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La domanda è tanto semplice quanto spiazzante: dove immatricolereste la vostra Toyota GR Yaris? La provocazione non riguarda preferenze di clima o gusto, ma un dato contabile. Lo stesso hot hatch giapponese, con il suo motore 3 cilindri in linea turbocompresso da 1.6 litri e 280 CV di potenza massima, può costare al consumatore finale cifre molto diverse a seconda della giurisdizione in cui viene targato. A muovere questa discrepanza non è il listino ufficiale di Toyota, ma la stratificazione di tasse ambientali, bolli di circolazione e imposte di immatricolazione che ogni paese membro dell'Unione ha adottato in autonomia.
La Francia è il laboratorio più estremo del fenomeno. Il meccanismo del malus écologique, parametrato sulle emissioni di CO2 secondo il ciclo WLTP, colpisce duramente le piccole sportive a combustione interna perché non possono contare su alcuna elettrificazione per abbassare i valori omologati. La GR Yaris, con i suoi 190 g/km nella versione con cambio manuale e 210 g/km in quella con automatico, rientra nella fascia più alta del tributo. Nel 2024 la tassa arrivava a 45.990 euro per la manuale e al tetto massimo di 60.000 euro per l'automatica, portando l'assegno complessivo oltre i 92.000 euro per la versione con cambio manuale e addirittura 108.800 per quella con cambio automatico.
Il quadro nel 2026 è peggiorato ulteriormente. Secondo i calcolatori ufficiali aggiornati, il malus ecologico della Toyota Yaris GR è di 80.000 euro nel 2026, applicato a tutte le versioni e configurazioni. Questo significa che, sommando il tributo al prezzo di listino, la piccola sportiva da rally può arrivare a toccare cifre paragonabili a quelle di una GT sportiva premium, collocandosi, in termini di esborso finale, in un segmento che con le sue dimensioni non avrebbe nulla a che vedere.
Anche oltre la frontiera olandese il discorso si complica. Il sistema prevede il BPM (Belasting van Personenauto's en Motorrijtuigen), l'imposta nazionale sui veicoli a motore calcolata sulla base delle emissioni, del peso e del carburante. Per la gamma GR Yaris Model Year 2025, Toyota ha scelto di integrare direttamente questo tributo nel prezzo di vendita al pubblico. Il risultato, come riportato dai colleghi olandesi di AutoWeek, è un listino che parte da 85.295 euro per la versione performance. Con la premium a cambio manuale si sale a 89.295 euro, mentre con la GR Yaris con cambio automatico servono almeno 97.840 euro. La configurazione più ricca, la premium con trasmissione automatica, supera la soglia psicologica dei 100.000 euro fermandosi a 101.840 euro.
In questo scenario, quello italiano appare quasi benevolo. Da noi la GR Yaris è soggetta al superbollo, la tassa annuale aggiuntiva che si applica alle vetture con potenza superiore a 185 kW. Un'imposta non amata dagli appassionati, certo, ma i cui effetti restano misurati se confrontati con il malus transalpino. Per la Toyota GR Yaris è necessario sborsare ogni anno 420 euro, traducibile anche in 35 euro al mese. Il prezzo di listino italiano resta allineato a quello base francese, attorno ai 46.300 euro, cui si aggiungono le consuete spese di immatricolazione e l'IPT provinciale, ma senza sovraimposte ambientali a carattere punitivo.
I dati riferiti a una GR Yaris 1.6 turbo tre cilindri da 280 CV con emissioni di 197 g/km di CO2, fotografano la distanza fra i vari sistemi nazionali in modo quasi chirurgico, distinguendo fra l'imposta una tantum versata al momento dell'immatricolazione e la tassa annuale ricorrente.
Più contenuto, ma pur sempre significativo, è l'esborso in Austria, dove la NoVA richiede 11.760 euro al momento della targatura, senza però una tassa annuale specifica per questa categoria. In Portogallo l'ISV ammonta a 8.134 euro una tantum, mentre l'IUC annuale si ferma intorno ai 185 euro, mantenendo complessivamente l'onere nella fascia media. La Vallonia, regione francofona del Belgio, applica una TMC di 6.426 euro più una tassa di circolazione annua di 359 euro. In Spagna il quadro è ancora più morbido con 4.875 euro di Impuesto de Matriculación e circa 100 euro all'anno di IVTM.
Il caso italiano rivela il rovescio della medaglia: zero tasse di immatricolazione di carattere ambientale, ma una tassa annuale che raggiunge i 1.076 euro, la più alta del continente, frutto della combinazione fra bollo ordinario e Superbollo sulle vetture oltre i 185 kW. In pratica, chi acquista una GR Yaris in Italia paga una cifra quasi simbolica al momento della targatura e una rata annuale consistente per tutta la durata del possesso. Simile l'impostazione della Svizzera, con riferimento al cantone di Ginevra: nessuna sovrattassa all'acquisto e una tassa annuale di circa 810 franchi svizzeri.
Il video si chiude con una nota che farà sognare più di un appassionato. In Germania e Lussemburgo la GR Yaris non paga alcuna tassa di immatricolazione aggiuntiva, limitandosi a un'imposta annuale compresa fra 200 e 300 euro. Ma sono il Principato di Monaco e il Principato di Andorra a offrire la configurazione più favorevole, con zero euro sia in fase di acquisto sia in fase di possesso. Una fotografia emblematica di come, all'interno dello stesso continente, il destino economico di una hot hatch da 280 CV possa cambiare radicalmente in base al regime fiscale del paese in cui viene targata, sollevando un interrogativo sempre più pressante sulla coerenza delle politiche europee in materia di emissioni e fiscalità automobilistica.
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