Batterie al litio, l'Italia fa storia: nasce il primo hub europeo per il riciclo totale con recupero

Batterie al litio, l'Italia fa storia: nasce il primo hub europeo per il riciclo totale con recupero
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Reinova, A&C Ecotech e il gruppo BTS & Saker hanno completato con successo la fase di test e avviato l'unico impianto del continente capace di gestire l'intero ciclo di vita delle batterie a ioni di litio: 12.000 tonnellate di capacità annua per trasformare i rifiuti in materie prime strategiche
15 gennaio 2026

Una notizia che cambia le carte in tavola nel panorama della mobilità elettrica europea. In Italia è appena nato il primo centro industriale capace di riciclare completamente le batterie al litio, recuperando le materie prime con un'efficienza che sfiora la perfezione: il 99,6%. Non è un progetto pilota, non è una promessa per il futuro. È realtà, ed è operativo da oggi.

L'hub è frutto della collaborazione tra Reinova, polo d'eccellenza italiano nello sviluppo di componenti per veicoli elettrici e ibridi, A&C Ecotech e il gruppo slovacco-coreano BTS & Saker. Insieme hanno realizzato quello che molti consideravano un traguardo lontano almeno un decennio: l'unica struttura in Europa capace di gestire l'intero ciclo di vita di una batteria a ioni di litio, dallo screening iniziale fino alla produzione di Black Mass ad altissimo grado di purezza.

Reinova
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Diciotto mesi di ricerca per raggiungere l'eccellenza

Il risultato non è arrivato per caso. Oltre un anno e mezzo di ricerca e sviluppo, culminato in una fase di trial condotta su due tonnellate di batterie esauste, ha permesso di mettere a punto un impianto di triturazione e separazione all'avanguardia. Il processo consente di estrarre una Black Mass con purezza del 99,6%, un valore che ridefinisce gli standard industriali del settore e apre scenari inediti per il riutilizzo dei materiali nobili.

L'impianto è stato progettato per trattare le chimiche che dominano il mercato delle batterie: NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) e LFP (Litio-Ferro-Fosfato), che insieme coprono circa il 98% della produzione globale. Questo significa poter recuperare e reimmettere nella filiera produttiva materiali critici come litio, cobalto e nichel, oltre a rame, alluminio e persino metalli preziosi come oro e argento. Il rifiuto diventa così materia prima pronta per la produzione di nuove celle.

Batteria auto elettrica
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Una risposta concreta alle sfide europee

L'iniziativa si inserisce perfettamente nel quadro normativo definito dal Regolamento UE 2023/1542, introducendo strumenti innovativi come il Digital Battery Passport per garantire tracciabilità e sostenibilità dei materiali lungo tutta la catena del valore. La partnership vede una suddivisione dei ruoli studiata nei minimi dettagli: Reinova si occupa dell'architettura di sistema, degli standard di sicurezza e della tracciabilità digitale; A&C Ecotech gestisce il quadro regolatorio, la logistica e il trattamento presso l'hub operativo nel Sud Italia; BTS & Saker mette a disposizione le tecnologie avanzate di pre-trattamento e l'esperienza maturata negli impianti pilota.

"Siamo orgogliosi di aver reso possibile ciò che molti ritenevano realizzabile solo in un arco di dieci anni", ha dichiarato Giuseppe Corcione, CEO di Reinova. "Abbiamo progettato e messo a punto un impianto che non è solo un centro di stoccaggio, ma un vero e proprio generatore di valore. Oggi Reinova e i suoi partner possono ritirare batterie su tutto il territorio europeo, processarle e vendere Black Mass di altissima qualità alle aziende petrolchimiche, chiudendo definitivamente il cerchio della mobilità sostenibile."

Giuseppe Corcione, CEO di Reinova
Giuseppe Corcione, CEO di Reinova

Dodici mila tonnellate all'anno: il futuro è già scritto

I numeri parlano chiaro: l'impianto vanta una capacità di pre-trattamento stimata in 12.000 tonnellate all'anno. Un volume che trasforma questa iniziativa da esperimento virtuoso a pilastro industriale strategico. Il modello, ora pienamente validato, è destinato a essere replicato su scala nazionale ed europea con un obiettivo preciso: abbattere i costi logistici e rafforzare l'autonomia dell'Unione Europea nell'approvvigionamento di metalli strategici, riducendo la dipendenza dai mercati extra-europei.

In un momento storico in cui la transizione energetica richiede risposte concrete e non soltanto buone intenzioni, l'Italia si posiziona all'avanguardia con una soluzione che coniuga innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e visione industriale. Il cerchio della mobilità elettrica, finalmente, si chiude.

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