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Il countdown è ufficialmente partito. Tra meno di trenta giorni, il 21 maggio 2026, Antonio Filosa salirà sul palco per illustrare il piano industriale che ridefinirà i contorni di Stellantis e dei suoi marchi. Una data spartiacque, attesa con un misto di curiosità e ansia da addetti ai lavori e appassionati. Cosa sopravviverà, cosa cambierà, cosa nascerà: di tutto questo si saprà quel giorno.
In attesa del verdetto, qualche indizio inizia però a circolare. A fornirne alcuni piuttosto pesanti è Gaetano Thorel, Head of Fiat e Abarth Europe nonché Senior Vice President di Stellantis, intercettato dai colleghi di Motor1 Italia alla Milano Design Week 2026. Le risposte del manager sono diplomatiche quanto basta, ma tra le righe lasciano filtrare diverse direzioni di marcia.
La questione che agita gli appassionati da mesi è una sola: il ritorno della combustione interna sulle Abarth. Thorel non recita la parte di chi smentisce, ma nemmeno quella di chi conferma. Pone una condizione precisa: qualsiasi proposta termica dovrà essere all'altezza dell'eredità di Karl Abarth, cioè possedere prestazioni di un livello adeguato. Operazioni di facciata, motorizzazioni tiepide cucite addosso a un badge sportivo: tutto questo è fuori discussione.
Il manager nel frattempo rivendica i numeri del presente, ricordando come la 600e Abarth rappresenti oggi il punto più alto mai raggiunto dal marchio in termini di velocità e divertimento alla guida. Ma è la chiosa successiva ad accendere la curiosità: "Faremo di Abarth qualcosa di più". Una formula volutamente ermetica, che il dirigente non ha voluto disambiguare, rimandando ogni approfondimento al 21 maggio. La traduzione più probabile è una sola: lo Scorpione si prepara ad allargare il proprio perimetro, e a farlo in direzioni che oggi non sono ancora pubbliche.
Cambiando interlocutore di marchio, il discorso vira sul valore dell'heritage. Thorel ne fa una questione quasi filosofica. La 500 che debuttò nel 1957, quella reinventata cinquant'anni dopo e quella che oggi popola le strade europee parlano la stessa lingua. Lo stesso vale per la Panda firmata da Giorgetto Giugiaro all'alba degli anni '80 e per l'attuale Grande Panda, che ne raccoglie il testimone con coerenza visiva. Un patrimonio di riconoscibilità che, sostiene il manager, non si può duplicare a tavolino. È capitale accumulato nel tempo, e va difeso.
L'antipasto di questa filosofia è già visibile alla Design Week. Le portate principali, invece, arriveranno al Salone di Parigi, dove debutteranno due nuovi modelli destinati a portare avanti il discorso.
Tra le tante anticipazioni, una merita un capitolo a parte. La concept della Grande Panda 4x4 ha mandato in visibilio il pubblico e Fiat lo sa benissimo. Thorel conferma che il progetto è sotto studio, ma il muro contro cui sbatte la trazione integrale è sempre lo stesso: serve un propulsore termico all'altezza. Senza, l'operazione non parte. "Tutti la vogliono perché è bellissima", ammette il manager, che la inserisce esplicitamente tra i compiti a casa del marchio. Quale sarà la soluzione meccanica? Su questo Thorel preferisce non esporsi.
Il 2027 sarà l'anno della grande festa. La 500 taglierà il traguardo dei settant'anni e Fiat sta lavorando a un calendario di iniziative che, secondo Thorel, andrà oltre la dimensione strettamente commerciale. Un compleanno collettivo, da celebrare a livello sociale prima ancora che industriale. C'è poi un secondo anniversario altrettanto simbolico: i settant'anni della 500 made in Italy, capitolo che riporta inevitabilmente in scena lo stabilimento di Mirafiori.
Proprio Torino è una delle storie più felici di questo inizio 2026. Il polo produttivo ha messo a segno un balzo del 40% nei primi tre mesi dell'anno, sostenuto dal rientro a casa della 500 ibrida, ricollocata sulla linea piemontese dopo le scelte produttive del recente passato. Le potenzialità della versione mild hybrid sono ancora tutte da misurare, ma le premesse, secondo Thorel, sono incoraggianti.
L'orizzonte di lungo periodo prende invece forma a Milano, dove la mostra Ciao Futuro! ha affidato a giovani designer di scuole italiane il compito di immaginare la prossima generazione della piccola Fiat. Tre progetti, tre interpretazioni, un filo conduttore: il marchio continuerà a presidiare il segmento delle compatte comprese tra due metri e mezzo e quattro metri, dove ha costruito gran parte della sua leggenda. Sulla "next big thing", Thorel non si sbilancia, ma la traiettoria appare leggibile.
L'ultimo capitolo dell'intervista è anche il più amaro. La transizione elettrica europea resta un cantiere mai chiuso, gli incentivi nazionali si muovono a velocità diverse e iniziative locali come quella di Roma, che valuta tariffe d'ingresso in ZTL anche per le vetture a batteria, scompaginano ulteriormente la pianificazione dei costruttori. "Ci muoviamo veramente nella nebbia", sintetizza Thorel. Una frase che da sola fotografa lo stato dell'arte di un settore in cerca di una rotta. E che rende il 21 maggio ancora più decisivo, non solo per Stellantis ma per tutto il comparto automotive europeo.
Abarth
Corso Giovani Agnelli, 200
Torino
(TO) - Italia
800 222 784 00
https://www.abarth.it/
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