comandi, almeno in questo allestimento base, X-Cool, che si rivela più ordinario rispetto a quello della rivale.

Ergonomia & Vivibilità

500 ****. Una piccola auto dalla buona ergonomia la Fiat 500, rispetto ad Aygo riesce e farsi percepire più corposa e solida, anche se si tratta di un effetto relativo e della sommatoria di alcuni dettagli. La maggior dimensione dell’italiana (lunghezza più 12 cm, altezza più tre, larghezza più uno) consente qualcosa di meglio per lo spazio anche dietro e nel bagagliaio, qui da 185 litri (17 in più rispetto a Toyota, anche se meno sfruttabili in altezza). Sufficienti le regolazioni sedile, anche per i più corpulenti, rimanendo comodi e avvolti a sufficienza, senza forzature, mentre volante e comandi a esso ravvicinati (quasi tutti in alto) sono ben gestibili da chiunque, con uso esteso di tasti anziché interruttori o manopole. Ci si sente abbastanza avvolti ma non ristretti sulla Fiat 500, certo senza pretese di viaggiare in quattro con relativi bagagli e comodità, pur maggiore che sia il potenziale rispetto ad Aygo.

AYGO ****. È davvero minuta ma almeno anteriormente ci si sta bene, anche se di statura sopra la media. Il senso di avvolgimento è inferiore a Fiat 500 qui, causa la scelta di posizionamento per alcuni comandi e delle plastiche principali: la leva cambio non è ravvicinata e alta come sulla Fiat e minor estensione si ha in tutta la parte centrale di plancia e comandi radio o clima, un manuale a classiche manopole. La sensazione è di essere su una citycar più pura della Fiat 500 e meno tendente all’uso extra urbano, come infatti si rivela. Pratica ma un po’ meno coinvolgente anche per l’impostazione più soft dei sedili, comodi ma non avvolgenti, dei materiali, pur buoni ma che pagano qualcosa in colori e sensazioni nei punti di contatto. Ottima la visibilità, anche dietro dove la Fiat 500 è un pelo carente e utile il vano richiudibile fronte passeggero (sull’italiana è a vista) ma il bagagliaio qui è più limitato: 168 litri.

Come vanno

500 ****. Ormai un classico anche in termini di guida, la Fiat 500 segna il riferimento nel proprio segmento. La dinamica garantita dal pianale Fiat (comune a Panda) è ottima per città e uscite extra-urbane. Le reazioni della 500 oltre essere sincere sono anche poco più dirette di quelle della rivale. Il solido otto valvole aspirato italiano, evoluzione per quanto possibile raffinata del primo Fire degli anni Ottanta, ha qualcosa in più “sotto” rispetto alla giapponese, come da coppia dichiarata, per Fiat 500 migliore oltre che disponibile a regime più basso (102 Nm a 3000 rpm contro 95@4300 di Aygo). Sullo 0-100 Km/h con la 500 1.2 si è più rapidi di ben 1,3 secondi e la cosa è chiaramente percepita. In ottica di viaggio, fuori dal tessuto urbano la Fiat 500 ha quel qualcosa in più per maggior volume e capacità carico, anche se pensando di forzare la guida pure lei non è in fulmine di guerra nelle riprese a bassissimo regime, come tutte le vetture devote all’Euro6 se di limitata cubatura. Al volante non ci si affatica mai, viaggiando tranquillamente in quinta marcia (stesso anche il numero di rapporti, rispetto a Toyota Aygo) e nel serbatoio ci possono stare 35 litri di benzina, come per la rivale giapponese ma a minor percorrenza, causa consumi meno contenuti del quattro cilindri Fiat, anche in percorsi extraurbani. Diametro sterzata? Un buon 9,5 metri.

AYGO ***. Stessa massa della Fiat 500, o quasi (una decina i kg. in meno a secco) ma prestazioni inferiori poiché la scelta qui è di regnare sulle percorrenze urbane, quindi anche se sulla carta la velocità di punta è analoga (160 Km/h) con Toyota Aygo 1.0 VVT-i si ha meno sprint sotto il pedale: accelerazione 0-100 km/h in 14,2 secondi, ovvero si può prendere una netta “paga” dalla 500; ma non si compra un’utilitaria per correre in pista. Proprio perché si è spesso in coda, il tre cilindri a corsa lunga (71x84) da 998 cm3 è seriamente orientato a contenere i consumi: se non soddisfa certo qualora si possa o deva andare con ritmi sostenuti, specie con alti carichi dove è inutile forzare o cercare regimi troppo prossimi al limitatore, è invece forte di risparmio e autonomia elevata qualora si tenga il piede leggero. A parità di volume benzina fattibile con un pieno, qui è maggiore la percorrenza fino a 80/100 km in funzione del tipo di guida e di percorso. La dinamica è comunque buona e agevole per la leggerezza generale e anche abbastanza stabile, ma non diretta come quella della Fiat 500 e per i puristi di meccanica e motore, come sono gli italiani, può forse piacere meno anche la connotazione tricilindrica con relativo sound. Parcheggi “impiccati” più fattibili per i centimetri in meno, anche se il diametro sterzata è maggiore (raggio 5,1 metri) con un passo ruota che supera quello della 500 (2340 mm contro 2300 mm).

Dotazioni & Finiture

500 ****. Il primo allestimento di gamma è come si suol dire d’attacco, senza nemmeno pack previsti di possibile upgrade, ma si difende molto bene ugualmente Fiat 500 Pop nel segmento, specie per le finiture gradevoli se pur semplici. Assemblata in Polonia, anche in questa configurazione di accesso la Fiat 500 m.y. 2016 è più che discretamente rifinita e anzi, alla percezione comunque meno “povera” della rivale. Offre il climatizzatore manuale, comandi radio (con sei altoparlanti e presa USB) al volante, ABS con controllo stabilità (ASR, ESP e assistenza in salita) e retrovisori elettrici in tinta. Le combinazioni di colori interni abbastanza forti si fanno piacere e i materiali al tatto, non ricchi, sono sempre solidi e mediamente a prova di utilizzi stressanti. A parte ma graditi, specie ai giovani, potendo acquistarli ci sono i cerchi in lega e una spesa di 150 euro per l’utile ruotino di scorta. Mille euro tondi a listino invece per il sistema integrato radio NAV, con DAB a display 5’’. Ancor poco amato da molti italiani, quindi alla fine ben visto se opzionale, il sistema Star&Stop. Superfluo agli smaliziati del volante infine il sensore parcheggio posteriore (€ 310).

AYGO ***. Assemblata in repubblica Ceca insieme alle sorelline Citroen C1 e Peugeot 108, la generazione AB40 di Toyota supera in meglio nettamente la precedente serie AB10, prodotta dal 2005 al 2014, in tutto e specie nell’impatto visivo. Paga comunque qualcosa alla nostrana 500 osservandola da seduti, in quanto a qualità percepita soprattutto in allestimento base, ma la giapponese si difende avendo di serie Bluethoot, limitatore di velocità e assistenza alla partenza in salita (HAC). Degni di considerazione, ci sono poi a parte il conveniente il pacchetto x-safety, che con 300 euro include sistemi pre-collisione e avviso superamento corsia, i fendinebbia e le modanature laterali. Quanto di “meno” sembra trasparire osservandosi intorno quando al volante della Toyota Aygo X-Cool 1.0 VVT-i 3p è comunque abbastanza coerente a un prezzo più contenuto rispetto a Fiat 500 e ad altre concorrenti.

Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

500 ****. Il listino ufficiale, che parte da € 13.750, vede Fiat 500 più costosa e non poco, pagandone lo stile in primis, ma anche qualche dotazione e finitura. Le promozioni che la casa di Torino riserva sono però abbastanza significative in Italia e avvicinano un po’ (non troppo) il costo a quello della Toyota Aygo 1.0. Dato di fatto è che Fiat 500 con la motorizzazione 1.2 sia estremamente solida e ben gestibile per manutenzioni ordinarie e qualunque eventuale (rara) manutenzione straordinaria, anche dalla rete non ufficiale della casa. Poche procedure elettroniche sono riservate per una vettura che ha superato il milione di unità prodotte nella primavera 2013 e usa sistemi elettronici per gran parte dell’italiana Magneti Marelli (ecu motore IAW 9GF): si può gestire agevolmente secondo gusti ed esigenze proprie la vita in Aftermarket della 500, dopo i due anni canonici di garanzia. Al proposito esiste la possibile estensione Mopar (trasferibile in caso di vendita), che copre sino a tre ulteriori anni con percorrenze fino ai 150mila km: la versione Powertrain, più economica, tutela solo motore e trasmissione. Vari anche i pacchetti prepagati di tagliandi, Easy Care, come previsti da libretto sino al compimento del quinto anno di età. In genere l’automobilista italiano medio opta però verso un “fai da te”, su una vettura così affidabile e riparabile ovunque giocando in casa, ma un target femminile o di famiglia che non ci voglia pensare, può apprezzare l’offerta a costi comunque onesti e declinabili per durata e percorrenza. Sul fronte dell’usato infine, Fiat 500 è un‘ottima vettura, un classico assegno in tasca di facile commerciabilità e monetizzazione, anche qualora non ben tenuta. Il deprezzamento inferiore alla media di mercato è un suo ulteriore plus, nonostante gli anni passino e le concorrenti cambino.

AYGO ****. Il listino ufficiale di 11.500 euro la favorisce, non poco, anche se le promozioni genericamente meno aggressive di quelle di Fiat sul territorio nazionale la rendono un po’ meno conveniente di quanto appaia inizialmente. Dove Toyota Aygo si distanzia è anche nei consumi, davvero da record secondo quanto dichiarato dalla Casa. Grazie anche al sistema VVT-i (gestione motore francese: impianto Valeo V46.13) la citycar giapponese vanta addirittura il superamento della soglia dei 25 km/l, valore apprezzabile anche da un motore 2T motociclistico Euro 0 “limato”, come gli over40 possono ricordare qualora avvezzi alle due ruote durante la gioventù. Su una prospettiva di percorrenza intorno ai 15mila km annui per gran parte urbani, se non totalmente come avviene per questo tipo di vetture, la differenza con Fiat 500 a parità circa di prestazione, potrebbe anche essere di oltre 120 / 150 litri. I consumi di Toyota Aygo 1.0 sono infatti: Urbano 20 km/l, Extraurbano 27,8 km/l, Combinato 24,4 km/l. Sul fronte garanzia, con la giapponese si parte in piccolo vantaggio: tre anni o 100.000 km di base con assistenza stradale Eurocare. Estensioni possibili di uno o due anni, ovvero fino al quinto dopo l’immatricolazione, con prezzo € 250 o € 450. Ma Toyota fa di più per avvicinare gli automobilisti alle proprie officine, senza timori anche dopo la garanzia: non solo pacchetti prepagati di manutenzione per Aygo fino al sesto anno (90mila km) attualmente in listino da 330 a 1010 euro, in funzione dei casi. Sul sito nazionale della Casa viene fatto anche un preventivo online della spesa di ogni tagliando, come previsto da libretto: a maggio 2016 per la Aygo 1.0 le cifre sono comprese tra i 136 e i 218 euro, contando percorrenze sino ai 60.000 km del quarto anno. Per l’aspetto manutenzioni non ci si spaventa di certo oggi rispetto alla nostrana 500, anche se in questo caso le pur rare evenienze di ricodifica parti elettroniche, sono ovviamente riservate alla rete ufficiale.

Tutti i numeri di Fiat 500 1.2 e Toyota Aygo 1.0 sulle schede del confronto modelli di Automoto.it
Tutti i numeri di Fiat 500 1.2 e Toyota Aygo 1.0 sulle schede del confronto modelli di Automoto.it

ASSICURAZIONE. Valutando le polizze low cost gestibili online per le due citycar in esame, scopriamo che le stime per un conducente giovane che inserisca la vettura nel nucleo familiare sono molto vicine. La sola RC di un guidatore mediamente esperto in classe di merito bassa, vede in poche decine di euro la differenza, con Fiat 500 più onerosa, mentre solo includendo ulteriori garanzie come incendio e furto, atti vandalici, cristalli, collisione, eventi naturali, assistenza e infortuni conducente, la differenza può salire prossima ai 150/200 euro annui in più, imputabili sempre a Fiat 500 per via del maggior prezzo di listino, preso a riferimento. Peggiorando la classe di merito, può parallelamente incrementare anche la differenza costo. .

In Sintesi

La sommatoria delle valutazioni qui considerate porta a una differenza di tre punti in favore della nostrana Fiat 500 1.2, ma lo specifico di utilizzo può riservare spazio e vantaggi anche alla Toyota Aygo 1.0, peraltro quarta nella classifica vendite di segmento A in Italia, anche se i volumi sono ben distanti. Se con la 500 si ha un’ottima citycar di elevato stile e doti in media o superiori, con qualcosa in più di spazio e feeling al volante, anche uscendo dalle città; con la Aygo si può risparmiare qualcosa per davvero, sia in acquisto sia nei consumi, ottimizzando l’uso urbano che non preveda grandi carichi e nemmeno necessità di rivendita immediata, dove la 500 si avvantaggia per gran commerciabilità e tenuta valore, specie in Italia. Agli ambiziosi di apparire con un po’ di nazionalismo, può esser più consona l’italiana, ma nei conti di una famiglia “quadra” molto bene la Toyota Aygo. Un confronto preciso di tutti i dati tecnici e numeri, messi fianco a fianco per 500 1.2 Pop e Aygo 1.0 X-cool 3p, è possibile osservarlo sul confronto modelli di Automoto.it. Per esigenze e gusti differenti da quanto preso in analisi invece, tanto Fiat 500 quanto Toyota Aygo offrono una buona scelta di alternative, almeno per gli allestimenti. L’italiana spazia poi maggiormente in varietà tecnica sotto il cofano: dagli interessanti bicilindrici Twin Air con ottimo rendimento e anche sovralimentazione, fino ai 105 CV di potenza, offrendo eventualmente il GPL e il solido 1.3 Multijet diesel quali possibilità su fronte carburanti. La giapponese non ha ricchezza di propulsioni più spinte e nemmeno di possibile prestazione quindi, con target più limitato, ma spinge forte sull’ecologia, il taglio moderno e soprattutto, elemento mancante a Fiat 500, la possibilità delle cinque porte con poca differenza prezzo.

Pro e Contro: Fiat 500 1.2 Pop Vs Toyota Aygo 1.0 VVT-i X-cool 3p

  • 500: Stile universalmente consolidato, Personalizzazione e finiture, Tenuta valore usato
  • AYGO: Economia di acquisto e manutenzione, Consumi.

 

  • alfalf55, Vaprio d'Adda (MI)

    Credo non ci sia paragone, ho avuto la sfortuna di noleggiare una Aygo in Grecia (nuovissima)
    e penso di non aver mai guidato una macchina peggiore,facendomi rimpiangere la Panda noleggiata
    la volta prima.
    Abbiamo due 500 in casa modello base e L ottime vetture.
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