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Il Gruppo Renault ha messo mano alla propria architettura tecnica, avviando una revisione profonda delle strutture dedicate a ingegneria e sviluppo prodotto. Un portavoce del costruttore ha confermato che, nell'arco dei prossimi 24 mesi, la popolazione tecnica interna sarà sfoltita in una forbice compresa tra il 15 e il 20%. Una mossa che si inserisce nel percorso di efficientamento tracciato dal piano industriale futuREady, dove il contenimento dei costi di sviluppo rappresenta uno dei pilastri dichiarati.
Il perimetro ingegneristico del costruttore francese coinvolge oggi circa 12.000 professionisti distribuiti nel mondo. La casa ha chiarito che lo strumento adottato non sarà quello del licenziamento unilaterale, e che l'alleggerimento toccherà principalmente i centri tecnici situati in Brasile, India, Marocco, Romania, Corea del Sud, Spagna e Turchia.
La lettura è chiara: la Francia viene confermata come quartier generale tecnologico, sede nevralgica per la progettazione dei futuri modelli e per lo sviluppo delle tecnologie di frontiera. Si tratta di una direzione industriale che va in controtendenza rispetto alla dispersione geografica del lavoro tecnico vista negli anni scorsi, quando molti costruttori avevano esternalizzato quote crescenti di ingegneria verso mercati a costo del lavoro più contenuto.
Nel ridisegnare la propria mappa, Renault tiene però aperta una porta significativa sulla Cina. La nuova Twingo, destinata agli stabilimenti europei, ha visto la fase di progettazione svilupparsi proprio nel paese asiatico. Secondo il costruttore, questo approccio ha permesso di comprimere il tempo di immissione sul mercato del modello a circa ventiquattro mesi, un intervallo decisamente più breve rispetto ai cicli tradizionali dell'industria automobilistica, che storicamente si attestano su tempistiche più che doppie.
Il modello urbano rappresenta così una sorta di banco di prova per un nuovo approccio ibrido, in cui la rapidità e la flessibilità dei centri di sviluppo cinesi vengono messe al servizio di prodotti destinati al mercato europeo. Un metodo che la Casa intende replicare sulle future elettriche, con l'obiettivo dichiarato di abbattere i costi industriali legati alla progettazione in una finestra che va dal 10 al 30%.
La decisione di Renault si inserisce in un contesto in cui anche gli altri grandi gruppi europei stanno rivedendo le proprie mappe ingegneristiche. Nei giorni scorsi, Stellantis ha comunicato un riposizionamento del polo di Rüsselsheim, sito storicamente legato al marchio Opel, che verrà convertito in un Tech Center all'interno dell'organizzazione globale PDT (Product Development & Technology).
Il nuovo assetto avrà una duplice vocazione: da un lato lo sviluppo dei prodotti a marchio Opel e Vauxhall, dall'altro il presidio di ambiti tecnologici orizzontali per l'intero Gruppo. L'elenco delle aree di specializzazione abbraccia i sistemi ADAS, lo sviluppo virtuale, l'intelligenza artificiale applicata agli strumenti di efficienza ingegneristica, l'illuminazione digitale, il capitolo batterie con particolare attenzione alla loro sicurezza e la parte software dell'architettura STLA Brain.
Sul fronte degli organici, la trasformazione del sito tedesco si tradurrà in un ridimensionamento sensibile. La comunicazione inviata al sindacato IG Metall lo scorso 10 aprile parla di 650 posizioni tecniche destinate a essere meno nell'attuale configurazione, a fronte dei 1.650 ingegneri oggi attivi nel Tech Center. Il nuovo dimensionamento dovrebbe dunque attestarsi attorno alle mille unità, soglia che secondo un portavoce del Gruppo corrisponde al carico di lavoro atteso e al mix di competenze richiesto dalla missione futura del polo.
L'orizzonte temporale indicato da Stellantis arriva fino alla fine del 2027. Va però sottolineato che la definizione puntuale degli organici passerà attraverso il confronto con il consiglio di fabbrica e con le rappresentanze sindacali, dialogo che secondo la Casa si trova ancora in una fase preliminare.
Nonostante il ridimensionamento numerico, il gruppo ha tenuto a confermare l'impegno industriale sul sito di Rüsselsheim. Il progetto del campus grEEn prevede infatti la costruzione di un nuovo edificio destinato alla R&D e di un polo di design. Completano il quadro alcune iniziative sul capitolo risorse umane, che spaziano dai percorsi di riqualificazione professionale a nuove selezioni mirate sulle competenze emergenti, fino alle partnership con le università.
Le due mosse di Renault e Stellantis raccontano, in definitiva, una fase di ridisegno per l'ingegneria automobilistica europea, sempre più orientata a concentrare le competenze nei poli ritenuti strategici e a selezionare con maggiore attenzione le aree tecnologiche su cui investire nel medio periodo.
Renault
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