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Audi TT Cup

Da corsa ma "premium"
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La nostra prova della nuova Audi TT da competizione sulla pista di Zeltweg, dove disputeremo una tappa del monomarca dedicato alla piccola coupé di Ingolstadt

Audi TT Cup

Di esempi di Audi TT da corsa ce ne erano già stati anche in passato ma questa volta, con la Audi TT Cup, le cose sono molto diverse: a differenza della belva pensata per vincere il DTM, infatti, ad Ingolstadt hanno pensato che fosse arrivato il momento di aprire le porte della sportività firmata Audi anche ad un pubblico più ampio, quello della nuova categoria TCR che si pone un gradino sotto alle GT3 come prestazioni ma soprattutto costi di acquisto e di gestione delle vetture. 

 

L'approccio di Audi alla categoria è stato comunque diverso da quello più aggressivo dei cugini Seat e Volkswagen: almeno inizialmente la vettura, che viene sviluppata su una base comune a quella delle altre TCR del gruppo, non viene venduta ai privati ma utilizzata dalla stessa Audi per dare vita ad un eccezionale monomarca che corre nel contesto di alcuni dei race weekend del campionato tedesco DTM. 

 

Una cornice molto prestigiosa, insomma, per un trofeo molto combattuto dove corrono 24 vetture identiche nell'allestimento e limitate per regolamento nella possibilità di personalizzazione dell'assetto: questo per non aver alcun dubbio sulla regolarità ed il valore di un campionato che si caratterizza per l'unicità della vettura utilizzata oltre che per il contesto super premium in cui si corre con una cifra di circa 100.000 euro a stagione

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Deriva dalla TTS stradale, ma la Audi TT Cup è più bassa e larga, oltre che più leggera

 

Più larga (199 cm), più bassa (120), più lunga (426, passo 251) e più leggera rispetto ad una TTS (1.125 kg), la nuova Audi TT Cup è una vera auto da corsa spinta da un quattro cilindri 1.984 cc TFSI 310 CV a 4.500 giri...che possono diventare 340 CV per alcuni secondi al giro in modalità "push-to-pass" grazie ad un aumento della pressione del turbo che spinge il valore di coppia ben oltre i tradizionali 400 Nm disponibili già a partire da 1.600 giri. La trazione è affidata alle sole ruote anteriori "organizzate" da un differenziale autobloccante a controllo elettronico regolabile su tre posizioni e dal controllo elettronico della trazione, anch'esso attivo con tre diversi livelli di intervento. 

 

Sospensioni McPherson davanti e Multilink dietro gestite da ammortizzatori idraulici, carreggiate allargate (156 cm davanti, 157 dietro), cambio a sei marce a doppia frizione, grande cura per il dettaglio (come nel caso del sedile da corsa di derivazione Audi R8 GT3), la TT Cup indipendentemente dalle possibilità offerte dal regolamento scende in pista con un pacchetto aerodinamico "estremo", ABS racing, servosterzo elettrico e serbatoio carburante da 100 litri. A completamento dell'opera non mancano la strumentazione racing professionale ed il volante multifunzione estraibile. 

Le "cugine" della TT Cup

La TT Cup però non è solo un'auto da corsa molto bella e veloce. Quello che è interessante di lei è la genesi che è frutto di nuovi canoni costruttivi e progettuali per un'auto da corsa: un approccio che nel Gruppo Volkswagen eravamo abituati a vedere nel prodotto di serie ma che è stato introdotto anche nell'universo del racing. 

 

Come nel GT3, dove Audi R8 LMS e Lamborghini Huracàn GT3 condividono motore e telaio, anche nel caso della piattaforma MQB che accomuna Audi, Seat e Volkswagen è stato deciso di condividere tra una vettura e l'altra numerose componenti in funzione di una sostanziale riduzione dei costi. Un obiettivo importante per i clienti sportivi ma anche per il successo del campionato TCR che si pone l'obiettivo di essere veloce e combattuto a dispetto del costo relativamente contenuto delle vetture. Questo significa che motore, elettronica di gestione, trasmissione (DSG a sei marce con autobloccante a controllo elettronico) e sospensioni sono sostanzialmente le stesse che si ritrovano anche su Seat Leon Cup (la capostipite di questa famiglia) e su Volkswagen Golf R TCR, seppur con i dovuti adattamenti ed operazioni di fine tuning che spettano ai tecnici sportivi delle rispettive case. 

Una vettura spettacolare, con un look che non nasce solo per dare soddisfazione all'occhio ma anche alla meccanica che dà l'idea di essere contenuta "a stento" nella carrozzeria allargata

 

Per intenderci il progetto Audi, soprattutto per questioni di immagine, mira ad essere leggermente diverso rispetto agli altri visti sino ad oggi: la scocca, ad esempio, vanta un passo decisamente più corto rispetto a quello di Leon e Golf, che invece scelgono la base MQB a cinque porte, così come l'impianto frenante sfrutta il potenziale di un sistema ABS racing disponibile solo come optional sulle altre due. Rispetto a Golf e Leon varia anche un peso a secco ed un posizionamento del baricentro, sulla carta più favorevole alla TT Cup. 

Dal vivo: com'è fuori

Dal vivo la vettura si presenta molto bene, con quel tocco di aggressività in più dettato dal cospicuo allargamento dei passaruota che è tipico delle vetture in linea con il regolamento TCR. Un elemento scenico che fa sembrare queste vetture delle piccole DTM alla stregua dell'aggressivo pacchetto aerodinamico di cui è dotata, dove spiccano l'ala posteriore e lo splitter anteriore in carbonio di generose dimensioni. Una vettura spettacolare, con un look che non nasce solo per dare soddisfazione all'occhio ma anche alla meccanica che dà l'idea di essere contenuta "a stento" nella carrozzeria allargata. 

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Il dettaglio della strumentazione completamente digitale

Dal vivo: com'è dentro

Salire a bordo della vettura, come ogni auto da corsa, non è facile per via della presenza del roll bar ma a differenza di altre realizzazioni racing di pseudo entry level sulla TT Cup il volante è rimovibile e questo permette di compensare una certa difficoltà iniziale. Un aspetto quest'ultimo molto importante per eventuali partecipazioni nelle gare dove si può correre anche in equipaggio a cui si aggiunge la piacevole sagomatura del sedile con struttura in fibra di carbonio sviluppato da Audi inizialmente per la R8 GT3. Un sedile ben fatto, con delle "orecchie" "grandi" ma comunque in grado di assicurare buona visibilità laterale. 

 

All'interno l'abitacolo è stato completamente spogliato di tutto ma sulla "finta" plancia rimane il look delle tradizionali bocchette dell'aria circolari che sono un elemento chiave nello stile di questo modello: bocchette che vengono utilizzate (le centrali) come sistema di areazione forzata (si aziona dal volante)  a differenza, ad esempio, di quanto accade sulla Seat che invece prevede un tubo più grezzo nel look ancorato con una fascetta al piantone dello sterzo. 

Differenze che rendono premium la TT Cup anche nel Motorsport ma che avvicinano, alla stregua di altri elementi, la TCR al prodotto di serie

 

Differenze che rendono premium la TT Cup anche nel Motorsport ma che avvicinano, alla stregua di altri elementi, la TCR al prodotto di serie: la leva del cambio, per intenderci, rimane quella del classico S tronic così come altri dettagli quali i finestrini che sono in cristalli e si alzano e si abbassano esattamente come sulla TT stradale. 

 

Una volta infilato il volante, regolabile in altezza e profondità, ci si sente ben integrati alla vettura e seduti molto vicini a terra. Una bella sensazione per una vettura da corsa che viene amplificata dalla completezza della strumentazione che si accende, con tanto di logo Audi Sport, subito dopo l'attivazione del contatto elettrico. Una strumentazione con cui si interagisce attraverso i pulsanti presenti sul volante e che è in grado di dire un po' tutto sui parametri della vettura, dalla percentuale di bilanciamento della frenata alla temperatura dei liquidi fino alla velocità istantanea, ai tempi sul giro e naturalmente il contagiri. 

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Stessi cavalli della TTS ma agilità davvero impressionante per la versione racing della coupé dei Quattro Anelli

Come si guida

Una volta avviato il propulsore, che suona più aggressivo rispetto a quello di serie, sorprende come la vettura vibri pochissimo ed abbia una regolarità di funzionamento pressoché identica a quella di serie. Per partire dai box non c'è la frizione: il cambio S tronic come nella sua versione stradale pensa a tutto con l'unica accortezza di spostare la leva nella modalità TS, che non esiste nelle TT di tutti i giorni.

 

Una modalità che attiva una speciale strategia del cambio, meno conservativa in scalata ma soprattutto pensata per lavorare esattamente come un normale sequenziale racing, quindi senza particolari intercessioni da parte dell'elettronica se non per evitare i fuori giri in scalata. Un cambio molto veloce, che paga ad un vero cambio da corsa racing una certa lentezza di passaggio ai rapporti inferiori ma che, nel contesto di un buon rapporto prezzo/performance si sta dimostrando davvero azzeccato ed a punto. 

 

La prestazione della vettura è decisamente superiore a quella della TTS. Vero, i CV sono gli stessi, soprattutto se non si usa overboost, ma l'erogazione è più piena e corposa e soprattutto il corpo vettura è più leggero e meno schiavo degli inevitabili attriti della trazione integrale: una situazione che permette al TFSI di dimostrare al meglio il suo grande potenziale spingendo la TT Cup con grande forza tra una curva e l'altra. 

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Il nostro Emiliano Perucca Orfei, al debutto nella TT Cup di Audi Sport nella tappa di Zeltweg di contorno al DTM

 

Un motore che apprezza i regimi medio alti, in cui è preferibile cambiare a 6.300 giri sicuri di trovare con la marcia superiore nuova spinta ai medi regimi: una spinta che per qualche istante può farsi ancor più corposa con l'utilizzo del pulsante Push To Pass che per qualche istante permette di sfruttare più coppia e 30 CV in più. Perfetto per un sorpasso ma da usare con parsimonia: l'utilizzo non solo é limitato ma fa salire le temperature di acqua e olio e bisogna usarlo solo quando si è veramente certi di poter godere di un tratto ad alta percorrenza e quindi di un buon raffreddamento, pena l'ingresso della modalità safe. 

In termini di dinamica la TT Cup dimostra una volta di più il grande lavoro progettuale compiuto dai tecnici del Gruppo Volkswagen su questa piattaforma: MQB è un pianale modulare ma soprattutto è leggero e capace di ottime performance in termini di rigidità torsionale

 

In termini di dinamica la TT Cup dimostra una volta di più il grande lavoro progettuale compiuto dai tecnici del Gruppo Volkswagen su questa piattaforma: MQB è un pianale modulare ma soprattutto è leggero e capace di ottime performance in termini di rigidità torsionale. Questo permette alle sospensioni di lavorare al meglio, in particolare modo quelle anteriori che nonostante la cospicua potenza del motore e la presenza della sola trazione anteriore permettono di scaricare a terra tutta la potenza del motore anche senza costringere a sacrifici il controllo della trazione, che di fatti disattiviamo dopo alcuni giri.

 

La tenuta in curva è elevatissima, grazie anche alle gomme Hankook,  ma per ottenere il meglio in fase di ingresso curva abbiamo preferito lavorare sull'unica variabile di assetto consentita dal regolamento, ovvero la barra anti rollio: da posizione media l'abbiamo spostata su morbida ottenendo un ingresso in curva fulmineo ed un retrotreno sovrasterzante, da gestire lavorando con il gas ed uno sterzo molto ben fatto sotto il profilo della servoassistenza: quello che dobbiamo capire sin dai primi giri di Zeltweg, nella gara di TT Cup 2015 a cui parteciperemo nel weekend a cavallo di luglio e agosto, è se il feedback positivo che abbiamo avuto su questa modifica nel lento circuito di Audi Motorsport a Neuburg sia tale anche su una pista veloce come quella del Red Bull Ring. Lo scopriremo presto... 

Pro

- look aggressivo
- finiture premium anche nel racing
- handling e piacevolezza di guida
- ABS racing: frena forte e sicura

Contro

- motore: i 340 CV sono limitati nel tempo
- DSG: è economico e funziona bene ma non è davvero racing
- non é ancora in vendita per le competizioni TCR 

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