Addio a Nicola Pietrangeli: la Ferrari 308, la Stratos e la sfida in pista contro Panatta

Addio a Nicola Pietrangeli: la Ferrari 308, la Stratos e la sfida in pista contro Panatta
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Il campione scomparso a 92 anni non ha mai nascosto l'amore per i motori: dall'acquisto della Ferrari 308 con i soldi del Totocalcio alla sponsorizzazione Alitalia sulla Stratos, fino alla Celebrity Race a Imola nel 1988
2 dicembre 2025

Il tennis italiano piange la scomparsa di Nicola Pietrangeli, spentosi a 92 anni il 1° dicembre 2025. Primo azzurro a conquistare uno Slam, unico italiano nella Hall of Fame del tennis mondiale, Pietrangeli lascia un'eredità sportiva immensa fatta di due Roland Garros, 67 titoli e un record imbattuto di 164 presenze in Coppa Davis. Ma oltre alle racchette, nella vita del campione nato a Tunisi c'è sempre stata un'altra grande passione: quella per i motori.

Il suo rapporto con le quattro ruote iniziò nel 1958, quando gli diedero una Vespa come premio per la vittoria nel campionato italiano. Da allora, le auto hanno accompagnato ogni capitolo della sua esistenza straordinaria.

Nicola Pietrangeli
Nicola Pietrangeli ANSA.it - FABIO PATAMIA / FTJ
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Una Ferrari comprata con il Totocalcio

L'aneddoto più gustoso riguarda l'acquisto della sua prima Ferrari. Pietrangeli aveva contribuito a meccanizzare il Totocalcio e, quando incassò la parcella, il suo commercialista lo convinse con una frase lapidaria a concedersi uno sfizio importante. Così si recò da Vincenzo Malagò, padre dell'attuale presidente del CONI, e acquistò una 308. Ma quella Rossa gli giocò un brutto scherzo sull'Aurelia, in direzione Orbetello.

Trovatosi dietro un camion, Pietrangeli scalò marcia e tentò il sorpasso. Durante la manovra, però, la Ferrari iniziò a balbettare, lasciandolo in mezzo alla carreggiata opposta. Per fortuna nessuno sopraggiungeva, e riuscì a completare quello che lui stesso definì il sorpasso più lento della storia automobilistica. La spiegazione del meccanico Samocar fu disarmante: alcune vetture potevano avere problemi quando il serbatoio scendeva sotto la metà. Quella Ferrari finì venduta a Montecarlo.

Ferrari 308
Ferrari 308 Ferrari

Alla finale del Roland Garros con una Buick decappottabile

Nel 1959, l'anno del suo primo trionfo parigino, Pietrangeli si presentò alla finale del Roland Garros al volante di una Buick cabriolet che non era neppure sua. Apparteneva alla persona seduta accanto a lui: Candida, la più celebre spogliarellista del Crazy Horse. Con la sua proverbiale ironia, il campione ammise che probabilmente il pubblico guardava più lei che la macchina.

L'avventura alla Lancia e la Stratos tricolore

Dopo il tennis, Pietrangeli lavorò per Lancia a Torino. Un'esperienza non priva di tensioni iniziali con l'ingegner Florio, convinto che il campione volesse rubargli il posto. Pietrangeli risolse la questione con una battuta geniale, indicando il grigio fuori dalla finestra e ricordando che a Roma splendeva sempre il sole. Da quel momento nacque un'amicizia solida e, soprattutto, una collaborazione fruttuosa. È proprio a Pietrangeli, infatti, che si deve la sponsorizzazione Alitalia sulla Lancia Stratos da rally e l'intuizione di vestirla con i colori della bandiera italiana.

Lancia Stratos con grafica Alitalia
Lancia Stratos con grafica Alitalia

La Celebrity Race a Imola contro Panatta

La rivalità sportiva con Adriano Panatta si trasferì anche in pista. Nel 1988, in occasione del Gran Premio di San Marino a Imola, entrambi parteciparono all'Alfa 164 Celebrity Race. Prima della gara, Panatta dispensava consigli da veterano delle piste, e nelle prove segnò tempi migliori. Ma quando si accesero i semafori, la storia cambiò. Al terzo o quarto giro, Pietrangeli vide la macchina dell'amico-rivale rallentare vistosamente. Lo affiancò e, con il gesto dell'ombrello, celebrò una vendetta sportiva perfetta. Panatta, tentando una manovra aggressiva nel giro precedente, aveva preso un cordolo danneggiando la vettura.

Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta
Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta ANSA.it

Fino all'ultimo, al volante della sua Toyota iQ

Ancora negli ultimi anni, Pietrangeli non rinunciava a guidare per le strade di Roma. La sua auto era una Toyota iQ, una citycar che adorava per le dimensioni compatte, perfette per la giungla di parcheggi della capitale. Si era persino dispiaciuto quando la casa giapponese decise di cessarne la produzione.

Se ne va un campione che ha saputo vivere con ironia, eleganza e passione ogni aspetto della vita. Le racchette gli hanno regalato la gloria, ma i motori gli hanno dato quella libertà che ha sempre cercato. Camera ardente mercoledì 3 dicembre dalle 9:00 alle 14:00 nello stadio a lui intitolato al Foro Italico, poi i funerali alle 15:00 nella chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio.

Ciao, Nicola. Buon viaggio.

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  • Numero posti 2
  • Lunghezza 423 cm
  • Larghezza 172 cm
  • Altezza 112 cm
  • Bagagliaio
  • Peso da 1.345
    a 1.367 Kg
  • Carrozzeria Cabrio, Coupé
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