Tecnica - centraline

Aggiornamento centraline auto da remoto: BMW avvia l’upgrade online per il software di tutte le ecu

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Finiti i tempi in cui era tutto in mano agli specialisti. Oggi sulle nuove BMW dotate di sistema 7.0 basta confermare il download e poi lanciare l’aggiornamento (tra i 20 e i 45 minuti) per scaricare nelle centraline dell’auto tedesca tutti gli aggiornamenti previsti dal Costruttore (no tuning e rimappature). Armstrong in tuta terrestre, da officina, direbbe “un piccolo passo per la tecnologia, una rivoluzione per l’Aftermarket”

Non si hanno tutti i torti, affermando che le auto moderne più cool sembrano sempre più "simili ai telefonini“. Che piaccia o no, sarà sempre più vero e quelli di BMW, che sono avanti per certe cose, ci mettono del loro. A 50 anni dal lancio spaziale USA sulla Luna, da Monaco per l’estate 2019 ecco il lancio, su alcuni mercati tra cui l’Italia (e siamo tra i primi dopo la Germania) del sistema di Remote Software Upgrade: aggiornamento dati nelle centraline delle auto tedesche, da remoto, in autonomia, sfruttando la connessione di rete.

In pratica questo nuovo servizio permetterà di trattare l’auto, BMW in questo caso, davvero come uno Smartphone che aggiorna autonomamente, previo consenso, i sistemi operativi o le funzioni di varie App. Fa paura? A qualcuno si, soprattutto fronte manutenzioni Aftermarket, ad altri eccita, ad altri ancora poco importa. Di certo la Casa compie un bel passo mettendo sui suoi modelli più recenti questa funzione capace di dare sia maggiore sicurezza, sia maggiore controllo, per quelli che sono i dati dentro le circa cinquanta centraline o moduli elettronici presenti in vettura (auto premium, ovvio che la Panda base ne ha solo quattro).

E allora si ampia ulteriormente il gap, tra quello che era l’auto di un tempo o è la generalista attuale low-cost, rispetto alla premium hi-tech. Quella come la coupé Serie 8 che abbiamo provato ad aggiornare, con Touchscreen enorme da cui ci si connette anche alla Casa per migliorare, senza andare dal concessionario, Infotainment, Assistenze alla guida, piuttosto che funzioni di cambio e motore. Occhio però, dietro a un tasto di conferma e a quella mezzoretta, ce ne sono di cose che accadono, di informazioni in movimento. Non solo il ronzio di motorini o attuatori che si riposizionano, durante fasi di Key-on e Power-latch. Rischi? Sulla carta o in passato infiniti, ma oggigiorno tendenzialmente no: sembra tutto sotto controllo, verificato, nello specifico garantito da BMW (che nel caso interviene e sistema, fermando l'auto).

Aggiornamento remoto ecu – Quando

In estrema sintesi. Ogni modulo elettronico, o centralina dell’auto, ha una propria memoria dove risiedono vari “programmi” (sistemi operativi e mappature di funzionamento più o meno complesse). Ognuno di questi elementi è connesso in una rete interna del veicolo e a sua volta, i nodi del sistema, fanno riferimento a un elemento centrale che è capace di comunicare fuori dall’auto, con la Casa madre.

Appena viene deciso che sia necessario far partire un aggiornamento remoto, per motivi di estensione funzioni, correzione o necessario adattamento, sui display delle auto interessate e degli Smartphone (App BMW presente e collegata alla vettura, a sua volta connessa, ovviamente) si notifica la possibilità di download.

Inutile rincorrerli, gli aggiornamenti centralina BMW. È la Casa che sa quando e a chi notificarli. Ogni modello e ogni versione, persino ogni VIN (numero telaio) viene trattato diversamente. Perché quando si parla di avere fino a 50 centraline con altrettante versioni di SW, dedicate magari ad accessori opzionali, è impossibile fare aggiornamenti a tappeto, identici. Oltretutto con potenziali complicazioni da concentrazione.

Aggiornamento remoto ecu – Come

Se il cliente, o meglio l’utilizzatore identificato e loggato approva, come nel nostro caso su una BMW Serie 8 e una Serie 3, a cui era notificata la Release 03/2019.48 allora avviene il download. Nulla da fare, perché il sistema solo se in moto scarica autonomamente (secondo i casi, almeno 40 minuti) quanto gli serve. È un download customizzato, perché accettando i sistemi cominciano a dare le proprie ID software ma anche a predisporsi per accettare quanto di nuovo arrivi. Non ci si accorge di nulla, ma volendo si “spulcia” con la App su Smartphone.

Già, si vede anche da lì e anzi, si leggono i diversi upgrade in arrivo. Per esempio con l’estate 2019 vengono silenziati i fastidiosi buzzer dei sensori parcheggio quando il sistema sta “facendo da se” le manovre. A proposito di App, nulla vieta che prossimamente, si potrà fare anche da Smartphone il downolad e poi tramite cavo, via OBD, l’aggiornamento. Solo questione di tempo, responsabilità e gusti. Quando un’auto non viaggi abbastanza per scaricare autonomamente, si potrebbe decidere di procedere più in fretta, con il dispositivo. Da App inoltre, magari impiegando il tempo di attesa installazione, si leggono i dettagli delle varie migliorie incluse.

Quando tutto il dovuto è scaricato, che sia un upgrade solo di Infotainment piuttosto che Clima o anche motore (spesso un upgrade vincola l’altro, sulla rete comune) allora si può installare. L’installazione è la parte più delicata per l’auto e quindi sono richiesti degli stati, prima di avviarla. Tra questi l’essere fermi con freno di stazionamento attivo, altrimenti non si installa nulla. Auto spenta quindi e tempo variabile, secondo i casi. Noi, per installare la 2019 su una BMW Serie 3, abbiamo impiegato poco più di 20 minuti. In questo tempo si spegne anche la strumentazione, l’illuminazione e quasi tutto, a turno, salvo poi riprendere. Non si può interrompere ma quando l’upgrade si avvia al termine, nonostante il quadro e il touch neri è possibile utile varie attivazioni. Sono attuatori che si riposizionano o testano, "riapprendendo" i valori nelle ecu. Persino gli altoparlanti potrebbero in alcuni casi farsi sentire.

Quando al primo avviamento si utilizza l’auto aggiornata, secondo i casi è necessario ri-loggarsi per accedere e connetterla in rete, vedendo App e servizi aggiornati sul touchscreen.

BMW sempre connessa

La prima campagna di aggiornamento remoto centraline BMW, il primo Remote Software Upgrade, in Italia prende il via questa estate e riguarderà potenzialmente modelli come Nuove X5 e Serie 3, più Serie 8, da subito. Altre vetture BMW con il sistema 7.0, come le varie Z4 e X7, a seguire. Tutte aggiorneranno a titolo gratuito le funzionalità dell’Intelligent Personal Assistant. L’occasione di questo nuovo step nella gestione del software centraline auto, piccolo per l’industria ma grande per l’Aftermarket (basti pensare a quando un tempo, per ogni aggiornamento centralina motore anni Novanta, bisognava andare in concessionaria a sostituirla) è spunto per ricordare come in vetture di questo tipo, sia importante avere il sistema di bordo sempre connesso.

Sedere su un’auto premium con certi potenziali e non sfruttarli si può, perché il suo dovere meccanico lo compie. Fa però piacere anche a BMW, avere in giro una gamma tutta connessa e allineata, nota nel suo stato. Non serve essere il proprietario, ma almeno utente registrato e approvato. Usando accessi tramite codice sicurezza, che arriva sulla App dello Smartphone, ecco che il “mondo” dei servizi connessi BMW Intelligent Personal Assistant in auto si ravviva, aumentando le sole tre App di base. Oggi il ConnectedDrive è al top, quasi esagerato per utenza semplice, ma fa piacere a chiunque poter gestire una digital key da remoto, sapere lo stato della propria auto, se capita il bisogno. Oltretutto i profili creati, dei singoli utenti, possono trasferirsi da vettura a vettura (BMW connessa) fino a tre conducenti.

La costante connessione e quindi anche aggiornamento dei sistemi, da un lato lega maggiormente alla Casa, con tracciatura “di tutto” e impossibilità di mantenere modifiche software care a qualcuno (peraltro alcune non legali) dall’altro offre un Intelligent Personal Assistant di funzioni ampliate automaticamente, con maggiore sicurezza. In futuro si potranno anche aggiungere servizi digitali, acquistandoli direttamente online. Tornare indietro? Su questi modelli non si può, in tutti i sensi.

Evoluzione della specie

Per gli amanti delle BMW, che ne hanno possedute in sequenza e sanno cosa si trova sotto il cofano, basti pensare all'evoluzione delle loro centaline motore.

BMW anni Ottanta, con prelibate Jetronic per i motori "top" che essendo analogiche e di sola iniezione, non si aggiornavano.

BMW primi anni Novanta, con varie Motronic o Siemens che in teoria non si aggiornavano. Volendo o dovendo, si sostituivano con altre, qualora necessario, il cui SW era evoluto.

BMW anni Duemila, con la Casa che prima di altre implementa l'aggiornamento via OBD. Memorie flash di molte ecu motore Siemens, sui sei cilindri, ma non solo. La scrittura prevede aggiornamenti con auto ferma da concessionario. La sequenza di scrittura si avvia dopo una identificazione della versione HW/SW della singola ecu. Al riavvio possono servire adattamenti e ricodifiche, con strumenti dedicati.

BMW oggi, l'aggiornamento via OBD è fisico dal concessionario ma connesso in rete ai server della Casa, che presidia le scritture su molti moduli, non solo motore. Esempi di ecu sono me EDC17 o D-Motronic, ma anche tutte le compagne a bordo perchè l'Upgrade è comunque remoto e cerca di allineare più ecu insieme identificando in primis il VIN, a cui si associa una lunga serie di ecu.

before
after
  • ABCDEF_, Roma (RM)

    Link est.

    tutto sotto controllo un par de razzi.
    volete aggiornare OTA l'infotainment? fighissimo.
    ma già la cartografia presenta problemi.
    mi aggiornate le cartine e guido io? vabbè, ci sta.
    però nel momento in cui è uno delle fonti dati su cui si basa una guida semi-autonoma la cosa diventa potenzialmente mortale.

    l'aggiornamento di sistemi di assistenza, centraline e altre bazze è una roba terrificante.
    Tesla, che ha iniziato con 'sta fesseria, nei primi giorni della model 3 ha aggiornato il software e nel corso di una notte i proprietari si sono ritrovati con l'auto che frenava in 30% meno spazio.
    fico?
    già, peccato che questo significa che qualsiasi malintenzionato che dovesse riuscire a compromettere i sistemi centrali di Tesla potrebbe tranquillamente fare il contrario, ovvero domattina le vostre model 3 frenano in 30% più spazio.
    e magari superati i 60 all'ora il servosterzo diventa il 50% più rapido invece che diminuire la sua efficacia.
    e mentre l'auto guida da sola metto una bella curva nella cartografia anche se la strada è dritta.
    e per quelli che "ma i sistemi delle industrie auto sono sicuri", manco per niente.
    sono stati violati pure i sistemi di Sony, di IBM, di Apple, di Google...
    per di più, a quanto ne so questa storia degli aggiornamenti OTA in campo automobilistico è molto border line rispetto alle normative di omologazione europee.

    io sono sconvolto dalla leggerezza con cui la stampa specializzata tratta questa scemenza.
    non è che alle brutte mi clonano la carta di credito, "people will die".
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