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Peugeot: una notte al museo. Di Sochaux/Seconda parte

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I tecnici del Museo Peugeot mettono in moto alcune delle vetture più significative della storia del Leone, dalla 402 Darl’mat del 1928 alla 405 Pikes Peak di Vatanen. Un'emozione unica, condita con un sound d'altri tempi

Peugeot: una notte al museo. Di Sochaux/Seconda parte

Villars-sous-Écot - Visitare un museo dedicato all’automobile è sempre una grande emozione. Se poi il museo in questione è così ricco di storia e modelli come quello che Peugeot ha allestito a Sochaux, allora la faccenda si fa seria, perché passando attraverso le sale è come fare un tuffo nel passato, o meglio, un vero e proprio viaggio nel tempo, andando alla scoperta dell’evoluzione tecnica e meccanica, ma soprattutto tecnologica. 

Visita al museo: si riparte con l'amaro in bocca

Ogni volta che si lascia un museo di questo genere però – è inutile nasconderlo – resta sempre un po’ di amaro in bocca. Rimanere per ore ad ammirare mezzi stupendi di ogni tipo e di ogni età, senza poter sentire “cantare” i loro motori nemmeno per un istante è quasi una tortura per noi appassionati.

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È come gustarsi uno spettacolo di sconfinata bellezza, ma solamente a metà. Una qualsiasi automobile infatti riesce a trasmettere tutto il suo potenziale in termini di emozioni solamente quando il suo motore è accesso, libero di far sentire il suo rumore, o meglio il suo canto.

 

Del resto ci si scontra con questioni organizzative insormontabili, che spesso non permettono di mettere in moto i mezzi custoditi nei musei per la gioia dei visitatori. Nella maggior parte dei casi quindi bisogna accontentarsi di ammirare le auto inanimate, proprio come se fossero delle vere opere d’arte prive di un cuore meccanico.

Le sportive storiche Peugeot messe in moto per Automoto.it

Questa volta però siamo stati davvero fortunati, perché, dopo aver visitato le Musée de l’Aventure Peugeot, siamo andati all’interno del circuito di Villars-sous-Écot, a pochi chilometri da Sochaux, dove i responsabili del museo hanno messo in moto alcuni dei modelli più significativi della storia sportiva del Leone, permettendo così a noi ed ai nostri lettori di vivere le auto storiche in una maniera unica.

Qualsiasi automobile infatti riesce a trasmettere tutto il suo potenziale in termini di emozioni solamente quando il suo motore è accesso, libero di far sentire il suo rumore, o meglio il suo canto

 

Abbiamo potuto ammirare in movimento auto di inestimabile valore, che solo in rarissime occasioni  vengono messe in moto. Sempre accompagnati Fabrizio Taiana, massimo esperto della storia Peugeot, che ci ha fatto da Cicerone, siamo andati alla scoperta della bellissima 402 Darl’mat Special Sport del 1928, vittoriosa a Le Mans, con il suo curioso parabrezza estraibile, fino alla 405 Pikes Peak di Vatanen, protagonista del celebre filmato dove il pilota viene abbagliato dal sole, passando per la mitica 205 Turbo 16 che conquista la Dakar nel 1987.

museo peugeot sochaux (62)
La Peugeot 208 Turbo 16 Pikes Peak quest'anno ha polverizzato il record del tracciato con Sebastian Loeb

C'era anche la 208 T16 Pikes Peak

Chiudiamo la nostra giornata arrivando fino al presente sportivo del Leone, con l’incredibile Peugeot 208 T16 Pikes Peak, portata quest’anno al successo dal nove volte campione di rally Sebastian Loeb, che ha stracciato il record del tracciato. (La 208 Pikes Peak non è stata messa in moto perché occorre il vero e proprio team di meccanici di Peugeot Sport per rendere possibile l'accensione, ndr)

 

A questo punto non resta che augurarvi buona visione, ma soprattutto... Buon ascolto!

 

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